Il Teatro Lirico di Cagliari riporta in scena, da venerdì 17 aprile, il capolavoro mozartiano “Così fan tutte”, quarto titolo della Stagione d’Opera 2025-2026. L’opera, che manca dal palcoscenico cagliaritano da tredici anni, sarà presentata in cinque recite fino al 22 aprile, in un allestimento firmato dal Teatro di San Carlo di Napoli, ideato nel 1998-1999 e firmato da Mario Martone, regista fra i più noti della scena teatrale e cinematografica italiana.
L’allestimento, ripreso a Cagliari da Raffaele Di Florio con scene di Sergio Tramonti, costumi di Vera Marzot (ripresi da Rossana Gea Cavallo) e luci di Gianni Bertoli, presenta un impianto sobrio e funzionale. Due letti gemelli su una pedana lignea dominano lo spazio scenico, immerso in una penombra che si apre, sul fondo, su un orizzonte marino. Questa struttura essenziale si estende fino ai praticabili che, intorno alla buca orchestrale, ampliano lo spazio d’azione verso il pubblico.
Sul podio debutta a Cagliari il direttore e clavicembalista Alessandro De Marchi, specialista del repertorio barocco e classico, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Lirico. Il maestro del coro è Giovanni Andreoli, mentre Clorinda Perfetto accompagna al cembalo.
Nel cast si alternano voci di rilievo internazionale. Tra queste, Ana Maria Labin e Valentina Mastrangelo nel ruolo di Fiordiligi, Mara Gaudenzi e Francesca Sassu come Dorabella, Mauro Borgioni e Davide Peroni nei panni di Guglielmo, Antonio Mandrillo e Pietro Adaini in quelli di Ferrando. Cristin Arsenova interpreta Despina, mentre Paolo Bordogna presta voce e carattere a Don Alfonso.
Composta su libretto di Lorenzo Da Ponte, “Così fan tutte o sia La scuola degli amanti” debuttò nel 1790 al Burgtheater di Vienna, su commissione dell’imperatore Giuseppe II. È l’ultima opera buffa di Mozart, dopo “Le nozze di Figaro” e “Don Giovanni”, e viene spesso descritta come un raffinato gioco di specchi fra verità e finzione, in cui la musica imita e commenta gli inganni dei personaggi. Al centro, due sorelle — Fiordiligi e Dorabella — vengono messe alla prova dai loro fidanzati, Ferrando e Guglielmo, travestiti da albanesi per saggiare la loro fedeltà, sotto la regia manipolatrice di Don Alfonso e Despina.
La rappresentazione, della durata di circa tre ore, sarà proposta in lingua italiana con sopratitoli in italiano e inglese. Il teatro dedica appuntamenti speciali ai nuovi progetti di inclusione. Tra questi, Opera NextGen, la recita per le scuole di martedì 21 aprile alle 11, in versione ridotta di un’ora, con la partecipazione dell’attrice Michela Atzeni come narratrice.
Lo stesso giorno, alle 20, è in programma la serata dedicata a “Oltre Insieme”, iniziativa che rende l’opera accessibile a pubblici con disabilità visive, uditive o cognitive. In collaborazione con l’Università di Macerata, il progetto prevede percorsi multisensoriali, audio-descrizioni, video in LIS e schede digitali, aprendo la serata già dalle 17 con esperienze immersive pensate per tutti.






































