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A spasso per Oliena, il primo comune della Sardegna 100% escursionistico

Nel cuore della Barbagia per scoprire la natura incontaminata, la storia, la cultura, l'artigianato e l'enogastronomia di questo piccolo paese tanto amato dagli appassionati di trekking

di Raffaella Piras
24 Febbraio 2023
in Itinerari
🕓 6 MINUTI DI LETTURA
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Oliena vista dal Monte Corrasi. ? Marco Cau

Oliena vista dal Monte Corrasi. ? Marco Cau

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Un suggestivo borgo incastonato nel cuore della Barbagia, con una natura incontaminata, un patrimonio storico-culturale e tradizioni artigiane ed enogastronomiche così radicate da essere insignito della Bandiera arancione da parte del Touring Club Italiano. È Oliena, un paesino di appena settemila abitanti che dista pochi km da Nuoro, nota per aver dato i natali al famoso calciatore internazionale Gianfranco Zola.

Questa cittadina, fatta di tante case dai piccoli portoncini in legno, addensate in strette viuzze decorate da murales, e di numerose chiese, è situata alle pendici del Monte Corrasi, il massiccio montuoso con la vetta più alta del Supramonte, grazie ai suoi oltre 1.400 metri di altezza, ed è circondata da valli verdeggianti, rilievi calcarei, strapiombi, gole, grotte, foreste ricche di lecci, olivi, viti e mandorli, oltre a spettacolari sorgenti.

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Un territorio un tempo regno di avvoltoi e cervi sardi e abitato ancora da una fauna tipica e selvaggia, in particolare da mufloni, cinghiali, volpi, ghiri, lepri, conigli e gatti selvatici, e, tra i rapaci, l’aquila reale e il falco pellegrino. Eppure, i suoi numerosi sentieri sono affollati dagli appassionati di trekking, oltre che di biking, climbing e kayak, al punto che Oliena può essere proprio definita la “città del trekking”,avendo conquistato il primato di comune della Sardegna 100% escursionistico, con ben 80 km di sentieri. Un turismo escursionistico che è in costante crescita anche grazie all’installazione di pannelli indicanti i sentieri da percorrere e che partono dal centro storico. 

È così possibile spingersi fino all’imperdibile Valle di Lanaitto (o Lanaittu), scrigno di siti naturalistici, tra cui spiccano Sa Oche e Su Bentu, due tra le grotte più grandi d’Europa, veri capolavori della natura con laghi sotterranei, stalattiti e stalagmiti, e la Grotta Corbeddu, dal nome del bandito Giovanni Corbeddu Salis che vi si rifugiò a lungo, celebrata anche nel romanzo “L’Edera” del premio Nobel Grazia Deledda. Proprio nella seconda delle tre sale di cui si compone questa grotta, sono stati rinvenuti alcuni dei più antichi resti di homo sapiens in Sardegna.

Trekking nella Valle di Lanaitho. ? Marco Cau
Trekking nella Valle di Lanaitho. ? Marco Cau
Trekking nella Valle di Lanaitho. ? Marco Cau
Trekking nella Valle di Lanaitho. ? Marco Cau
Trekking nella Valle di Lanaitho. ? Marco Cau
Trekking nella Valle di Lanaitho. ? Marco Cau
Oliena, complesso nuragico di Sa Sedda 'e Sos Carros. ? Marco Cau
Trekking nella Valle di Lanaitho. ? Marco Cau

Vicino a questa valle, costellata anche di testimonianze prenuragiche e nuragiche, quali domus de janas, menhir e i misteriosi villaggi nuragici di Biriai, Sa Sedda ‘e Sos Carros e Tiscali, sgorga la sorgente di Su Gologone. Si tratta della più importante sorgente sarda, riconosciuta monumento naturale dal 1998 grazie alla sua acqua oligominerale purissima e freschissima, con sfumature che vanno dal verde smeraldo al turchese, fino ad un blu intenso. Rappresenta una meta imperdibile per gli speleosubacquei di tutto il mondo.

Ma a rendere Oliena un posto davvero unico sono anche le sue tradizioni artigiane ed enogastronomiche. Famose sono le sue cassapanche di legno, adibite alla conservazione del pane carasau, così come l’arte del ricamo sugli abiti e soprattutto sugli scialli, i più famosi tra quelli che adornano i costumi tradizionali sardi, realizzati con disegni di ispirazione floreale. La manifattura si concentra, inoltre, sull’oreficeria, con i famosi gioielli realizzati in filigrana sarda indossati dalle donne soprattutto durante le processioni e le feste religiose.

Oltre ad essere la città del trekking, Oliena – il cui centro abitato è circondato da vasti vigneti e oliveti – è anche la “città dell’olio e del vino”. Questo paese fa parte, infatti, dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, che ha il compito di divulgare la cultura dell’olio d’oliva di qualità e tutelare e promuovere il paesaggio olivicolo, garantendo il consumatore attraverso le denominazioni d’origine. Grazie alle pregiate varietà di olive “Bosana” e “Nera di Oliena” viene prodotto un pregiato olio extravergine di oliva, ideale per condire ogni tipo di cibo. Altra produzione eccellente è quella del Nepente (dal greco ne penthos che significa “nessuna tristezza”), un pregiato vino Cannonau dal colore rosso rubino e dal sapore fruttato, apprezzato anche dal poeta Gabriele D’Annunzio durante un suo breve soggiorno nell’Isola, al punto da dedicargli addirittura un elogio nella presentazione di una guida alle Osterie d’Italia.

Il Nepente si abbina facilmente sia ai primi che ai secondi gustosi piatti della cucina barbaricina tipica del luogo, legata alla tradizione pastorale: i macarrones de busa, tipici maccheroni dalla forma allungata creati lavorando la sfoglia con la busa, il ferretto con cui le donne sarde di una volta lavoravano a maglia; gli angelottos, ossia i ravioli di formaggio fresco; il pane frattau, un piatto a base di pane carasau bagnato nel brodo vegetale e condito con salsa di pomodoro, formaggio pecorino e uova in camicia; vari formaggi; il porcetto, l’agnello e il capretto arrosto.

La carta di identità di Gianfranco Zola. ? Marco Cau
 Un murale ad Oliena. ? Marco Cau
Macarrones de busa. ? Marco Cau
Casadina di Oliena. ? Marco Cau
Un murale ad Oliena. ? Marco Cau
Preparazione della Panedda di Oliena. ? Marco Cau
Oliena, cottura pane carasau. ? Marco Cau

Ricca è anche la tradizione dolciaria, con dolci realizzati prevalentemente con miele e mandorle: le seadas; i pistoccos, i tipici biscotti sardi; l’aranzada con la sua tipica scorza d’arancia; i papassinos, preparati tradizionalmente per la ricorrenza di Ognissanti; su pistiddu, dolce immancabile della festa di Sant’Antonio Abate che si svolge nel mese di gennaio; le origliettas di Carnevale; le formaggelle, dette casadinas, preparate in occasione della Pasqua.

E dinanzi a così tante prelibatezze genuine, sorge spontaneo domandarsi se Oliena, terra di centenari inserita tra i centri che formano la “Zona blu” della Sardegna, non custodisca proprio nel buon cibo, oltre che nel contatto con la natura, nei ritmi di vita lenti e nei fattori genetici, il segreto della longevità dei suoi abitanti.

Tags: BarbagiaenogastronomiaescursionismoOlienatrekkingturismo
Raffaella Piras

Raffaella Piras

“Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce”. (Joseph Pulitzer)

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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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