Dal mondo agropastorale sardo alla luce della Provenza, dalle figure femminili alle celebrazioni dei Candelieri di Sassari: oltre settant’anni di pittura di Liliana Cano diventano un percorso digitale ad accesso libero. Da oggi è online “Il fuoco dentro”, la mostra curata da Davide Mariani e presentata dall’Archivio dell’artista in occasione del 102° anniversario della nascita, che ricorre domenica 18 ottobre.
L’iniziativa riprende la retrospettiva ospitata al Padiglione Eugenio Tavolara di Sassari dal 10 luglio al 20 settembre 2026, visitata da migliaia di persone. L’esposizione aveva riunito oltre cento opere, molte inedite e spesso provenienti da collezioni private, insieme a fotografie e documenti. Il sito ne conserva l’impostazione scientifica attraverso sette tappe, con approfondimenti, dipinti in evidenza e immagini delle sale.
Il percorso mette al centro il rapporto di Liliana Cano con l’esperienza umana e la sua scelta della figurazione. «Il lavoro su Liliana Cano nasce dalla necessità di restituire alla sua pittura una collocazione più precisa nella storia dell’arte del secondo Novecento», spiega Mariani, anche direttore artistico dell’Archivio. Nata a Gorizia nel 1924, formatasi a Torino e trasferitasi a Sassari nel 1945, l’artista trovò nella Sardegna un riferimento costante, alimentando la propria ricerca anche attraverso l’esperienza francese.
Dopo il “Prologo” biografico, “Dipingere la vita” affronta quotidianità, lavoro e relazioni: “Donne e arance” e “Morra”, entrambe del 1975, raccontano gesti e presenze del mondo agropastorale, mentre i paesaggi provenzali introducono una diversa esperienza della luce. La centralità delle donne emerge in “Devote e indomite”, dove le figure della tradizione sarda si confrontano con bagnanti e protagoniste delle opere francesi. “Exposition Amsterdam” del 1988 e il dipinto ispirato al sacrificio di Ifigenia aprono una riflessione sui ruoli femminili e sul riconoscimento della stessa pittrice nel sistema artistico del secondo Novecento.
Mito e immaginazione guidano su “Le ali del racconto”, con “Europa rapita da Zeus” del 1993 e “In volo” del 1985. “Il tempo del sacro” esplora la ricerca religiosa; “La grande festa” raccoglie danze, spettacoli e celebrazioni, compreso il grande dipinto sulla Discesa dei Candelieri e i tre piccoli candelieri degli anni Settanta, esposti per la prima volta al Tavolara. Nell’“Epilogo”, la memoria dello studio accompagna “Primavera”, dipinto nel 2020 a novantacinque anni.
Il titolo richiama la dedizione espressa da Liliana Cano nelle parole «Sono nata, sono cresciuta e ho dipinto tutto il tempo» e il rosso, da lei definito «il re dei colori». La sua tavolozza aveva ispirato l’allestimento di Eikon, con Luigi Manca e Laura Melis in dialogo con il curatore, documentato nelle fotografie online. Completano la visita l’audioguida integrale in italiano e inglese e il documentario di quasi mezz’ora realizzato dall’Archivio: già proiettato all’ingresso del Tavolara, viene pubblicato integralmente dopo le richieste dei visitatori.
La mostra fisica, promossa e organizzata dal Comune di Sassari con la collaborazione dell’Archivio, e il catalogo Silvana Editoriale curato da Mariani rientrano nel progetto “Un Ponte per la Cultura: Dialoghi fra Tradizione e Contemporaneità. L’eredità di Alois Ottiger per Sassari”, nato dal lascito del filantropo svizzero. Fondato nel 2024, l’Archivio affianca così al Museo Diffuso di Oliena e alla ricerca sulle opere pubbliche un nuovo strumento di consultazione. La mostra è accessibile su lilianacano.com/il-fuoco-dentro/.


































