Muscoli straziati che urlano in composte pose anatomiche ed espressioni di movimento si mescolano a parole e scritte sonanti, tessendo infinite trame come una piena di inchiostro su un mare di carta, è questo ciò che definisce una delle più importanti correnti artistiche moderne del nostro Paese: il fumetto italiano. E mentre artigiani del calibro di Hugo Pratt, le sorelle Giussani e Sergio Bonelli, creatori di opere quali Corto Maltese, Diabolik e Dylan Dog, portavano alla ribalta mondiale l’arte a strisce italiana, il livello più (nel gergo di settore) “Underground” dell’editoria sfornava e sforna perle vive soltanto grazie all’appassionata voglia degli artisti di disegnare e raccontare una storia, una storia come “Sardan: i 7 re”.
Il romanzo grafico (Graphic Novel è il termine tecnico) disegnato da Stefano Obino (Oristano), grafico, illustratore, web designer, pittore, fotografo, nonché autore di fumetti (Gengis Khan e Satiri Filia) e ideato e narrato dalla guida turistica e scrittore (autore di un saggio sulle antiche tradizioni sarde rivisitate in chiave cristiana) Federico Melis (Cagliari), mescola i più classici canoni dell’immaginario fantasy alla storia neolitica della nostra isola: magia e nuraghi si intrecciano in una narrativa carica di mistero ed avventura.

In mezzo al Grande Verde si staglia Sardan: una gigantesca isola abitata da un nobile popolo di guerrieri: gli Sherdan. Questa, suddivisa in otto enormi regni, custodisce nel suo centro (precisamente nella la valle di Circuitus) uno dei leggendari nove ed antichissimi artefatti proveniente dal leggendario continente aldilà del mare. Al tramonto dell’età del bronzo i due grandi imperi orientali dell’Hatti e dell’Egitto, da sempre in strenua lotta tra di loro, corrono con i loro eserciti verso Karalis, antica capitale di uno degli otto regni dell’isola nel pieno dei preparativi per la festa di primavera, alla conquista del potente manufatto. Al loro passaggio si intrecceranno le vicende di due giovani, tanto innamorati quanto distanti l’uno dall’altra, di un faraone e del suo fidato generale, di un gigante proveniente da un continente scomparso, e di due eroici guerrieri, schierati agli angoli diversi della scacchiera, ma entrambi dalla forte giustizia morale.
I guerrieri sherdan si troveranno ben presto invischiati in una lotta senza pari e dalle loro gesta dipenderà il destino di tutta l’Isola.

Federico Melis ha gentilmente risposto ad alcune domande:
Come è nata l’idea di Sardan?
Ormai da circa dieci anni, sto lavorando ad un romanzo storico fantasy sulla Sardegna dell’età del bronzo, che presto vedrà la luce (si spera!). Intanto ho conosciuto Stefano, qualche anno fa, e soprattutto ho conosciuto la sua arte. Da lì a decidere di collaborare assieme per un progetto innovativo il passo è stato breve… e dopo un anno di lavoro assieme abbiamo creato questo fumetto, che riprende la storia che sto scrivendo, anche se con alcune differenze.
Quali sono state le ispirazioni più grandi che vi hanno portato a realizzare il fumetto?
L’ispirazione per il progetto mi viene soprattutto dalla passione che ho per la nostra isola. Nella vita sono una guida turistica, e ciò che descrivo spesso lo conosco molto bene, ho solo dovuto aggiungere un pizzico di fantasy. L’apporto di Stefano poi ha contribuito a dar vita ai personaggi e alle ambientazioni, anche per il feeling che si è creato subito tra noi.
A chi si rivolge principalmente la vostra opera?
Abbiamo pronta una versione in inglese, che verrà presto inserita nel mercato digitale, ed è uscita quest’estate la versione cartacea, in italiano, della quale siamo molto orgogliosi. Non escludiamo di fare una stampa anche in sardo, così come altre lingue, tutto dipende da quanto il pubblico gradirà il progetto e quanto supporto riceveremo.
Il fumetto si adatta ad una vasta gamma di pubblico, dai ragazzi agli adulti, in quanto ognuno può leggerlo su livelli diversi: la storia avvincente ed avventurosa, le informazioni storiche ed antropologiche sulla nostra isola, le teorie fantastiche spesso non troppo lontane dalla realtà. Il secondo numero è attualmente in lavorazione e contiamo di uscire entro la prima metà dell’anno.

Con la sua azzeccata combinazione di divertimento e cultura che può essere d’ispirazione anche per un valido sistema educativo, Sardan rappresenta un un ulteriore tassello che si aggiunge al già vasto mosaico quale è l’arte sarda.