Venerdì 17 aprile alle 18:30, nelle sale di Palazzo Arcais in Corso Umberto a Oristano, verrà inaugurata la mostra “L’anima della forma. L’arte ceramica di Antonio Corriga”, a cura di Sabina Corriga e Antonello Carboni. L’esposizione, che resterà aperta fino al 31 maggio 2026 (ore 10-13 e 16-19), propone un itinerario attraverso una fase meno nota ma fondamentale della produzione dell’artista di Atzara: la sua attività di ceramista, sviluppata tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta.
L’inaugurazione sarà accompagnata da un intervento musicale di Ambra Pintore, con Roberto Scala, in un dialogo tra arti visive e suono che aprirà simbolicamente il racconto della mostra.
La nuova esposizione si inserisce nel più ampio progetto dedicato alle figure della cultura oristanese, avviato con “Antonio Corriga. Idea e Progetto” nel novembre 2025. Con questo secondo appuntamento, l’attenzione si sposta sulla produzione ceramica, spesso marginale nelle narrazioni consacrate dell’artista ma centrale nel rinnovamento del linguaggio artigianale locale. Le opere esposte documentano una ricerca tesa a reinterpretare la tradizione dei figoli oristanesi, lasciando segni ancora riconoscibili in numerosi spazi pubblici, come nella fontana del Mercato Civico.
Il linguaggio artistico di Corriga
La mostra offre l’occasione per ripercorrere l’intera vicenda artistica e intellettuale di Antonio Corriga (Atzara, 1923 – Oristano, 2011), protagonista della cultura visiva sarda del Novecento. Dopo il diploma al Regio Istituto d’Arte di Sassari, dove studia con Filippo Figari e Stanis Dessy, prosegue la formazione all’Istituto Superiore d’Arte di Firenze, dove lavora come ceramista in una manifattura di rilievo. Tornato a Oristano nel 1948, intraprende un percorso che spazia tra pittura, incisione e ceramica, mantenendo un legame costante con il folclore, il sacro e le tematiche sociali.
Tra le sue opere più note si ricordano “I funerali di un socialista” (1975), esempio del suo impegno civile, e numerosi interventi pubblici: i pannelli decorativi per il Consiglio Provinciale di Oristano, i dipinti per i Municipi di Oliena, Arborea e Oristano, le grandi composizioni per le sedi del Banco di Sardegna di Cagliari e Sassari. Significativa anche la sua produzione sacra, che comprende la Pala d’altare della Chiesa di San Sebastiano a Oristano, la Crocefissione di Fonni e la Via Crucis di Gavoi, fino alla grande Pala d’Altare per la Basilica di Bonaria a Cagliari.
Nel 1966 Corriga assume la presidenza dell’ISOLA, l’ente regionale per la valorizzazione dell’artigianato artistico, e promuove la nascita dei Centri Pilota, laboratori di ricerca e sperimentazione che contribuiscono a definire un nuovo standard qualitativo nell’arte e nel design sardo. La sua azione e la sua visione restano punti di riferimento per la cultura isolana, così come il Museo Ortiz di Atzara, nato anche grazie al suo impegno e oggi custode di un’eredità che continua a ispirare generazioni di artisti.
Con “L’anima della forma”, Oristano rinnova dunque il suo dialogo con uno dei protagonisti più rappresentativi della sua storia artistica, restituendo al pubblico una stagione creativa in cui la ceramica divenne linguaggio di ricerca e identità.






































