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Siti archeologici: tutto il mondo è paese? In Oriente, le necropoli e i circoli megalitici assomigliano a quelli sardi

di Alba Marini
2 Luglio 2023
in Archeologia
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Dolmen a Hwasun, Corea del Sud. Foto AdobeStock | photo_HYANG

Dolmen a Hwasun, Corea del Sud. Foto AdobeStock | photo_HYANG

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Dolmen, menhir, cromlech. Sono solo alcuni dei monumenti preistorici costruiti dall’uomo generalmente nel periodo Neolitico e che rientrano nell’ampio gruppo dei monumenti megalitici. I megaliti sono costruzioni imponenti, realizzate con pietre sbozzate e non legate da alcun “collante”, come la calce o il cemento. I megaliti sono presenti in tutto il mondo, dall’Europa all’America latina fino all’Oriente, in Cina, Giappone e Corea. Si ipotizza che la loro funzione fosse religiosa, funeraria o commemorativa. Il più famoso megalito al mondo è sicuramente il sito di Stonehenge in Inghilterra, il più celebre cromlech costituito da grandi strutture in pietra poste in posizione circolare.

Il viaggio in cui vogliamo portarvi è quello che collega due mondi molto distanti, la Sardegna e l’Oriente, e non riguarda solo i megaliti, ma anche altre strutture protostoriche, i tumuli o altre sepolture come le Domus de Janas. In particolare vogliamo concentrarci sulla Corea e sul Giappone. Se l’ipotesi di una “cultura megalitica universale” è stata scartata dagli studiosi grazie ad approfondimenti, analisi e datazioni è innegabile come, in tutto il mondo, strutture come i dolmen e i menhir si assomiglino. L’isola sarda è ricca di monumenti megalitici, come le Tombe dei Giganti e persino i nuraghi, considerati però dalla maggior parte della comunità scientifica come evoluzioni più complesse delle costruzioni megalitiche originarie. Nel 2009 sono stati documentati in Sardegna 215 dolmen. I dolmen sono strutture costituite da due o più pietre verticali che sorreggono un lastrone orizzontale. Alcuni studiosi pensano che alcuni dolmen fossero in origine ricoperti, protetti e sostenuti da un tumulo. I tumuli sono monticelli di terra o pietre disposti sopra le tombe per formare una sorta di piccola collina. In Giappone, queste strutture preistoriche si chiamano Kofun e hanno ispirato un periodo storico successivo chiamato appunto “periodo Kofun”, il quale andò dal 250 al 538 d.C. e a cui risale il più grande – anche se decisamente più recente – megalito giapponese: il Kofun Ishibutai. Altro tumulo giapponese molto famoso è il tumulo di Tatetsuki, a Kurashiki (prefettura di Okayama), che si trova sulla cima di una bassa collina orientata verso la piana alluvionale di Yabe.

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Se ci spostiamo dal Giappone alla Corea, troveremo delle strutture megalitiche che assomigliano incredibilmente a quelle sarde. Un esempio celebre, sono i siti dolmenici di Gochang, Hwasun e Ganghwa, risalenti al I millennio a.C. Nel 2000 i siti vennero inclusi nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Si dice che la Corea contenga oltre il 40% di tutti i dolmen sparsi per il mondo, la maggior parte dei quali si trova proprio in questi 3 siti, all’interno dei confini della Corea del Sud. A Gochang si trovano dolmen grandi e variegati, noti come “dolmen Jungnim-ri”, caratterizzati dall’avere un orientamento da est a ovest e dall’essere posti tutti ai piedi di piccole colline. In questa area sono stati inventariati 442 dolmen, probabilmente databili al VII secolo a.C.

I dolmen del sito di Hwasun seguono il corso del fiume Jiseokgang, mentre quelli che si trovano sull’isola di Ganghwa sono probabilmente i più antichi, nonché quelli posti più in alto, in quanto si trovano sulle pendici dei monti.

I dolmen coreani sono simili ai dolmen presenti in Sardegna, come quello di Sa Coveccada a Mores, una sorta di gigante di trachite, visibile da lontano e dalla struttura “a casetta” perfettamente intatta.

Dolmen a Gochang, Corea del Sud. Foto AdobeStock | Keitma
Kofun Ishibutai, prefettura di Nara, Giappone. ? AdobeStock | soraneko
Kofun Ishibutai, prefettura di Nara, Giappone. ? AdobeStock | soraneko

Si stima che in Corea ci siano oltre 30mila siti dolmenici. I dolmen, infatti, sono la struttura megalitica più diffusa in tutta la regione dell’Estremo Oriente. La maggior parte dei megaliti coreani sono datati all’Età del Bronzo e, sostanzialmente, si dividono in tre tipologie: dolmen a forma di tavolo; dolmen con una base e dolmen senza alcuna pietra di sostegno. Delle strutture “a tavolo” molto particolari e affascinanti si trovano anche nel sopraccitato Giappone, nel sito di Kuboizumi Maruyama, un complesso che ospita ben 118 dolmen. Qui, le strutture megalitiche – se viste dall’alto – ricordano delle mastodontiche tartarughe.

Anche le Domus de Janas hanno i loro cugini orientali. Le Domus de Janas sono strutture sepolcrali che sono state capaci di ispirare innumerevoli leggende. Si tratta di splendidi esempi di sepoltura sotterranea della civiltà prenuragica, costituite da piccole celle scavate nella roccia. Una delle più famose necropoli di questo tipo si trova nel sito archeologico di Anghelu Ruju, nei pressi di Alghero. Davvero impressionante, in questo caso, la somiglianza tra le Domus de Janas con il sito funerario giapponese di Ishinuki-Nagino, a Tamana, nella prefettura di Kumamoto, dove le celle sono scavate nella roccia sul fianco della montagna con forme squadrate.

Di periodi diversi, con funzioni diverse, dall’altro capo del mondo: la cultura megalitica si è evoluta dall’alba dell’uomo, prendendo varie forme nel corso della storia e nelle varie regioni del mondo. Tutto il mondo è paese almeno per quanto riguarda la preistoria umana? Da certi punti di vista la risposta è assolutamente no. Non c’è alcuna prova del fatto che paesi tanto lontani possano essersi in qualche modo influenzati tra loro. Però, le somiglianze alimentano le domande e infittiscono le trame dei misteri del mondo. Perché in tutto il globo sono stati ritrovati i megaliti? Perché le sepolture avevano forme ricorrenti? Sono domande a cui ancora, in parte, non è stata data una risposta. La bellezza della nostra storia, d’altronde, sta anche negli anelli mancanti.

Tags: Corea del SudcromlechDolmenDomus de JanasGiapponemenhirSardegnaTombe dei Giganti
Alba Marini

Alba Marini

Copywriter e giornalista pubblicista, ama viaggiare con qualunque mezzo: gli aerei, le navi, la penna e la fantasia. Per lei la scrittura è una finestra sul mondo, capace di raccontare ogni cosa, anche ciò che non esiste.

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
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Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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