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La chiesa di San Platano, un gioiello romanico custodito nelle campagne di Villaspeciosa

Dedicato al santo presunto fratello di Sant’Antioco, il peculiare edificio è formato da materiali di reimpiego, provenienti da un sito di età romana

di Chiara Medinas
7 Novembre 2024
in Itinerari
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
61 4
Chiesa romanica di San Platano a Villaspeciosa. ? Kistobalite | Flickr

? Kistobalite | Flickr

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Disteso nella piana attraversata dal fiume Cixerri, Villaspeciosa (SU) è un comune dove più di 2500 abitanti possono vantare aree verdi con lecci e macchia mediterranea, nonché piatti prelibati come l’inimitabile “frègua groga”, ossia la fregola con zafferano. Un quadro territoriale già abbastanza ricco, ma che raggiunge un ulteriore completamento grazie alla presenza di luoghi di pregnanza storico-religiosa, come la chiesa romanica di San Platano.

Situata in un parco nella periferia di Villaspeciosa, la chiesa romanica di San Platano vide la luce nel 1141 d.C. grazie alla volontà della Congregazione di San Vittore di Marsiglia, da tempo destinataria di donazioni provenienti proprio dalla Sardegna. A partire dal 1089 d.C. essa divenne infatti custode di vari tesori, tra cui spiccava anche un certo santuario “sancti Platani” (di San Platano) divenuto poi punto di partenza per l’edificazione della chiesa. Da tale nucleo sorse un complesso ben più articolato, dedicato al Santo africano che secondo i tradizionali canti liturgici sardi – detti “goccius” – era il fratello del patrono dell’isola, ossia Sant’Antioco.

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Nata da pietra calcarea, la chiesa di San Platano porta ancora oggi visibili le volontà dei monaci francesi, a partire dalla decisione di utilizzare materiali di reimpiego provenienti dal vicino sito romano di San Cromazio. Scoperto fortuitamente nel 1973 e ad oggi area archeologica, esso possiede a sua volta una preziosa storia riemersa dal ritrovamento di monili, tombe, lucerne e meravigliosi mosaici, tra i quali è possibile osservare anche l’esemplare più vasto di tutta la Sardegna. Costituito da molteplici cromie per un’ampiezza di 160 metri quadrati, si ritiene che quest’ultimo fosse in passato adibito a pavimento di una chiesa, costruita nel IV d.C. su resti di uno spazio termale di 2 secoli prima e contenente numerosi riferimenti al cristianesimo, come la spiga di miglio e il vaso con vino detto “Kantharos”.

Una vocazione religiosa presente anche nella chiesa di San Platano, formata da blocchi calcarei chiari e alcuni più scuri derivanti proprio da San Cromazio. Dalla suggestiva unione nasce una conformazione architettonica particolare, con planimetria a due corpi (detti “navate”) dotati ciascuno di chiusura circolare o “abside” e copertura lignea, aggiunta successivamente dopo un crollo avvenuto nel XIV secolo d.C. Ancora adesso visibile, quest’ultima si distende su una zona interna di forma rettangolare, con le navate divise da arcate sorrette da colonne anch’esse di reimpiego e dal richiamo classicheggiante. Nel variegato insieme non possono mancare dettagli riscontrabili in entrambi i corpi chiesastici, custodi rispettivamente dell’altare e di sculture raffiguranti San Platano con il presunto fratello Antioco.

Dirigendosi all’esterno la chiesa di San Platano suggella ulteriormente la sua particolarità, con facciata a capanna suddivisa in due porzioni laterali lisce dette “specchi” e dotate di portali,che incorniciano una parte centrale in cui si colloca una lastra marmorea nata come architrave romano e poi riscolpita con decorazioni bizantine. Andando più in alto con lo sguardo, si può infine osservare un’altra decorazione in stile romano – raffigurante due ruote impreziosite da materiali bianchi e neri – e un campanile a vela, concepito con spazio traforato in cui inserire la campane.

Chiesa romanica di San Platano a Villaspeciosa. ? Kistobalite | Flickr
Chiesa romanica di San Platano a Villaspeciosa. ? Kistobalite | Flickr
Chiesa romanica di San Platano a Villaspeciosa. ? Kistobalite | Flickr
Chiesa romanica di San Platano a Villaspeciosa. ? Kistobalite | Flickr

Una perla architettonica, annualmente protagonista della festa in onore di San Platano e Sant’Antioco l’ultima domenica di agosto. Chiamata anche “Festa de s’ abiu”,– dal nome dell’albero tagliato per le frasche da usare per il pergolato intorno alla chiesa – l’evento non solo si caratterizza per la questua e offerte di alimenti come formaggio, carne o vino, ma anche per la presenza de “S’obreria”, ossia il comitato laico incaricato di organizzare i festeggiamenti. In passato formato da 5 membri, il gruppo cerca di mantenere vivo lo spirito della manifestazione con varie iniziative, dal grande pranzo del venerdì a base di maccheroni, carne di pecora bollita e maialetto all’esibizione di gruppi musicali.

La chiesa romanica di San Platano si trova nell’omonima via al numero civico 33 a Villaspeciosa (SU) ed è visitabile liberamente in occasione della festività dedicata al Santo. Il resto dell’anno invece, l’edificio e l’area archeologica di San Cromazio a circa 2 chilometri di distanza sono entrambi fruibili contattando in orario d’ufficio – dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 13:00, lunedì e giovedì dalle 17:00 alle 18:00 – i numeri 070.9639039 – 070.9639177 – 347.5539097 o scrivendo all’indirizzo e-mail [email protected].

Tags: chiesechiese romanicheitinerariSan PlatanoVillaspeciosa
Chiara Medinas

Chiara Medinas

Assidua frequentatrice di musei e grande amante delle pardule, la curiosità è la mia musa ispiratrice. Se è vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, credo non ci sia sensazione migliore che provare stupore per le piccole cose.

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In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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👉 L’articolo completo è su SHmag.it
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
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