Valorizzare la grande festa della città, non soltanto vicino al 14 agosto, ma tutto l’anno, con percorsi tematici, musei a cielo aperto ed espressioni artistiche in grado di coinvolgere un vasto pubblico, di ogni età. La giornata organizzata dal Comune di Sassari per il 12 settembre è una importante tappa di questo percorso ed è stata presentata durante una conferenza stampa all’ex Infermeria san Pietro dal sindaco Gian Vittorio Campus, dall’assessora alla Cultura Rosanna Arru, dalla dirigente del settore Cultura Chiara Seazzu, dal presidente dell’Intergremio Fabio Madau, da quello dell’associazione della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Raimondo Rizzu, da Paola Serrittu per l’associazione Landworks e alla presenza di Antonello Fadda per Character.

In porta sant’Antonio da sabato prenderà vita, grazie alla tecnologia, con una semplice app gratuita per smartphone, il trittico che rappresenta le prime tre opere del progetto “Aumenta i Candelieri”, il nuovo museo urbano a cielo aperto in realtà aumentata, dedicato alla storica festa della Discesa dei Candelieri. L’installazione è posizionata sull’ex Turritania, per poi essere spostata in altri punti della città, anch’essi legati ai Candelieri. Inoltre, nelle vie del centro, lungo il tradizionale percorso dei Candelieri, curiosi e cittadini possono vedere e ascoltare materiale in realtà aumentata grazie a semplici immagini affisse in punti strategici, sempre attraverso la app Bepart.

La sera, alle 21, invece farà tappa a Sassari, in piazza santa Maria, “Feste sospese – Lucigrafie – Il nostro tempo infinito e sospeso. Visioni in video-mapping dei trasporti votivi nelle città della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane”. Le proiezioni sulla facciata della chiesa di santa Maria di Betlem sono previste per un numero limitato di spettatori e avverranno nella più stretta osservanza delle norme. Con questo progetto si è voluto dare presenza a queste celebrazioni sospese: dalle pietre antiche delle città, dalle mura stesse dei palazzi storici, grazie a un sorprendente esperimento di video-mapping, emergeranno come memorie collettive, le potenti immagini in movimento di questi straordinari trasporti. L’evento eccezionale sarà trasmesso in streaming e sarà a sua volta filmato: il risultato complessivo confluirà in un’opera filmica sulla presenza in absentia, che interesserà tutte le feste della Rete e verrà in seguito presentato alle comunità e divulgato su vasta scala.

Modalità di prenotazione e diretta streaming. L’ingresso è su prenotazione, tramite la mail cultura@comune.sassari.it . La richiesta dovrà arrivare all’indirizzo entro le 15 di sabato 12 settembre. La prenotazione sarà effettiva e valida solo dopo avvenuta conferma. Nella mail bisogna obbligatoriamente indicare nome, cognome e cellulare di ogni spettatore. Sono obbligatori i dispositivi di protezione individuale (mascherine). L’evento potrà essere seguito via streaming sui siti internet turismosassari.it e candelierisassari.it; sulle pagine Facebook Turismo Sassari, I Candelieri – Comune di Sassari, Comune di Sassari – Cultura e sulla pagina dedicata all’evento Il nostro tempo infinito e sospeso.

È partito il 3 settembre da Viterbo l’originale progetto di valorizzazione con il quale si è voluto dare presenza ai trasporti votivi della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Patrimonio UNESCO, sospesi, per la prima volta nella storia, a causa della pandemia.

Dopo le suggestive visioni proiettate sulla Cattedrale di San Lorenzo a Viterbo, la presentazione di “Lucigrafie: il film dell’assenza” a Gubbio, coinvolta sebbene non ancora inserita nel Patrimonio UNESCO, e quella a Nola, ecco il team della OpenLab Company e il regista Francesco De Melis, approdare a Sassari, dove, dalle mura della chiesa di santa Maria si irradieranno le immagini della Festa dei Candelieri. A loro volta, esse saranno filmate con droni e alte tecnologie, per far parte del film complessivo di questa esperienza itinerante, che trova nuove forme per dare valore al patrimonio immateriale quando esso è impossibilitato a esprimersi con tutta la sua potenza.

