Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • CONTATTI
  • PUBBLICITÀ
mercoledì, 15 Aprile 2026
  • Login
  • Registrati
  • CagliariNEWS
  • SassariNEWS
  • Musica
  • Cinema & Serie TV
  • Libri
  • Eventi
  • Sport
  • Itinerari
S&H Magazine
S&H Magazine
  • Login
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
S&H Magazine

I dolmen di Luras: la storia millenaria e il fascino delle “sepolture dei giganti”

Risalenti a circa 5000 anni fa, i dolmen Ladas, Ciuledda, Alzoledda e Billella raccontano uno spaccato di vita passata densa di aspetti religiosi, cultuali e forse anche politici

di Chiara Medinas
29 Ottobre 2024
in Archeologia
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
71 5
Dolmen Ladas a Luras. ? Andrea Mura | Nuragando Sardegna

Dolmen Ladas a Luras. ? Andrea Mura | Nuragando Sardegna

30
CONDIVISIONI
329
VISUALIZZAZIONI
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Dalla Preistoria al Medioevo, fino ad arrivare al marchesato di Gallura: la storia del comune sassarese di Luras è ricca e suggestiva, al punto da aver lasciato dietro sé tracce dal sapore unico ed evocativo. Partendo dal passato più lontano, per esempio, è inevitabile pensare ai suoi nuraghi – i cui resti sono ad oggi ancora visibili – ma soprattutto ai cosiddetti dolmen, tombe di grandi dimensioni più o meno complesse, di cui il paese possiede quattro esemplari dal nome assai particolare: Ladas, Ciuledda, Alzoledda e Billella.

Chiamati dagli abitanti di Luras “sepulturas de zigantes” o “de paladinos” (“sepolture dei giganti” o “dei paladini”), i dolmen Ladas, Ciuledda, Alzoledda e Billella fanno parte dei 78 esemplari sparsi nell’isola erendonoil territorio tra i più ricchi di questa tipologia tombale, in genere ottenuta con lastra orizzontale posta su pietre infisse nel suolo.

LEGGI ANCHE

Il Castello di Burgos torna a nuova vita dopo i restauri finanziati dal PNRR

Sassari, la Necropoli di Truncu Reale si prepara a mostrarsi al pubblico

Archeologia e memoria all’Asinara: un viaggio nei campi di prigionia della Grande Guerra

Affascinanti nella forma e nel nome, – derivante dal bretone “tol–men”, ossia “tavola di pietra” – tale concentrazione rappresenta un elemento importante per l’area lurese e attesta una duratura frequentazione del territorio, in una storia millenaria esistente almeno a partire dal Neolitico recente (3500-2700 a.C.).

Un arco temporale durante il quale si ipotizza che le quattro sepolture collettive abbiano sviluppato dimensioni megalitiche, distribuite nel centro abitato o nelle immediate vicinanze. Uscendo dal paese, il primo a rivelarsi agli occhi del visitatore è il dolmen Ladas, non solo ritenuto tra i più grandi in Sardegna, ma anche dotato di un distintivo “allée couverte”, ossia un corridoio coperto di forma allungata sormontato da lastre orizzontali. Della lunghezza di 8,5 metri e largo 6, tale spazio mostra una disposizione verticale di pietre semilavorate ed è dominato da 2 lastroni che chiudono il vano funerario, culminante in una parte finale detta “abside”.

Proseguendo nella natura silenziosa, a poca distanza da quello di Ladas è possibile ammirare il dolmen Ciuledda, simile al compagno e con dimensioni più ridotte. Alto poco meno di 1 metro, esso infatti presenta una pianta circolare e una struttura semplice, con un sistema trilitico a lastra orizzontale posta su 2 pietre verticali. Una tipologia che lo accomuna alle sepolture Alzoledda – considerato il dolmen più piccolo fra i 4, a pianta rettangolare e con camera trapezoidale – e Billella, anch’esso a pianta rettangolare con lunghezza di 2,5 metri e altezza di 80 centimetri. Oltre a presentare una particolare fisionomia, – in quanto forse sorto sul piano roccioso usato sia per ricavare i blocchi, sia come piano d’appoggio del monumento – il dolmen Billella si distingue anche per un orientamento a occidente, elemento insolito dato che in genere le tombe puntavano in direzione di una stella.

