Dopo quattro anni, lo scorso 8 giugno Anna Tifu è tornata a Sassari per regalare alla città, a scopo benefico, un graditissimo assaggio della sua nobile arte: il violino. Con l’inseparabile e inestimabile Stradivari del 1716, Anna ha calcato palcoscenici di tutto il mondo a dispetto della sua giovanissima età. Ma l’amore più grande è quello per la Sardegna, insieme a un’altra insospettabile passione che vi lasciamo scoprire nelle prossime righe.

 

Quando è stata la tua prima volta su un palco importante?

Quando vinsi il mio primo concorso, la Rassegna di Vittorio Veneto. Avevo 8 anni. Ho iniziato da allora a esibirmi in pubblico, anche se il primo vero concerto importante è arrivato all’età di 12 anni, quando ho suonato alla Scala di Milano il Concerto n. 1 di Bruch. Da piccolina avevo una certa dose di incoscienza perché non mi rendevo conto appieno della responsabilità. Alla Scala però ero emozionatissima e ricordo ancora mio padre che cercava di tranquillizzarmi prima dell’inizio.

 

Hai avuto un’educazione rigida?

Anche se può sembrare strano, a me non è mai pesato. Mio padre è violinista e quando avevo 6 anni lo sentivo studiare a casa. Sai come sono i bambini, vogliono sempre imitare i grandi, così gli chiesi di farmi provare e mi piacque subito. Volevo immediatamente suonare Tchaikovsky e mio padre provava a spiegarmi che non era possibile (ride, ndr). Però è vero che sono necessari tanto studio, impegno e sacrificio. Oggi, personalmente, preferisco non andare oltre le tre o quattro ore al giorno di studio: meglio rendere al massimo finché si ha una buona concentrazione.

 

Perché uno strumento antico come il violino piace ancora oggi?

Credo che valga lo stesso discorso della musica classica: sono entrambi immortali. Non passeranno mai di moda, musica classica e violino, perché hanno regalato al mondo tanti capolavori che fanno innamorare chi li ascolta. Credo però che anche l’educazione alla musica abbia un grande valore, ed è un elemento sul quale sarebbe bello se i genitori intervenissero con i loro bambini.

 

Poggiato il violino cosa fa Anna Tifu?

Sono una grandissima amante del cinema e in particolare, anche se forse non si direbbe, del genere horror/thriller. Classici come Shining e L’esorcista sono i miei preferiti e ultimamente ho visto Oculus, che mi è piaciuto davvero molto. Devo dire anzi che, se non facessi la violinista, il mio lavoro ideale sarebbe proprio regista di film horror. Anche perché il materiale non mi manca: faccio sempre incubi spaventosi di cui l’ultimo proprio la scorsa notte. Ma è meglio risparmiare i dettagli perché sono abbastanza forti. Vivendo in Sardegna, adoro anche andare al mare. Da due anni ho una casa a Calasetta dove passo l’estate. Studio lì e appena possibile vado al mare a fare il bagno, è bellissimo. E poi vado in palestra per mantenermi in forma, perché un’altra cosa che mi piace fare è mangiare (ride). Ecco un’altra mia passione. Sono super amante del sushi, lo mangerei tutti i giorni.

 

Che rapporto hai con la Romania?

La Romania ce l’ho nel sangue e si sente anche dal mio modo di suonare. Lo devo a mio padre, che ci è nato e ha suonato lì per tanti anni prima di conoscere mia madre e trasferirsi in Sardegna. Ci torno ogni anno da quando, nel 2007, ho vinto il prestigioso Concorso Enescu di Bucarest e rimango sempre ammirata da come anche i suonatori di strada lì siano bravissimi.

 

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?

In agosto ho una serie di concerti con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, poi una tournée in Brasile a novembre. Ho in programma anche una tournée con l’Orchestra Rai di Torino a Mosca e San Pietroburgo, dove suonerò per la prima volta il concerto di Paganini n. 2. Agli inizi dell’anno prossimo suonerò con l’Orchestra di Santa Cecilia di Roma, al Parco della Musica, e tornerò a Verona, sempre agli inizi del nuovo anno, al Teatro Lirico con l’Orchestra dell’Arena. Vorrei ricordare anche gli appuntamenti di Milano, il primo con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali e il secondo con l’Orchestra di Dortmund.

 

Potete seguire le tournee e i lavori di Anna su Facebook e su www.annatifu.com.