Sulle alture del Goceano, il Castello di Burgos torna a mostrarsi nella sua storica imponenza dopo un nuovo e significativo intervento di restauro. L’antica fortezza, costruita nel 1134 per volontà del giudice di Torres Gonario I de Lacon Gunale, nacque con una funzione difensiva per il controllo del territorio. Nei secoli, il castello ha attraversato diverse fasi di abbandono e recupero: il suo ruolo strategico venne meno durante la dominazione spagnola del Cinquecento e soltanto negli anni Sessanta del Novecento iniziarono i primi lavori di restauro, poi ripresi in più occasioni fino ai primi anni Duemila.
Il recente intervento rappresenta un nuovo capitolo nella storia di questo edificio simbolo del Medioevo sardo. I lavori, avviati il 5 marzo 2025 e conclusi in meno di un anno, rientrano nel progetto del PNRR dedicato alla “Sicurezza sismica nei luoghi di culto, torri e campanili”, finanziato con i fondi dell’Unione Europea. L’iniziativa ha beneficiato di un finanziamento complessivo di 500.000 euro, di cui 300.000 euro destinati ai lavori, ed è il primo cantiere del programma di recupero a essere completato in Sardegna.
L’intervento ha interessato in particolare la Torre Maestra, cuore architettonico del complesso, dove sono stati eseguiti lavori su coperture, murature e ambienti interni. Gli interventi hanno riguardato il consolidamento strutturale, la reintegrazione delle parti danneggiate e la manutenzione conservativa, con un’attenzione particolare alla salvaguardia delle caratteristiche storiche e paesaggistiche del sito. Anche segmenti della cortina muraria sono stati oggetto di consolidamenti e reintegrazioni per garantire stabilità e sicurezza.
La gestione del progetto è stata curata dall’architetta Eleonora Fiorentino della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e del Sud Sardegna, sulla base del progetto redatto dall’architetto Bruno Billeci. La direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza sono stati affidati all’architetto Antonio Sebastiano Gaias, mentre l’impresa esecutrice è stata quella di Fabrizio Loi.
Con la conclusione di questo intervento, il Castello di Burgos consolida il suo ruolo di testimonianza storica del territorio del Goceano e si prepara ad accogliere nuovamente visitatori e studiosi, in un equilibrio tra tutela, valorizzazione e fruibilità pubblica.









