Dolmen Alzoledda a Luras. ? Andrea Mura | Nuragando Sardegna
Dolmen Billella a Luras. ? Andrea Mura | Nuragando Sardegna
Dolmen Ladas a Luras. ? Francesca Cossu
Dolmen Ciuledda a Luras. ? Marco Secchi

Un’ideale percorso alla scoperta dei quattro dolmen, che narra l’importanza di tali luoghi per il passato ma anche per il presente e che ha portato all’avvio di ricerche archeologiche come quella del tedesco Bert D’Arragon. Iniziata nel 1996, essa ha restituito frammenti ceramici relativi al III millennio a.C. e ha contribuito non solo a comprendere meglio il dato temporale, ma anche a riflettere sulla funzione stessa del dolmen in Sardegna e su altre sue possibili sfaccettature.

Assieme alla dimensione religiosa e cultuale, si è ipotizzato infatti che il megalitico monumento potesse avere anche un ruolo politico-territoriale e che quindi la sua costruzione fungesse da delimitazione di confini da parte di popolazioni locali. Un’ipotesi suggestiva, che si accompagna anche a un potenziale concetto di differenziazione sociale – legato in particolare al rituale funerario dei dolmen – e alla costruzione degli stessi da parte di gruppi umani dediti alla pastorizia.

I dolmen Ladas, Ciuledda, Alzoledda e Billella si trovano nel territorio di Luras, in provincia di Sassari. Per raggiungere i primi due sarà necessario percorrere la Strada Provinciale 10 per Luogosanto fino ai cartelli con le indicazioni per i monumenti e, una volta individuati, svoltare a destra. Giunti a uno spiazzo dove sarà possibile parcheggiare, da qui ci si dovrà muovere a piedi. Alzoledda e Billella invece sono situati dentro il centro abitato, vicino al campo sportivo Limbara. Trattandosi di luoghi non gestiti, tutti i dolmen sono liberamente visitabili senza limiti di orario.

Tags: archeologiaDolmenLuras
Chiara Medinas

Chiara Medinas

Assidua frequentatrice di musei e grande amante delle pardule, la curiosità è la mia musa ispiratrice. Se è vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, credo non ci sia sensazione migliore che provare stupore per le piccole cose.

Leggi anche

Il Castello di Marmilla a Las Plassas
Archeologia

Scoperte e ricerche al Castello di Marmilla: la storia di Las Plassas si rivela

di Viola Carta
11 Aprile 2026
I Giganti di Mont’e Prama nella Sala del Paesaggio del Museo “Giovanni Marongiu” di Cabras
Archeologia

I Giganti di Mont’e Prama tornano a Cabras: l’intero complesso scultoreo riunito nel Museo “Giovanni Marongiu”

di Marco Cau
2 Aprile 2026
Una sala del Museo Archeologico “Giovanni Patroni” di Pula
Archeologia

Riapre il Museo Archeologico “Giovanni Patroni” di Pula: un nuovo viaggio nella storia di Nora

di Marco Cau
28 Marzo 2026
Festival di Archeologia Sulcitana - MAR2026 - Instagram_Post
Archeologia

Archeologia e nuove tecnologie: a Sant’Antioco il Museo Barreca diventa un laboratorio del passato

di Marco Cau
24 Marzo 2026
Nuraghe Santu Antine di Torralba
Archeologia

Il Nuraghe Santu Antine rappresenta l’Italia nel progetto europeo di digitalizzazione 3D “Twin it!”

di Marco Cau
11 Marzo 2026
Castello di Burgos, restauri finanziati dal PNRR
Archeologia

Il Castello di Burgos torna a nuova vita dopo i restauri finanziati dal PNRR

di Marco Cau
27 Febbraio 2026
La Tomba B1 o Tomba dei Portelli Decorati nella Necropoli di Truncu Reale a Sassari
Archeologia

Sassari, la Necropoli di Truncu Reale si prepara a mostrarsi al pubblico

di Marco Cau
20 Febbraio 2026
Antonio Zara - La scoperta del Tofet di Sirai
Archeologia

Antonio Zara, l’uomo che amava scavare: a Carbonia la prima del documentario dedicato al pioniere dell’archeologia sarda

di Viola Carta
11 Febbraio 2026
Prossimo articolo
Zucca di Halloween. ? Depositphotos

Halloween a Quartu: tra streghe, zucche e antiche leggende

Autunno in Barbagia a Desulo

La Montagna Produce 2024, tre giorni di tradizioni e sapori a Desulo

EVENTI IN SARDEGNA

  • Tutti
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Food
Una ceramica di Antonio Corriga

Oristano riscopre il Corriga ceramista: una mostra racconta “L’anima della forma”

14 Aprile 2026
Massimo Fiocchi Malaspina e Riccardo Pinna

Il Coro del Teatro Lirico di Cagliari in scena con “Chorus Live” a Sanluri e Dolianova

14 Aprile 2026
Kid Yugi

Kid Yugi al Poetto Fest 2026: il rap italiano protagonista sul lungomare di Quartu