Nato da un’idea di Patrizia Nardi, responsabile tecnico-scientifica della Rete, l’evento itinerante è modulato sul progetto dell’Istituto Nazionale per il Patrimonio Immateriale, ed è stato “costruito”, con un piano condiviso tra comunità e istituzioni, insieme all’Ufficio Patrimonio UNESCO del Mibact, nell’ambito del progetto “La rete. Patrimonio del cuore, patrimonio dell’umanità. Una proposta integrata in prospettiva” finanziato a valere sulla L.77/2006 sui Patrimoni UNESCO. Il progetto è stato reso possibile grazie al lavoro del Comune di Sassari, responsabile amministrativo del progetto, a Patrizia Nardi, allo sforzo dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, con l’impegno del suo Direttore Leandro Ventura, della responsabile dell’archivio audiovisivo dell’Istituto Stefania Baldinotti, dei progettisti e web designer della Openlab Company, che con il loro contributo ideativo, hanno fatto uscire dagli argini dello schermo le immagini del regista antropologo Francesco De Melis, fino a farle danzare nella realtà sospesa dei nostri giorni.

«Il nostro tempo infinito e sospeso è un bellissimo progetto che coinvolge l’intera Rete delle Macchine, un lavoro che realizziamo in sinergia con il Ministero sul bando che abbiamo rimodulato in emergenza Covid con il Comune di Sassari e che si avvale del know how di altissime professionalità qualificate. Una forma artistica di restituzione alle comunità delle loro feste in suoni e immagini poetiche, nell’assenza delle loro feste, attraverso una proposta che fa dialogare il passato della tradizione con il presente della sua comunicazione, la delicatezza di un patrimonio immateriale con la forza di una installazione contemporanea di videomapping artistico. Una grande “mostra diffusa”, che tocca tutte le città della Rete fino al 19 settembre. Un modo per testimoniare all’UNESCO come si possa gestire un patrimonio immateriale, di per sé a rischio in assenza della sua comunità, obbligata a non esserci in tempi di crisi, nella consapevolezza di sviluppare un tema molto caro all’agenzia onusiana» commenta Patrizia Nardi.

«Il mio grazie sentito al Comune di Sassari – prosegue la responsabile tecnico-scientifica della Rete -, al sindaco Nanni Campus, all’assessora Rosanna Arru e agli splendidi dirigenti del settore che hanno lavorato insieme a me. Grazie a Fabio Madau, che ha rappresentato la comunità dei Candelieri nel gruppo di lavoro sassarese, a Raimondo Rizzu e Gavino Sale. Questo è un lavoro pensato per le comunità: il vederci così belli e così grandi sui palazzi e sulle chiese delle nostre città che sia da sprone per tutto l’impegno che ci verrà richiesto per superare questo difficile momento. Guardando al futuro, con speranza e determinazione, come un Patrimonio UNESCO deve fare».

«L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che dirigo, sta seguendo da alcuni anni la campagna di documentazione, promozione e valorizzazione delle feste della Rete delle Grandi Macchine a Spalla. L’esperienza costruita sul campo ci ha consentito di sperimentare delle nuove modalità di documentazione visiva delle tradizioni rituali e festive, fondendo la tecnica di documentazione etnografica tradizionale con finalità proprie della video-arte. Quello che vogliamo offrire a Sassari e alle altre città della Rete, in questo momento segnato dalla crisi pandemica, è quindi una via alternativa di percezione della festa che non si è svolta, attraverso delle immagini proposte con uno sguardo estetico, emotivo e, in definitiva, impostato artisticamente in maniera innovativa, per conservare la memoria di un’assenza». Ha fatto sapere Leandro Ventura, il direttore dell’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale.