C’è un patrimonio artistico sardo che attende ancora di essere ricomposto, tassello dopo tassello, attraverso la memoria diffusa di chi conserva, ha visto o semplicemente ricorda un’opera. È da questa consapevolezza che nasce la ricerca partecipata promossa dall’Archivio Augusto Oppo, dedicata al pittore, designer e docente sassarese la cui produzione, pur significativa, rimane in parte frammentaria e dispersa. Chi possiede, conserva o sa dove si trovi un’opera di Augusto Oppo può inviare fotografie e informazioni tramite il sito augustooppo.it/segnala-opera, avviando un processo di verifica che mira a ricostruire il catalogo dell’artista.
Un artista poliedrico tra cultura e insegnamento
Augusto Salvatore Oppo nacque a Sassari il 20 aprile 1939, ultimo di cinque figli di Giuseppe Oppo e Michela Licheri, famiglia attiva nel commercio e radicata nella vita cittadina. Il giovane Augusto desiderava studiare Architettura, ma la famiglia non acconsentì al trasferimento fuori dalla Sardegna; rimase quindi a Sassari, dove si laureò in Giurisprudenza. Quella rinuncia fu però solo formale: l’architettura continuò a esistere nel suo modo di organizzare superfici, rapporti, moduli e percorsi, nella pittura come nella grafica, negli oggetti, nelle installazioni e negli allestimenti.
Alla preparazione giuridica unì una cultura vasta e non settoriale, in cui pittura, filosofia, design, grafica, artigianato, editoria, scenografia e organizzazione dello spazio furono parti di un medesimo pensiero progettuale. Le testimonianze familiari lo ricordano come un lettore instancabile, animato da una curiosità intellettuale che attraversava discipline molto diverse. Fra le opere che affrontò con maggiore attenzione vi fu anche la Bibbia: pur dichiarandosi ateo secondo la memoria familiare, la lesse come uno dei grandi testi fondativi della cultura occidentale, interessato ai suoi aspetti storici, filosofici, simbolici e letterari più che alla dimensione confessionale.
Oppo fu professore di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico G. Spano di Sassari e, in una fase successiva, insegnò Decorazione pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. “Il Professore” divenne il nome con cui familiari, colleghi e allievi lo ricordavano. Morì a Sassari il 15 febbraio 2015.
L’archivio: una piattaforma per ricostruire il catalogo
L’Archivio digitale nato dalla volontà dei figli riunisce opere, fotografie, documenti e testimonianze disperse. La ricerca resta aperta: il sito mette a disposizione una sezione dedicata alla segnalazione di opere, dove chiunque può inviare fotografie e informazioni relative a dipinti, disegni o altri lavori attribuibili a Oppo.
Opere di Oppo risultano in raccolte pubbliche e repertori della Camera di Commercio di Sassari, della Quadreria del Comune di Sassari, della Pinacoteca Comunale “Carmelo Floris” di Olzai, della Pinacoteca “Giuseppe Altana” di Ozieri, del Catalogo Generale dei Beni Culturali e della Pinacoteca Nazionale di Sassari. Nel 2022 la Pinacoteca Nazionale di Sassari registrò due ingressi distinti di opere di Oppo. Una serigrafia entrò con la donazione della collezione Ruju-Piredda mentre Francesco Borghetto e Paola Rita Porcu donarono “Senza titolo” (1989), tecnica mista, 100×60 cm.
Il mistero del grande dipinto sacro di Alghero
Tra le opere ancora da identificare figura un grande dipinto sacro che, secondo alcune testimonianze, sarebbe stato collocato negli anni Settanta nella Cattedrale di Santa Maria Immacolata di Alghero. L’opera non è stata finora rintracciata e non se ne conoscono fotografie; attribuzione, soggetto, datazione, misure e collocazione restano da verificare.
Le memorie raccolte indicano che il dipinto si trovava presumibilmente in una cappella della cattedrale e che il lato maggiore misurava circa due o tre metri, collocandolo tra i lavori di scala più ampia riferiti all’artista. Il soggetto preciso e la collocazione attuale sono ignoti. Secondo quanto ricordato, il dipinto non sarebbe più presente dopo alcuni lavori di ristrutturazione nel corso dei quali alcune opere furono trasferite, circostanza non ancora confermata da documenti d’archivio.
La cattedrale di Alghero, sede della diocesi di Alghero-Bosa, sorge nel centro storico della città e risale nella sua prima fabbrica al XVI secolo. La possibile presenza di un’opera di Oppo in un contesto così rilevante accresce l’interesse per la sua ricerca, poiché potrebbe rappresentare un capitolo significativo della produzione sacra dell’artista e del suo rapporto con le istituzioni ecclesiastiche sarde.


































