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S&H Magazine

Il messaggio segreto nell’uomo vitruviano. Il professor Roberto Concas svela l’algoritmo dell’arte

di Alba Marini
24 Febbraio 2020
in Arte
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Un libro in uscita edito da Giunti, un secondo volume in attesa e una mostra per spiegare i risvolti dello studio svolto da Roberto Concas, storico dell’arte ed ex direttore dei Musei Nazionali di Cagliari. La materia della ricerca? La divina proporzione e l’uomo vitruviano del grande Leonardo. Un’opera misteriosa che, a quanto emerso, nasconde una miriade di segreti, tra cui l’algoritmo dell’arte, ossia le proporzioni perfette utilizzate dagli artisti per dar vita alle loro opere. Addentriamoci insieme al Professor Concas in questo viaggio matematico nel mondo della creatività.

Buongiorno prof. Concas. Ci parli del suo studio sull’uomo vitruviano e le proporzioni nell’arte. Cosa l’ha portata a fare questa ricerca?
Non studiavo l’uomo vitruviano. Ho iniziato 30 anni fa con i retabli. Mi domandavo perché avessero questa forma così particolare, con le tavole centrali più alte, la tavola centrale più larga rispetto alle laterali e così via. Nel 2006 ho trovato un algoritmo, cioè una formula aritmetica, che mi consentiva di trovare le dimensioni delle tavole laterali e centrali dei retabli.

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Come le è apparsa questa formula?
Questo algoritmo si è raffigurato nella mia mente come un segmento fatto di tre parti, due parti strette ai lati e una centrale più larga. Nel 2012 ho provato ad applicare questa formula su altre opere d’arte che non fossero retabli e la scoperta è stata sorprendente. Anche gli artisti che non suddividevano i dipinti in tavole facevano riferimento a questo algoritmo. Ovviamente in questo caso usavano linee virtuali per impostare le scene. Prendiamo ad esempio un personaggio dipinto su un trono: il trono aveva una certa misura e il personaggio un’altra che era matematicamente definita dalla formula matematica che ho scoperto.

Pinacoteca nazionale di Cagliari. Sala retabli

Di che epoca stiamo parlando? Da quale momento ha potuto rintracciare l’utilizzo di questo algoritmo nell’arte?
Mi sono mosso nei secoli cercando di scoprire l’inizio presunto della ripetizione di questo schema. Il primo esempio che ho trovato risale al IV secolo, nell’Arco di Costantino. Dal mio studio è emerso che tra il IV e il XVIII secolo tutti gli artisti utilizzavano questo algoritmo nelle loro opere, nessuna eccezione.

Come si è inserito l’uomo vitruviano di Leonardo nella sua ricerca?
Sostanzialmente per caso. Trovandomi ad analizzarlo, ho potuto constatare che ai suoi piedi avesse una scala metrica segmentata, divisa in una parte centrale e due laterali più piccole, proprio come nella raffigurazione del mio algoritmo. Ho pensato “Ma non è che anche Leonardo sta usando questa formula?”. Ho quindi subito applicato l’algoritmo e quale è stato il risultato? Sbagliato! Ma non mi sono arreso e, continuando a studiare l’uomo vitruviano, ho scoperto che si tratta sostanzialmente di un rebus. Leonardo aveva criptato al suo interno delle informazioni. Per sciogliere quell’algoritmo e trovare quel dato aritmetico giusto Leonardo aveva posto una incognita. Sciolta l’incognita mi si è aperto un mondo. Entrare in contatto con un genio come Leonardo non è stata certo una passeggiata. Ho lavorato con orari serratissimi per anni, cercando di cogliere i trucchi che Leonardo nascondeva nell’uomo vitruviano. E ne ho scoperto una montagna. La mia ipotesi è che L’uomo vitruviano sia stato uno strumento per trasmettere ai posteri le regole della divina proporzione.

Uomo vitruviano. doppia spirale logaritmica elaborata dallo storico dell’arte Roberto Concas

Perché Leonardo avrebbe scelto di celare l’algoritmo dell’arte senza svelarlo apertamente?
Fra Luca Pacioli
disse “la divina proporzione è una scienza segretissima”. Leonardo non poteva svelare l’algoritmo dell’arte, perché era un segreto, conoscerlo era una sorta di rito di iniziazione per tutti gli artisti. La posta in gioco sarebbe stata troppo alta: giocarsi il lavoro con la Chiesa e persino essere messo al rogo. Lo stesso Pacioli, pur dedicando un volume alla divina proportione, rimase sempre vago, limitandosi a dire che essa, come Dio, è insieme una e trina, una sola cosa divisa in tre parti.

Come si è accorto di trovarsi di fronte a un rebus da risolvere?
Studiando l’uomo vitruviano mi sono imbattuto in una serie di “errori”. I cerchi non sono cerchi e i quadrati non sono veri quadrati. Forse Leonardo non sapeva disegnare? Impossibile. Ho quindi capito di trovarmi di fronte a un vero e proprio criptogramma. Ho iniziato a confrontarmi con i mille segreti dell’uomo vitruviano, lavorando persino con la mente rovesciata perché Leonardo scriveva non solo con la mano sinistra, ma specchiato, al contrario. È stato un lavoro molto duro che mi ha condotto verso scoperte sensazionali. Per esempio ci sono due figure all’interno dell’uomo vitruviano: quella di un uomo maturo e quella di un uomo più giovane.

A maggio 2020 avrà luogo una grande mostra a Cagliari con il titolo ‘’L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”, organizzata dal Polo Museale Statale della Sardegna. Cosa dobbiamo aspettarci?
Non posso rivelare tanto a riguardo. Quel che è certo è che la mostra ha un intento: svelare l’algoritmo dell’arte utilizzando le opere. Questo studio sulla divina proporzione apre uno scenario assolutamente inedito nel mondo dell’arte. I visitatori dovranno fare lo sforzo di capire come e perché gli artisti utilizzassero questa formula. Sul perché, vi avverto, ci saranno delle vere e proprie sorprese.

Tags: arteCagliariLeonardoRoberto Concasuomo vitruviano
Alba Marini

Alba Marini

Copywriter e giornalista pubblicista, ama viaggiare con qualunque mezzo: gli aerei, le navi, la penna e la fantasia. Per lei la scrittura è una finestra sul mondo, capace di raccontare ogni cosa, anche ciò che non esiste.

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