La rassegna Éntula porta a Cagliari due autrici con percorsi e sensibilità differenti. Lunedì 5 e martedì 6 ottobre, con inizio alle 18:30, Carolina Bello e Cristina Caboni incontreranno il pubblico per presentare i loro nuovi romanzi, in due appuntamenti dedicati alla narrativa contemporanea e al rapporto tra memoria, identità e scrittura.
Il primo incontro è in programma lunedì 5 ottobre al Centro Culturale e Teatrale La Vetreria di Pirri, in via Italia 63. La scrittrice uruguaiana Carolina Bello presenterà “Il resto del mondo rima”, pubblicato in italiano da Ischire, in conversazione con Ciro Auriemma. Si tratta della prima presentazione in Italia dell’opera, che Penguin Random House ha inserito tra i titoli rappresentativi della migliore letteratura in lingua spagnola.
Al centro del romanzo c’è Julia Bazin, una biologa sopravvissuta a un grave incidente. Dopo lo schianto, la donna decide di interrompere il rapporto con la propria vita precedente e si finge dottoressa per avvicinare Andrés, l’altro superstite. Dal loro incontro prende forma una storia costruita intorno a esistenze ferite, scelte inattese e legami capaci di modificare il percorso dei protagonisti. Attraverso questa vicenda, Carolina Bello esplora la fragilità delle relazioni e il bisogno di rinascere attraverso gli altri, lasciando emergere la possibilità di trovare bellezza e significato anche nelle situazioni più drammatiche.
Il secondo appuntamento si terrà martedì 6 ottobre nella sede della Fondazione Siotto, in via dei Genovesi 114. Cristina Caboni, autrice sarda pluripremiata, dialogherà con Paolo Lusci e Duilio Caocci sulla sua nuova opera, “La curatrice di libri antichi”, pubblicata da Garzanti e disponibile in libreria in concomitanza con l’incontro.
Il romanzo si sviluppa attorno a Manon, una professionista incaricata di catalogare una biblioteca privata. Durante il lavoro, la protagonista si imbatte in una collezione rara e preziosa, interamente dedicata a scrittrici dimenticate e coraggiose che hanno praticato la scrittura nel corso dei secoli. Con l’aiuto di Rafael, un giovane libraio antiquario, Manon comincia a esaminare quei volumi e a ricostruire le storie nascoste tra le pagine.
La ricerca bibliografica diventa anche un percorso personale. I libri, i segreti di famiglia e le voci delle autrici riportate alla luce conducono Manon verso un legame inatteso con le proprie origini. La protagonista si trova così a decifrare il rapporto tra la propria storia e quella delle donne a cui la biblioteca è dedicata, con l’obiettivo di raccoglierne l’eredità e sottrarle all’oblio.



































