Tradizione e identità popolare si ritrovano a Gavoi, il 6 e 7 febbraio il borgo barbaricino diventerà il cuore pulsante del Carnevale del BIM Taloro, la rassegna itinerante delle maschere tradizionali che, dal 1997, unisce i tredici comuni del Bacino Imbrifero Montano. L’iniziativa, promossa dal Consorzio BIM Taloro con il sostegno del Comune di Gavoi e la collaborazione dell’Associazione Turistica Pro Loco, aprirà le celebrazioni che culmineranno il 12 febbraio con Sa Jovia Lardajola e Sa Sortilla ‘e Tumbarinos, il rito sonoro più atteso del calendario gavoese.
A inaugurare ufficialmente la manifestazione sarà, venerdì 6 febbraio alle 17:30 nella Sala Consiliare, il seminario “Il Carnevale sardo: un ponte tra tradizione e contemporaneità”. Promosso in collaborazione con l’ISRE Sardegna – Istituto Superiore Regionale Etnografico, l’incontro affronterà il valore del Carnevale come patrimonio immateriale e come spazio in cui la conoscenza diventa forma di tutela culturale.
Il presidente ISRE Stefano Lavra proporrà una riflessione sul legame tra feste popolari e senso di appartenenza, sottolineando come il Carnevale sia esperienza di sospensione del tempo ordinario e di immersione collettiva in un universo rituale arcaico. Il caso di Gavoi, afferma Lavra, rappresenta emblematicamente questa dimensione “fuori dal tempo”, dove il ritmo de sos Tumbarinos scandisce un rito che unisce musica, partecipazione e comunanza.
Il seminario ospiterà inoltre gli interventi dell’etnomusicologo Marco Lutzu dell’Università di Cagliari, che presenterà una documentazione audiovisiva sulle musiche carnevalesche sarde; dell’antropologo Sebastiano Mannia dell’Università di Palermo, che analizzerà la vitalità del Carnevale contemporaneo; della docente Joyce Mattu, con una riflessione sull’evoluzione delle maschere; e dello scrittore e antropologo Bachisio Bandinu, che inviterà a interrogarsi sul senso profondo del travestimento.
L’incontro mira a ribadire un concetto centrale: la tradizione non è mera ripetizione, ma interpretazione consapevole dei segni e dei gesti che definiscono una comunità, contro il rischio di una semplice riproposizione folklorica.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 16:30, al Museo del Fiore Sardo sarà inaugurata la mostra “Caras de Harrasehare” del fotografo gavoese Francesco Mereu. La raccolta propone un racconto visivo del Carnevale di Gavoi attraverso i volti dei suoi protagonisti, le maschere e le atmosfere che negli anni hanno scandito l’attesa e la festa. Le immagini restituiscono la duplice natura dell’evento: quella rituale, incarnata da Sa Jovia Lardajola, e quella più immediata, che vive nelle strade e nelle relazioni quotidiane del paese durante i giorni di festa.



Sabato 7 febbraio, a partire dalle 15:30, piazza San Gavino accoglierà la grande sfilata delle maschere tradizionali, momento culminante del Carnevale del BIM Taloro. Il corteo percorrerà le vie del centro fino a piazza Sant’Antonio, dove i balli in piazza saranno accompagnati dal gruppo “A Bratzos Tentos”.
Sfileranno i gruppi provenienti da diversi paesi della Sardegna centrale, in un autentico scambio culturale che riafferma la vitalità delle tradizioni barbaricine: Sas Mascheras Limpias di Fonni, S’Urtzu e Sos Bardianos di Ula Tirso, Su Harrasehare Lodinesu di Lodine, Sa Maschera Bolante e Su Coli Coli Antigu Tianesu di Tiana, i Coli Coli di Tonara, Su Turcu di Ollolai, Sa Maschera a Gattu di Sarule, Maimones, Murronarzos e Intintos di Olzai, insieme a sos Tumbarinos di Gavoi, padroni di casa e custodi del battito che dà ritmo all’intera celebrazione.
Il percorso culminerà giovedì 12 febbraio con Sa Jovia Lardajola, rito sonoro che rappresenta il cuore del Carnevale di Gavoi. In questa giornata, la maschera si trasforma in suono collettivo, riunendo l’intera comunità in un’esperienza sensoriale e partecipativa. Il protagonista assoluto è su Tumbarinu, tamburo tradizionale in legno e pelle di capra, accompagnato da strumenti come su pipiolu, su triangulu e su tumborro, insieme ai canti improvvisati che si diffondono per tutto il paese.
Durante il pomeriggio i suonatori si radunano spontaneamente, dando vita a Sa Sortilla ‘e Tumbarinos, una processione sonora che attraversa le vie di Gavoi fino a piazza San Gavino, dove i tamburi trasformano lo spazio in una cassa di risonanza naturale.
Il Carnevale proseguirà poi con le maschere spontanee, la sfilata dei carri allegorici del lunedì e il rogo di Zizzarrone e Mariarosa nel Martedì Grasso, simbolica chiusura del ciclo festivo e augurio di rinascita.


































