Il MAB – Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” e il Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco si preparano ad accogliere, il 28 e 29 marzo, l’evento “Radici nella Storia”, inserito nella prima edizione del Festival di Archeologia Sulcitana, promosso e finanziato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna. Due giornate dedicate al dialogo tra ricerca, sperimentazione e innovazione tecnologica, dove il passato prenderà forma attraverso strumenti digitali e pratiche artigianali ricostruite.
Durante l’evento, il Museo Barreca si trasformerà in un laboratorio aperto di archeologia sperimentale e digitale, in cui il pubblico potrà osservare da vicino come si ricostruiscono tecniche, oggetti e ambienti del mondo antico, grazie al contributo di istituzioni scientifiche, musei e associazioni specializzate. L’obiettivo è favorire il confronto tra ricerca e divulgazione e condividere metodi innovativi per la valorizzazione del patrimonio.
Il programma si articolerà in due momenti principali. Sabato mattina, dalle ore 10:00, saranno presentati progetti e applicazioni digitali per la fruizione dei beni culturali. A partire dalle 15:00 di sabato e per tutta la giornata di domenica, gli spazi museali ospiteranno postazioni interattive e laboratoriali aperte al pubblico, con attività che permetteranno di sperimentare direttamente le tecniche dell’archeologia antica.
Archeologia digitale: il passato in 3D
La prima parte dell’evento sarà dedicata alla presentazione di progetti digitali che integrano tecnologie avanzate nella ricerca e nella comunicazione archeologica. Tra i relatori ci saranno Fabio Galeandro, direttore del Museo e Parco Archeologico di Egnazia, con un intervento sull’uso delle nuove tecnologie nei parchi archeologici; Ciro Cacciola, direttore della Fondazione C.I.V.E.S., che illustrerà l’esperienza del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano; e Ruggero Pintus del CRS4, che presenterà applicazioni di visual computing ai beni culturali.
Accanto a questi, diverse realtà italiane e sarde approfondiranno l’uso di ricostruzioni 3D, rilievi fotogrammetrici, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale e installazioni interattive come strumenti di conoscenza e accessibilità. Tra i progetti in mostra figurano le esperienze di Inoke srl, Megalith Interactive Studios, SMJ Tech, HQ Media e del Museo Barreca, impegnati nella creazione di ambienti virtuali e narrazioni digitali che restituiscono nuovi modi di esplorare il passato.
Archeologia sperimentale: il sapere delle mani
Nel pomeriggio e nella giornata di domenica, l’attenzione si sposterà sull’archeologia sperimentale, con dimostrazioni dal vivo, ricostruzioni di strumenti e laboratori a cui il pubblico potrà assistere e partecipare. Le attività coinvolgeranno gruppi di ricerca, associazioni e artigiani che ricreeranno le tecniche produttive del passato, dal lavoro della pietra alla fusione dei metalli, dalla ceramica alla panificazione.
Tra i protagonisti ci saranno Cannetum, con attività di arcieria sperimentale dal Paleolitico al Medioevo, e il gruppo LVDI SCAENICI, che proporrà esecuzioni musicali su strumenti antichi. I laboratori dell’Università di Sassari – LaPArS e RIPAM – presenteranno rispettivamente la scheggiatura della pietra e la cottura del pane in età nuragica, insieme al restauro di ceramiche secondo tecniche tradizionali.
L’archeologo Miluca mostrerà le fasi di lavorazione del vasaio antico, mentre l’associazione Sardinia Romana ricostruirà aspetti della vita civile e militare romana, tra monetazione, medicina e tecniche di navigazione. ARcheoart Lab e Manialia APS, gestore del Museo Labenur di Arzachena, approfondiranno invece la decorazione delle ceramiche preistoriche e la pittura con pigmenti naturali.
Un percorso immersivo nel tempo
L’iniziativa riunirà le principali istituzioni del territorio: dal Parco Archeologico di Sant’Antioco ai sistemi museali di Carbonia, Santadi e Villaperuccio, fino al Nuraghe Seruci, con l’intento di offrire un’esperienza diretta e sensoriale dell’antichità. I visitatori potranno esplorare le riproduzioni a grandezza reale, percepire odori, texture e colori dei materiali originali, ripercorrendo i gesti quotidiani di artigiani e costruttori del passato.
Gli spazi espositivi saranno aperti al pubblico sabato dalle 15:00 alle 19:00 e domenica dalle 10:00 alle 19:00. Due giornate in cui il museo si farà ponte tra la ricerca scientifica e la partecipazione attiva, restituendo alla comunità un modo nuovo di osservare e comprendere la storia.



































