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Le ex carceri spagnole di “Sa Bovida” ad Aritzo: storia, stregoneria e torture dell’Inquisizione

Attualmente sede museale, l’ex edificio carcerario ospitò diversi prigionieri, tra cui alcuni ufficiali francesi dell’esercito di Napoleone e donne condannate per stregoneria

di Chiara Medinas
19 Novembre 2024
in Itinerari
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Le ex carceri spagnole di “Sa Bovida” ad Aritzo. ? FB EcoMuseo Aritzo

Le ex carceri spagnole di “Sa Bovida” ad Aritzo. ? FB EcoMuseo Aritzo

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Chiamata anche Barbagia centrale, la Barbagia di Belvì è parte di un più esteso territorio, che con i suoi chilometri abbraccia i versanti del maestoso massiccio del Gennargentu. Comprendente i comuni di Aritzo, Meana Sardo, Gadoni e Belvì, oltre all’importante ruolo geografico essa possiede anche un interessante trascorso storico, che la rese perfino divisione amministrativa, fiscale, elettorale e giudiziaria del Giudicato di Arborea. Un passato collettivo non generatosi dal nulla, ma che per consolidarsi ha potuto contare su vari alleati, tra cui le ex carceri spagnole di “Sa Bovida”.

Ubicato nel cuore di Aritzo (NU) e attualmente sede museale, “Sa Bovida” nacque con scopo preciso e una fama che tutt’oggi l’accompagna, in virtù del passato ruolo di prigione di massima sicurezza. Controllata dall’Inquisizione spagnola, il confine tra libertà e reclusione è infatti presente a partire dal nome “Sa Bovida”, traducibile come “La volta” e riconducibile a un passaggio con arco in legno e pietra a sesto acuto, ossia caratterizzato da sommità appuntita e non tondeggiante.

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Punto di collegamento tra parte alta e bassa del centro abitato, l’ampia copertura funge da ingresso a una stretta scalinata, che con spediti gradini conduce all’ex edificio carcerario, rimasto attivo fino agli anni ‘40 del ‘900. Risalente al XVI secolo d.C., l’architettura – realizzata con fango, legno di castagno e roccia scistosa – era originariamente divisa in ambienti con postazione di sorveglianza, – mansione generalmente svolta da una coppia anziana del paese – celle maschili o femminili e perfino la cosiddetta “stanza dei verdetti”, dove i reclusi ricevevano la condanna finale dopo aver subito torture. A ciò si aggiungevano ulteriori elementi, tra cui una meridiana posta nel cortile interno, una botola per calare i detenuti nella cella sotterranea e spazi pensati per le donne ricavati dalla stanza del guardiano.

Categoria che subì a sua volta un trattamento disumano, le donne finite nelle carceri spagnole per l’accusa di stregoneria furono diverse. Malgrado i numerosi prigionieri vissuti lì dentro, – tra cui per esempio alcuni ufficiali francesi catturati durante un tentato sbarco di Napoleone – le detenute considerate streghe costituirono infatti una presenza importante entro “Sa Bovida”, soprattutto per forti convinzioni nei loro confronti dettate dall’ignoranza del periodo. Ritenute creature inquietanti e dai segreti oscuri, tali figure venivano viste con diffidenza poiché se da una parte si pensava avessero il dono di curare malattie, dall’altra si credeva fossero capaci di lanciare il malocchio, elemento che portò a soprannominarle “Bruxias” (streghe).

Tra timore e velata ammirazione, per una donna sospettata di stregoneria era quindi certo l’arresto e terribili soprusi, proprio come accadde a Tzia Antonia Usai. Vissuta ad Aritzo tra ‘500 e ‘600, Antonia era nota per la capacità di curare persone e animali per vie non convenzionali, fattore che la rese figura scomoda agli occhi di medici e sacerdoti. Proprio questi ultimi decisero di metterla in cattiva luce e l’accusarono di azioni mai commesse come uccisioni di bambini o terribili disastri, dicerie che portarono a torture in prigione, alla condanna del tribunale del Sant’Uffizio, all’esilio dal Regno di Sardegna e all’obbligo di portare il “Sambenito”, abito penitenziale con funzione di marchio.

Ex carceri spagnole di Sa Bovida ad Aritzo. ? Elisabetta Loi | Alinari
Ex carceri spagnole di Sa Bovida ad Aritzo. ? Elisabetta Loi | Alinari
Ex carceri spagnole di Sa Bovida ad Aritzo. ? Elisabetta Loi | Alinari

Una vicenda personale comune a molte altre donne e che sopravvive tutt’ora nei racconti della mostra permanente “Bruxias”, allestita proprio all’interno di “Sa Bovida”. Dedicato alla Magia e Stregoneria in Sardegna tra XV e XVII secolo d.C., il percorso espositivo custodisce vari materiali, da oggetti usati a scopo curativo o divinatorio a strumenti di tortura, – tra cui spiccano la frusta, il “potro” (cavalletto), la gogna e le catene con collare – fino ad arrivare a sistemi di pressione psicologica come lo stesso “Sambenito”, immagini e documenti.

Le ex carceri spagnole di “Sa Bovida” si trovano in via Guglielmo Marconi 40 ad Aritzo, in provincia di Nuoro. Per raggiungerle, sarà necessario dal Municipio in corso Umberto 2 proseguire per circa 400 metri lungo la Strada Statale 295. Attualmente, le visite sono consentite dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 pagando un biglietto del costo di 3 euro. Per ulteriori informazioni, è possibile chiamare il numero 389.8731853 o scrivere all’indirizzo e-mail [email protected].

Tags: AritzoBarbagiaSa Bovidastreghe
Chiara Medinas

Chiara Medinas

Assidua frequentatrice di musei e grande amante delle pardule, la curiosità è la mia musa ispiratrice. Se è vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, credo non ci sia sensazione migliore che provare stupore per le piccole cose.

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  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
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