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Porto Torres verso la Festha Manna 2026 un racconto che unisce riti secolari e vita collettiva

Dal 23 al 25 maggio il cuore della celebrazione tra devozione per i Martiri Turritani, appuntamenti culturali e il concerto di Francesco Gabbani tra gli eventi più attesi del programma

di Viola Carta
30 Aprile 2026
in Eventi, Folklore & Tradizioni, Porto Torres
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
43 3
Festha Manna di Porto Torres: la chiesetta di Balai
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Porto Torres si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più rilevanti del suo calendario religioso e culturale. Con oltre trenta eventi distribuiti tra l’inizio di maggio e la metà di giugno, la Festha Manna 2026 si presenta come un articolato programma costruito dall’amministrazione comunale insieme al tessuto associativo locale, capace di coinvolgere l’intera comunità. Il momento centrale resta fissato nelle giornate del 23, 24 e 25 maggio, quando la città diventa punto di riferimento per fedeli e visitatori provenienti da tutta la Sardegna.

Al centro della manifestazione si conferma la devozione per i Santi Gavino, Proto e Gianuario, elemento identitario che da secoli caratterizza la celebrazione. Le giornate più intense saranno scandite dai riti religiosi legati alla Pentecoste e dalla tradizionale processione di domenica 24 maggio, durante la quale i simulacri lignei dei Martiri faranno ritorno nella Basilica di San Gavino. Quest’anno il percorso subirà alcune modifiche a causa dei lavori in corso nella chiesetta di Balai Vicino. Il calendario liturgico sarà anticipato dal pellegrinaggio notturno del 23 maggio, in partenza dalla Cattedrale di San Nicola di Sassari e diretto verso Porto Torres, mentre il 25 maggio si terrà il Solenne Pontificale celebrato dall’Arcivescovo Francesco Soddu, tra i momenti più partecipati dal punto di vista spirituale.

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Accanto alla dimensione religiosa, la Festha Manna mantiene una forte vocazione culturale e spettacolare. Tra gli eventi più attesi figura il concerto di “Note sotto la Torre”, in programma il 23 maggio, che vedrà protagonista Francesco Gabbani. Il cantautore proporrà una selezione del suo repertorio, dai brani che gli hanno valso le vittorie al Festival di Sanremo fino ai successi più recenti, contribuendo a rafforzare il legame tra la manifestazione e il panorama musicale nazionale.

Il calendario si sviluppa inoltre attraverso iniziative che valorizzano le tradizioni locali e l’identità del territorio. La Fiera di San Gavino, prevista dal 22 al 25 maggio, affiancherà gli appuntamenti religiosi, mentre la Regata del Pescatore del 23 maggio e la Sagra del Pesce del 31 maggio richiameranno il rapporto storico della città con il mare. A queste si aggiunge il Palio di Santu Bainzu, in programma il 13 giugno, che chiuderà idealmente il ciclo di eventi. Tra rievocazioni storiche, spettacoli folkloristici e proposte enogastronomiche, la manifestazione si configura come un ampio contenitore capace di intrecciare fede, cultura e partecipazione popolare.

Festha Manna a Porto Torres

Il programma completo della Festha Manna 2026

Il calendario degli eventi collegati alla Festha Manna inizia domenica 3 maggio con la traslazione dei simulacri dei Martiri Turritani dalla Basilica di San Gavino a Balai Vicino. Quest’anno i simulacri saranno esposti in Piazza Caduti della Corazzata Roma a causa dei lavori nella chiesetta, per poi tornare privatamente nella cripta sotterranea della Basilica fino al 24 maggio. Domenica della Pentecoste si svolgerà la processione tradizionale da Balai alla Basilica.

Sabato 9 maggio, dalle 10 alle 18, l’Area archeologica di Turris Libisonis accoglie l’Estemporanea di Pittura “Porto Torres: luoghi, paesaggi e monumenti” organizzata da TNT Global Art.

Giovedì 14 maggio, alle 19, la Sala Filippo Canu ospita “Un tuffo nella chimica…e non solo”, evento della Rete “La Scienza in Verticale” con studenti di Porto Torres, Stintino e Sassari che guidano un itinerario sperimentale sulle proprietà della materia.

