Venerdì 4 settembre 2026, alle 18:00, nel cuore della Sassari ottocentesca inaugura “Radici/Roots”, mostra che porta in pubblico una biblioteca privata dedicata alla pubblicità e all’editoria sull’artigianato sardo dal Novecento a oggi. L’iniziativa segna l’avvio delle attività del rinnovato Spazio Denti in viale Dante 40, spazio espositivo aperto a contaminazioni tra arte, artigianato di qualità e patrimonio documentale.
Il progetto “Radici/Roots” prende forma come esposizione di una biblioteca privata che raccoglie materiali pubblicitari e pubblicazioni legati all’artigianato in Sardegna, con un arco temporale che va dal secolo scorso fino ai giorni nostri. Oltre 300 articoli tematici affiancano documenti molto rari, mai riuniti in un unico spazio espositivo contemporaneo.
La ricerca del materiale – riviste d’epoca, libri, manifesti – è il risultato di anni di acquisizioni e indagini condotte tra Venezia, Padova, Bologna, Milano, Roma, Cagliari e Sassari, un percorso che restituisce la densità di un patrimonio finora disperso in più contesti.
Design, identità e crisi del mass-market
Nella presentazione affidata al prof. Alberto Bassi, storico del Design alla Facoltà Iuav di Venezia, il progetto viene inquadrato entro un tema ampio: l’identità culturale e comunicativa degli artefatti artigianali, le strategie di valorizzazione e distribuzione, la salvaguardia dei metodi realizzativi e delle competenze. Si tratta, secondo la visione proposta, di uno dei grandi temi della contemporaneità.
In questa lettura, l’oggettiva crisi dei modelli e delle merci mass-market apre spazi culturali e operativi per la qualità e la cura del design artigiano su misura e personalizzato. Gli esiti descritti richiamano dimensioni legate ai modi di fruizione e uso delle persone, caratterizzate da bontà dei materiali, dalla loro lavorazione e da un buon disegno delle forme-funzioni: oggetti unici, identitari, personali, portatori di immaginari e valori, a partire da quelli che legano a persone, luoghi, natura e territori.
Per intervenire in modo efficace su questi fronti, il testo indica la necessità di un approccio ampio e integrale, che muova da considerazioni storico-critiche, dalla valorizzazione di materiali, figure e autori, e da riflessioni di tipo contestuale, culturale e valoriale.
Iniziative come “Radici/Roots”, curata dal prof. Genesio Pistidda, si collocano in una direzione fondata su cultura e pratica del design, maturata anche attraverso la formazione all’Università Iuav di Venezia, innestata su competenza e sensibilità artistica e alimentata da curiosità e “amor di sfida”.
Una sfida che il prof. Pistidda rilancia a imprenditori, artigiani, designer, operatori e quanti sono dediti alla polis: la collocazione dentro la contemporaneità muove da “Pensiero e Progetto” e dialoga virtuosamente con il “Saper Fare delle persone”, in questo caso artigiane.
Opere del ‘900 e progetti contemporanei
Ad arricchire l’esposizione, il percorso include progetti, disegni e opere, alcune ancora inedite, come sculture, ceramiche, fotografie, progetti, bambole, realizzate da grandi artisti del Novecento quali Eugenio Tavolara e Gavino Tilocca, rese disponibili e gentilmente concesse dagli eredi. In mostra compaiono anche lavori di artisti di grande spessore come Farci, Silecchia, Pintore, Badas, Fancello, Biasi, Altara, Denti e altri ancora.
Alle figure storiche si affiancano artisti e designer contemporanei – Giulio Iacchetti, Genesio Pistidda, Piermichele Denti, Livio Lai e Claudia Melis di Lai&Melis – che rielaborano le proprie progettazioni nel solco della tradizione dell’arte in Sardegna, creando un dialogo tra memoria e ricerca attuale.
“Radici/Roots” sarà visitabile fino al 7 novembre 2026, dal martedì al sabato, dalle 17:00 alle 20:00, con ingresso libero.


































