Dalle opere conservate al Quirinale alle decorazioni dei transatlantici, il percorso di Edina Altara attraversa ambiti diversi dell’arte italiana del Novecento. A raccontarlo è “Edina”, mediometraggio documentario che il Teatro Civico di Sassari ospiterà giovedì 22 e venerdì 23 ottobre 2026, riportando nella città natale dell’artista una storia che intreccia illustrazione, moda, arti applicate e design.
Le proiezioni si terranno entrambe le giornate alle 11 e alle 20. Gli appuntamenti del mattino saranno dedicati agli studenti delle scuole; la prima ufficiale è fissata per giovedì 22 ottobre alle 20. L’iniziativa comprende una collaborazione con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, con posti riservati agli iscritti.
Ideato da Federico Spano e Salvatore Corazza e realizzato con il supporto dell’associazione culturale Mousikè di Sassari, il progetto affida la produzione esecutiva a Salvatore Corazza, le musiche a Flavio Ibba e il montaggio ad Andrea Corazza. Testimonianze, documenti storici, fotografie, filmati inediti e d’epoca e ricostruzioni compongono il racconto della vita e del lavoro dell’artista.
Il versante familiare emerge attraverso Federico Spano, pronipote di Edina, che da circa vent’anni ne recupera e valorizza l’opera insieme alla madre Vittoria Nonis, figlia di Iride Altara, sorella minore dell’artista. La storica dell’arte Giuliana Altea, autrice delle monografie pubblicate nel 2005 e nel 2025, ne approfondisce il percorso.
Intervengono inoltre lo stilista Antonio Marras, che ha dedicato una collezione alle sorelle Altara, e l’architetto Antonello Cuccu, curatore per Ilisso di due mostre sull’artista. Giovanna Palimodde, proprietaria dell’hotel Su Gologone, racconta una valorizzazione avviata con una collezione di ceramiche e ambienti dedicati a Edina; il collezionista Luigi Angius ne esamina il rapporto con il collezionismo.









Nata a Sassari il 9 luglio 1898, Edina si forma da autodidatta, mostrando presto attitudine al disegno e alle composizioni con carta, stoffe e materiali diversi. Intorno al 1915 Giuseppe Biasi ne riconosce le capacità e la incoraggia. Nel 1916 espone collage e giocattoli di carta e cartoncino a Sassari e Milano; nel 1917 presenta quattro collage alla Società degli Amici dell’Arte di Torino. Vittorio Emanuele III acquista “Gesus salvadelu”, ancora oggi esposto al Quirinale.
L’affermazione nell’illustrazione accompagna la collaborazione con Vittorio Accornero de Testa, sposato nel 1922, per libri, cartoline e pubblicità. Dopo la separazione Edina si stabilisce a Milano, lavorando anche nella moda e per riviste come Grazia, Bellezza e Rakam.
Nel dopoguerra, la lunga collaborazione con Gio Ponti la porta a decorare mobili, pannelli e superfici in vetro e a partecipare agli allestimenti dei transatlantici Andrea Doria, Conte Grande, Conte Biancamano e Oceania. Ceramiche, collage, dipinti, grafica pubblicitaria e illustrazioni per numerosi libri per ragazzi completano una produzione dalla cifra personale e riconoscibile.
Tornata definitivamente in Sardegna nel 1974, muore a Lanusei l’11 aprile 1983. Oggi le sue opere sono conservate al Quirinale, al MAN di Nuoro e alla Pinacoteca nazionale di Sassari. Nel film la direttrice della Pinacoteca Maria Paola Dettori illustra il valore dell’artista e il percorso del museo, che dal 2022 le dedica una sala permanente e custodisce due grandi cristalli dipinti provenienti dalla motonave Oceania: uno dei luoghi della riscoperta critica che ne sta restituendo il ruolo nella cultura artistica italiana del Novecento.


































