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Da Nora a Is Mortorius, un tuffo nel mare (e nella storia) del sud Sardegna

di Morena Deriu
9 Maggio 2015
in Itinerari
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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L'Area archeologica di Nora

L'Area archeologica di Nora

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Tuffarsi nelle acque cristalline del sud Sardegna e a due passi, ammirare un antichissimo sito archeologico. Salire in macchina, attraversare Cagliari e fermarsi all’ombra di un nuraghe ancora più antico, su cui si raccontano misteriose leggende, e intanto fare un tuffo in mare. Da Nora e Chia a Is Mortorius all’ombra del nuraghe Diana: il sud Sardegna è anche questo.

Per arrivare a Nora, basta percorrere la SS195 in direzione Teulada sino al km 27, imboccare il bivio per Pula, attraversare il centro abitato e i 3 km che lo separano da Nora e dalla sua spiaggia: una striscia di sabbia bianca a grani, delimitata da una scogliera, ideale per famiglie e bambini per via delle acque calme e limpide. Non a caso, tra il IX e l’ottavo secolo a.C., i Fenici la scelsero per fondare una delle città più antiche di cui è rimasta traccia in Sardegna; la posizione consentiva, infatti, un approdo sicuro con ogni tipo di vento.

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Della città fenicia è rimasto ben poco, coperto o cancellato dal successivo arrivo dei Romani, ma passeggiare per Nora romana significa camminare tra ville dagli splendidi mosaici, terme che a suo tempo risplendevano di marmo bianco e avere la possibilità di immaginare il teatro sul mare pieno di 1200 spettatori. Oggi la città è guardata dall’alto dalla Torre del Coltellazzo, associata da secoli a Sant’Efisio a cui, poco lontano dal sito e dalla spiaggia, è dedicata un’antica chiesetta, tappa obbligata prima di salire in macchina e proseguire per 20 km sino alla meravigliosa Baia di Chia.

  • La spiaggia di Cala Cipolla a Chia
    La spiaggia di Cala Cipolla a Chia

Rade di finissima sabbia chiara, alternate a piccoli promontori rocciosi, racchiusi tra due stagni costieri (frequentati dai fenicotteri rosa) e guardati dal mare da piccoli isolotti, di cui il più importante (che, in realtà, è collegato a terra da una striscia di sabbia) è Su cardulinu o Isula manna con i resti dell’antica città fenicio-punica di Bithia. Questa è la Baia di Chia, con le sue piccole cale, come Cala de sa musica (che può essere vista solo dall’alto, arrivando da Il Porticciolo, e che può essere raggiunta solo dal mare) o la piccola Cala Cipolla (protetta da Capo Spartivento e raggiungibile solo a piedi). Non solo cale, però: Chia è famosa anche e soprattutto per le sterminate distese di sabbia bianca de Il Porticciolo, Sa Colonia e Su Giudeu e per le famose dune dorate di Porto Campana, ricoperte su un lato di arbusti.

Stancarsi di queste spiagge e percorrere nuovamente la SS195 in direzione Cagliari potrebbe essere un’impresa, ma il Sud Sardegna ha ancora molto da offrire.

Perché non provare a oltrepassare il capoluogo sardo, imboccare la litoranea per Villasimius per 18 km e fermarsi alla spiaggia de Is Mortorius?

Acque limpide, scogli, sabbia e rocce levigate dal mare, abitate da patelle e ricci, immerse tra scogliere e vegetazione mediterranea: questo è Is Mortorius. Dalla collinetta, ad appena 35 m sul livello del mare, è possibile ammirare gran parte del Golfo degli Angeli e della costa del sud Sardegna.

  • La spiaggia di Sa Colonia a Chia
    La spiaggia di Sa Colonia a Chia

Con tutta probabilità fu proprio questa posizione a spingere i nuragici a edificare qui uno dei gioielli meglio conservati della loro civiltà: il Nuraghe Diana, una fortezza costruita tra il 1300 e il 1100 a.C. e in parte riadattata come fortino durante la Seconda guerra mondiale, ammirabile solo dall’esterno e visitabile in particolari occasioni. Ma chissà che, bagnandovi all’ombra del nuraghe, non possiate essere tra i “fortunati” a vedere la bella Capitana, ferma sulla riva del mare, mentre scruta imperterrita l’orizzonte in attesa del suo grande amore, il pirata Giacomo Mugahid.

Narra la leggenda che questo feroce corsaro avesse scelto la baia come approdo e che qui, proprio sotto il nuraghe, avesse nascosto un tesoro d’inestimabile valore. Poi, un giorno, Giacomo partì per le sue scorrerie e non fece più ritorno, ma la sua donna, la bella e fiera fanciulla che la gente del posto aveva soprannominato “Capitana”, è ancora là che lo aspetta, sdraiata sugli scogli della costa che da lei ha preso il nome.

Tags: Cala CipollaChiaGolfo degli AngeliIs MortoriusNoraPula
Morena Deriu

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Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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