Dal 15 al 17 maggio, la Parrocchia di Cristo Risorto propone la XV edizione della Rassegna Internazionale “Musica Maestro!” curata dai Cantori della Resurrezione: venerdì 15 incontri polifonici e Tenores di Bitti Remmunnu ‘e Locu; sabato 16 Coro Laeti Cantores di Cagliari e, alla Scuola civica di Musica Fabrizio De Andrè, Damiano Maxia al pianoforte; domenica 17 Vox Mulieris.

Sabato 16 maggio, la Scuola civica di Musica Fabrizio De Andrè accoglie la Rassegna “Musicando per la città” con Damiano Maxia al pianoforte.

Venerdì 22 maggio si susseguono tre appuntamenti: alle 17 premiazione dell’Estemporanea TNT Global Art al Palazzo del Marchese; alle 18:30 la V edizione del Festival Letterario degli Scrittori Turritani al Museo del Porto curata da Fidapa BPW Italy; alle 20:30 “Le storie di ieri” con Denise Gueye e Marco Carta alla Sala Filippo Canu.

Dal 23 al 25 maggio il centro storico ospita la Fiera di San Gavino con mercatini tradizionali.

Sabato 23 maggio prevede: alle 10:30 la XVIII Regata del Pescatore allo Scoglio Lungo curata da Asso.Ve.La ed Etnos Li Bainzini; dalle 17 attività per bambini “Creature in Festha” alla Biblioteca comunale; alle 18 il Festival “Note Senza Tempo” alla Sala Filippo Canu; alle 21:30 Francesco Gabbani in concerto in Piazza Colombo per “Note Sotto la Torre”.

Domenica 24 maggio culmina con il Pellegrinaggio Notturno partito alle 22 dal Sassari; alle 3 la Messa del Pellegrino alla Basilica; alle 17 la rievocazione “Il Sogno di Comita” a Balai; alle 18 la Celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Salvatore Masia; alle 19 la processione di rientro dei simulacri alla Basilica. Dalle 21:30 in Piazza dei Martiri “In nome di San Gavino” con balli folk e Rassegna Canti a chiterra, più eventi del Centro Commerciale Naturale Botteghe Turritane.

Lunedì 25 maggio include l’apertura straordinaria di Turris Libisonis con visite guidate; alle 10:30 il Solenne Pontificale presieduto da Arcivescovo Francesco Soddu alla Basilica, con scambio delle chiavi tra sindaci di Porto Torres e Sassari trasmesso da Videolina; alle 11 la Processione del Santissimo Sacramento e benedizione del mare; alle 13 la Sagra della Fregola di mare in Piazza Colombo con musica anni ’90.

Venerdì 29 maggio, alle 19, “Early Music Youth Accademies” alla Sala Filippo Canu curata da Dolci Accenti.

Sabato 30 maggio: concerto di Luca Delogu alla Scuola civica e XVI Concorso Nazionale Prime Note alla Sala Filippo Canu.

Domenica 31 maggio, dalle 13, la Sagra del Pesce in Piazza Eroi dell’Onda con frittura locale e musica folk curata da Aps Maestrale.

Martedì 2 giugno “Piazza Garibaldi – Music&Food” nel pomeriggio.

Dal 2 al 6 giugno il X Trofeo Gianni Fresu al Campo sportivo, Viale delle Vigne e Torre Aragonese.

Sabato 6 giugno la manifestazione pugilistica in ricordo di Raimondo Usai e concerto dei Ringmasters di Stoccolma alla Basilica.

Sabato 13 giugno, dalle 16 lungo Via Mare, il Palio di Santu Bainzu con giostra equestre curata da Etnos Li Bainzini.

Tags: arteFestha MannamusicaPorto Torrestradizione
Viola Carta

Viola Carta

Una voce curiosa e appassionata che ama esplorare il mondo con uno sguardo fresco e consapevole. Scrivere è il mio modo di raccontare storie, cercando in ogni dettaglio una prospettiva unica, sempre con un tocco di sensibilità verso il presente.

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  • 🙏🏻 C’è una storia che a Cagliari continua a tornare.
È quella di Sant’Efisio.

Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.

Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂

🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.

📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
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