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Mostre, a Potenza ‘Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro’

di Redazione
14 Settembre 2026
in Arte
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(Adnkronos) – Un dipinto che da oltre quattro secoli interroga chi lo guarda, sospeso tra buio e riflesso, tra desiderio e abisso, ha lasciato le sale di Palazzo Barberini per approdare in Basilicata. È stata inaugurata oggi al Museo Archeologico Provinciale di Potenza “Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro”, la mostra che porta nel capoluogo lucano il Narciso attribuito al maestro lombardo, custodito alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma. L’esposizione, con ingresso gratuito e prenotazione online obbligatoria sul portale basilicataturistica.it, resterà aperta fino al 30 novembre 2026. L’iniziativa è promossa e organizzata da Apt Basilicata e Regione Basilicata in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e con le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, con il patrocinio del Ministero della Cultura , del Comune e della Provincia di Potenza. (LINK) 

Ad aprire la cerimonia i saluti istituzionali del sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, e del presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, nella veste di padroni di casa. Sono poi intervenuti il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il direttore generale di Apt Basilicata, Margherita Sarli, il capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, Massimo Osanna, il coordinatore scientifico del progetto e direttore del Pantheon e di Castel Sant’Angelo, Luca Mercuri, il direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Galleria Corsini, Thomas Clement Salomon, e i due curatori del percorso espositivo, Paola Nicita e Fabrizio Carinci. Ad accompagnare il taglio del nastro è stata l’installazione performativa “Narciso”, proposta a titolo gratuito da Metamorfosi Danza con la direzione artistica di Michela Consolo e l’interpretazione di Tonia Laterza e Nunzia Picciallo. Due corpi, un ring d’acqua e una macchina fotografica hanno riportato in scena, in forma dal vivo, la stessa domanda che attraversa la mostra, quella sul confine tra identità e sguardo. 

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A illustrare il senso dell’operazione è stata per prima Margherita Sarli, che ha rivendicato la scommessa culturale alla base del progetto. “Portare a Potenza il ‘Narciso’, opera raramente concessa in prestito, significa scommettere sulla cultura come motore capace di attivare anche i territori meno battuti dai grandi circuiti espositivi, generando un valore che può competere con quello dei poli museali maggiori – ha spiegato- Non vogliamo che resti un episodio isolato per quanto di grande pregio. La mia intenzione è che sia l’inizio di un percorso che renda le grandi mostre un tratto strutturale dell’offerta culturale della Basilicata. Non è un caso partire da Caravaggio e dal mito di Narciso, opera che indaga lo sguardo e il rapporto tra realtà e riflesso. Un’immagine coerente con una Basilicata che rifiuta rappresentazioni addomesticate e sceglie la propria identità autentica. La cultura riconosciuta a livello internazionale non ha bisogno delle grandi metropoli per generare valore, ma semplicemente di territori pronti ad accoglierla”. 

Un investimento che, per il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, va ben oltre il singolo evento espositivo. “La mostra dedicata al Narciso di Caravaggio rappresenta un passaggio strategico della politica culturale regionale – ha sottolineato – La Regione Basilicata ha creduto fin dall’inizio in questa operazione, sostenendo il progetto con Apt Basilicata e investendo risorse per consegnare alla città di Potenza un evento di respiro internazionale, un Museo rinnovato, più forte e più competitivo. Questa esposizione è il simbolo di una Basilicata che si muove, si rinnova e si riconosce nella cultura come motore di sviluppo. Un risultato che nasce dalla collaborazione tra istituzioni e dalla capacità della Regione di orientare e sostenere processi di valorizzazione che generano benefici reali per i cittadini”. Sul valore nazionale dell’operazione si è soffermato anche il capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, Massimo Osanna. “È un giorno di grande soddisfazione per il Ministero della Cultura e per la Basilicata – ha detto – Già la prima giornata conferma il successo dell’iniziativa, che non si limita a portare un Caravaggio a Potenza ma ne restituisce il valore narrativo. Abbiamo scelto il mito di Narciso, cardine della coscienza occidentale dal Novecento in poi, per ricondurci ai classici e al loro peso sulla nostra idea di umanità.La mostra ripercorre questa eredità dagli affreschi pompeiani fino al Narciso di Carlo Levi, tra gli artisti che più hanno amato la Basilicata. Un mito dalla fortuna singolare – ha aggiunto – Nato in Beozia come racconto locale, ripreso da Ovidio nelle ‘Metamorfosi’, diffuso nelle case vesuviane, riproposto tra Umanesimo e Rinascimento, fino a ispirare Levi proprio a partire dal dipinto di Caravaggio — che oggi, per la prima volta, gli viene affiancato”. 

A dare la propria lettura del prestito è stato anche Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, l’istituzione che ha concesso l’opera. “Le Gallerie Nazionali di Arte Antica sono felici di sostenere questa mostra di approfondimento sui temi incarnati da Narciso – è intervenuto – La presentazione di uno straordinario dipinto attribuito a Caravaggio, esposto in confronto ad altre opere che trattano il tema del celeberrimo testo di Ovidio, e l’opportunità per le scuole e i giovani di avvicinarsi alla storia dell’arte e a Narciso stesso, sono tutte componenti virtuose per sostenere con entusiasmo questo progetto del Museo Archeologico Provinciale di Potenza. Siamo certi che migliaia di visitatori e studiosi potranno fruire di questa opportunità irripetibile di ammirare il Narciso e la mostra a lui dedicata a Potenza, attuando la missione del museo di offrire un’esperienza di conoscenza frutto di un progetto di ricerca, studio e condivisione con altri territori e con tutti i pubblici”. 

Il percorso, pensato dai curatori come un racconto in cinque atti, accompagna il visitatore dapprima tra le radici archeologiche e letterarie del mito — dall’affresco pompeiano ‘Narciso alla fonte’ del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alla cinquecentesca edizione delle Metamorfosi di Ovidio — per poi entrare in uno spazio immersivo di superfici riflettenti e giochi di luce che trasforma il mito in un’esperienza fisica di sdoppiamento e vertigine. Un montaggio di estratti da documentari, cinema d’autore e animazione racconta come l’immagine di Narciso continui a popolare l’immaginario contemporaneo, prima del momento culminante del percorso. L’incontro, in uno spazio quasi meditativo, con il dipinto di Caravaggio, opera di sintesi tra mito, psicologia e riflessione sull’atto stesso del vedere. Chiude la mostra un confronto inedito con il Novecento lucano, attraverso le opere che Carlo Levi dedicò allo stesso soggetto. Un dialogo diretto tra il Seicento romano e la Basilicata del secolo scorso, che nessuna altra sede avrebbe potuto proporre. Ad arricchire il percorso, prestiti da istituzioni di primo piano come le Gallerie degli Uffizi, le Gallerie Estensi, il Museo di Capodimonte, i Musei Nazionali di Genova e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, con opere di Vincenzo Gemito, Antonio Giovanni Boltraffio, Domenico Parodi, Jean Roos, Charles Mellin e Giulio Carpioni. 

Tags: adnkronosCaravaggiocronacaItaliaPotenzaultimora
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