Dopo 141 anni, torna al Teatro Lirico di Cagliari “Lucrezia Borgia” di Gaetano Donizetti, secondo appuntamento della Stagione d’opera 2025-2026. Lo spettacolo, in scena mercoledì 28 gennaio alle 20, segna il ritorno di un titolo che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal 1885, quando fu rappresentato al Teatro Civico. L’opera, scritta da Donizetti su libretto di Felice Romani e ispirata al dramma omonimo di Victor Hugo, viene ora proposta nell’edizione critica curata da Roger Parker e Rosie Ward per la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo.
Il nuovo allestimento nasce dalla coproduzione tra il Teatro Lirico di Cagliari e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con la regia di Andrea Bernard, architetto altoatesino e vincitore del Premio Abbiati 2024 come miglior regista per il “Don Carlo” verdiano. Per Bernard, la cui regia a Cagliari è ripresa da Tecla Gucci, si tratta del debutto nel capoluogo sardo. Completano la squadra creativa Alberto Beltrame alle scene, Elena Beccaro ai costumi e Marco Alba alle luci, riprese da Alberto Cannoni.
Alla direzione dell’orchestra e del coro c’è Leonardo Sini, direttore sassarese di fama internazionale, già sul podio del Lirico nel 2021 durante una produzione senza pubblico a causa delle restrizioni pandemiche. Questa volta Sini torna in sala davanti al pubblico, alla guida delle maestranze stabili del teatro. Il coro è preparato da Massimo Fiocchi Malaspina, che sostituisce momentaneamente Giovanni Andreoli.
Il cast riunisce interpreti di spicco della scena lirica internazionale, con ruoli principali affidati a giovani cantanti che si alternano nelle diverse recite. Jessica Pratt e Alessia Panza vestiranno i panni di Donna Lucrezia Borgia, Matteo Desole e Valerio Borgioni saranno Gennaro, mentre Mirco Palazzi e Francesco Leone interpreteranno Don Alfonso. Accanto a loro, Ana Victória Pitts e Michela Guarrera nei ruoli di Maffio Orsini e gli altri personaggi interpretati da Andrea Galli, Lorenzo Barbieri, Andrea Pellegrini, Mauro Secci, Rocco Lia, Didier Pieri, Luca Gallo e Omar Trincas.
Composta nell’autunno del 1833 e andata in scena alla Scala di Milano il 26 dicembre dello stesso anno, “Lucrezia Borgia” segna uno dei vertici della produzione drammatica di Donizetti. Il compositore, colpito dalla forza del testo di Hugo, chiese personalmente a Romani di adattarlo per la scena lirica, attratto dalle tensioni morali e dalle ombre che definiscono i suoi personaggi. L’opera racconta la vicenda di Lucrezia Borgia, donna dalla duplice natura, crudele verso i nemici ma vulnerabile di fronte all’amore del figlio segreto, Gennaro, ignaro della loro relazione di sangue. Il loro incontro, in una Venezia percorsa da intrighi e vendette, precipita in una spirale tragica che culmina con l’avvelenamento dell’intera cerchia di amici del giovane. Solo nel finale, in un duetto denso di pathos, Gennaro scoprirà la verità.

Nel delineare questo personaggio complesso, Donizetti costruisce una protagonista di grande spessore umano e drammatico, affidando alla voce femminile il compito di incarnare tutte le contraddizioni tra potere, maternità e colpa. È un ruolo che richiede non solo virtuosismo tecnico ma anche intensità interpretativa, capacità che le due interpreti principali dovranno dimostrare nel corso delle cinque repliche programmate fino al 1° febbraio.
Le rappresentazioni, che durano circa due ore e trentacinque minuti compreso l’intervallo, si tengono in lingua italiana con l’ausilio dei sopratitoli.
Particolare attenzione è dedicata anche ai progetti educativi e inclusivi. Venerdì 30 gennaio, alle 11, sarà la volta della recita “Opera NextGen”, versione ridotta dello spettacolo riservata alle scuole, della durata di circa un’ora, con la partecipazione dell’attore cagliaritano Simeone Latini nel ruolo di narratore. Sabato 31 gennaio, invece, la rappresentazione del turno serale è dedicata al progetto “Oltre Insieme”, nato per rendere l’esperienza dell’opera accessibile a persone non vedenti, non udenti e con deficit cognitivi. In collaborazione con l’Università di Macerata, la Stagione 2025-2026 propone percorsi multisensoriali, audio-descrizioni, video in LIS e materiali digitali interattivi. Le attività propedeutiche si terranno a partire dalle 16:30, in un modello inclusivo che mira a estendere la fruizione del teatro lirico a un pubblico sempre più ampio e diversificato.







































