Federica Carta torna sulla scena discografica con “Stupido dolore”, pubblicato venerdì 24 aprile, proseguendo un percorso artistico più intimo già avviato con “Ti prego non piangere”. Il nuovo singolo si inserisce in una fase di evoluzione personale e musicale, in cui la cantante esplora con maggiore consapevolezza temi legati alla memoria emotiva e alla difficoltà di lasciar andare.
Il brano, scritto insieme a Fasma e prodotto da GG, nasce da una collaborazione ormai consolidata e si sviluppa come una riflessione sospesa tra il bisogno di andare avanti e l’impossibilità di recidere completamente i legami con il passato. “Stupido dolore” si costruisce attorno a una domanda che resta irrisolta — “come si fa?” — trasformandosi in un racconto che non cerca soluzioni ma espone una condizione emotiva precisa e riconoscibile.
Nelle parole dell’artista emergono immagini legate a ricordi che riaffiorano senza preavviso, spesso nel silenzio e nell’oscurità, fino a trovare forma nella scrittura. «Ci sono storie che ho rimandato, altre che vengono a farmi visita solo nel buio dei miei sogni», racconta Federica, descrivendo un processo creativo spontaneo in cui le esperienze prendono corpo e si trasformano in musica.
All’interno del testo, il dolore assume una dimensione concreta e tangibile. Non è un sentimento distante o astratto, ma qualcosa che si lega agli spazi quotidiani e alle percezioni sensoriali, come suggerisce l’immagine ricorrente di un odore che richiama una presenza ancora viva. È proprio questa persistenza a rendere difficile definire l’emozione e, allo stesso tempo, impossibile ignorarla.
Il titolo stesso diventa una chiave di lettura: definire il dolore come “stupido” rappresenta un tentativo di ridimensionarlo, di esercitare un controllo almeno attraverso il linguaggio. Tuttavia, il brano mette in evidenza come le emozioni sfuggano a ogni logica, tornando ciclicamente nei dettagli della quotidianità e nei pensieri che non trovano risposta.
Con questo singolo, Federica Carta prosegue un percorso che segna una svolta rispetto agli esordi. Dopo l’affermazione nel 2016 ad Amici di Maria De Filippi e la partecipazione al Festival di Sanremo 2019 con “Senza farlo apposta”, l’artista ha avviato una fase di riposizionamento che la porta ad allontanarsi dal pop tradizionale. Le produzioni più recenti si orientano verso sonorità alternative ed elettroniche, con influenze drum and bass e una scrittura più essenziale, in cui testo e produzione dialogano in modo più diretto.
Di origini sarde — con il nonno partito da Bonorva per trasferirsi a Roma, città in cui è nata e cresciuta — Federica Carta mantiene un’identità pop riconoscibile, ampliandone però i confini stilistici. “Stupido dolore” si inserisce così in un’evoluzione coerente, che unisce continuità e ricerca, consolidando una nuova fase del suo percorso artistico.








