14 Aprile 2026
“Così fan tutte”, il dramma giocoso di Mozart e Da Ponte nell'allestimento firmato Teatro di San Carlo

Il Teatro Lirico di Cagliari riporta in scena “Così fan tutte”, il dramma giocoso di Mozart e Da Ponte

14 Aprile 2026
Annotu

Lunàdigas presenta ad Alghero e Cagliari i “Glossari del corpo, delle relazioni e dei desideri”

13 Aprile 2026
Cala dei Gabbiani nel Golfo di Orosei. ©Depositphotos

Orosei e Girasole aprono il viaggio di Primavera nel Cuore della Sardegna 2026

13 Aprile 2026
Federico Buffa. ©Gabriele Lugli

Federico Buffa racconta la leggenda di Kobe Bryant a Cagliari e Sassari

13 Aprile 2026
Muristenes in Beranu a Ghilarza

Muristenes in Beranu torna domenica 19 aprile a Ghilarza: fede, tradizione e sapori al santuario di San Serafino

13 Aprile 2026

TECNOLOGIA

Web & Social

Trump attacca il Papa, analisi Spin Factor: 93% utenti social contro presidente Usa

di Redazione
14 Aprile 2026
Web & Social

Instagram amplia protezioni account teenager: saranno ispirati a classificazione contenuti film 13+

di Redazione
9 Aprile 2026
Web & Social

Effetto Sanremo e Olimpiadi: a febbraio italiani online il 13% in più rispetto al 2025. I dati Comscore

di Redazione
8 Aprile 2026
Tecnologia

Apple, così 50 anni fa nacque il mito: tre paginette, Newton e un fondatore ‘dimenticato’

di Redazione
30 Marzo 2026
Miniera di Sos Enattos
Tecnologia

Einstein Telescope: l’Italia rilancia da Bruxelles la candidatura della Sardegna per il maxi osservatorio europeo

di Marco Cau
25 Marzo 2026
Web & Social

Dal porno in coppia al sesso via social, il piacere e gli italiani nella fotografia Censis

di Redazione
24 Marzo 2026

LE USCITE MUSICALI DEL MESE

seguici su instagram

  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis  Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿  ⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli.  🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria.  📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza.  La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗  📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
Facebook Twitter Instagram LinkedIn Youtube Telegram
  • CONTATTI
  • PUBBLICITÀ
  • REDAZIONE
  • PRIVACY POLICY

© 2026 ESSEACCA S.r.l.s. Via Oriani, 5/a – 07100 Sassari (SS). P.IVA 02639070909. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Sassari al n° 324 del 8.7.1996
Hosting: Serverplan srl società unipersonale. Via G. Leopardi, 22 - 03043 Cassino (FR) - P.IVA 02495250603 - Register: Serverplan srl
La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

Benvenuto!

Accedi con Google
O

Accedi al tuo account qui sotto

Password dimenticata? Iscriviti

Crea un nuovo account!

Iscriviti con Google
O

Compila i moduli qua sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori. Log In

Recupera la password

Inserisci il nome utente o l''indirizzo email per reimpostare la password.

Log In
  • Login
  • Iscriviti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • News Sardegna
    • Sassari
    • Cagliari
    • Oristano
    • Nuoro
    • Gallura
    • Alghero
    • Porto Torres
    • Medio Campidano
    • Ogliastra
    • Sulcis Iglesiente
  • Italia & Mondo
  • Eventi
  • Sport
    • Tennis
    • Calcio
    • Basket
    • Pallamano
    • Altri Sport
  • Show
    • Musica
    • Cinema & Serie TV
    • Teatro
    • Spettacolo
    • Danza
    • Televisione
  • Lifestyle
    • Animali
    • Ambiente & Natura
    • Benessere & Salute
    • Costume & Società
    • Economia & Impresa
    • Food
    • Giochi
    • Lavoro
    • Moda
    • Motori
    • People
    • Viaggi
  • Cultura
    • Libri
    • Arte
    • Fotografia
    • Fumetti
    • Scuola & Università
    • Storia
  • InSardegna
    • Itinerari
    • Archeologia
    • Folklore & Tradizioni
  • Tecnologia
    • Web & Social
    • Smartphone & Tablet
    • Computer
    • Gadget
    • App
  • Lettere al giornale
  • OFFERTE DI LAVORO
  • La Redazione
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Privacy Policy

© 2026 ESSEACCA S.r.l.s. Via Oriani, 5/a – 07100 Sassari (SS). P.IVA 02639070909. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Sassari al n° 324 del 8.7.1996
Hosting: Serverplan srl società unipersonale. Via G. Leopardi, 22 - 03043 Cassino (FR) - P.IVA 02495250603 - Register: Serverplan srl
La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13