Dopo tredici anni di chiusura, il Museo Archeologico “Giovanni Patroni” di Pula riapre le porte al pubblico in una veste completamente rinnovata e ampliata. La riapertura rappresenta un momento significativo per la comunità e per l’intero territorio, che ritrova un punto di riferimento per la valorizzazione del proprio patrimonio storico e archeologico.
L’edificio è stato ripensato dall’architetto Jari Franceschetto, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, e oggi offre un percorso espositivo che si estende su nove sale. Un salto rilevante rispetto alle due originarie, frutto di un progetto di ampliamento che guarda anche al futuro: il museo è infatti concepito come una realtà “in progress”, destinata a crescere ulteriormente grazie all’acquisizione di nuovi spazi adiacenti.
Alla guida della struttura è stata nominata Isabella Atzeni, mentre la gestione è affidata alla Fondazione Pula Cultura Diffusa. Le curatrici del progetto scientifico, Emanuela Atzeni e Chiara Pilo, hanno contribuito a delineare un percorso che unisce rigore storico e accessibilità divulgativa.
Il nuovo allestimento permette di esplorare le diverse fasi del passato di Pula e di Nora, la città antica da cui proviene gran parte dei reperti. Le sale sono organizzate per aree tematiche dedicate agli spazi pubblici, ai luoghi di culto e alla necropoli, ricostruendo in modo coerente la vita e l’evoluzione della colonia fenicio-punica e romana. Non mancano anche i più recenti ritrovamenti della campagna di scavi condotta a Nora, che trovano ora una collocazione stabile nelle teche del museo.


Tra i reperti esposti figurano le pitture murarie dell’edificio a est del Foro, un balsamario a forma di babbuino proveniente dalla necropoli fenicia, statuette votive rinvenute nell’ex area militare e monili emersi dalle tombe. Un laboratorio di restauro renderà inoltre possibile assistere dal vivo alle operazioni di recupero e conservazione dei materiali archeologici, avvicinando il pubblico al lavoro scientifico che sta dietro ogni esposizione.
Il museo potrà essere visitato gratuitamente fino al 4 aprile da scuole e residenti, in un’apertura che mira a rafforzare il legame con la comunità locale. Insieme al Parco Archeologico di Nora, alla Torre del Coltellazzo e alla Chiesetta di Sant’Efisio, il Museo Patroni completa oggi un sistema integrato di luoghi della memoria che raccontano la lunga storia del territorio di Pula.



































