Regione storica della Sardegna centro-occidentale con cime montuose che raggiungono oltre 1000 metri di altezza: il Marghine è un’area dove natura e storia si intrecciano, grazie soprattutto all’elevata densità di siti archeologici che rendono unici i comuni che ne fanno parte. Tra questi, figura anche Borore (NU), custode al suo interno di numerose testimonianze di età prenuragica e nuragica, da imponenti steli fino ai dolmen e alle Tombe dei giganti come quella di Imbertighe, a poche centinaia di metri dall’abitato.
Definita nel 1901 dall’archeologo Giovanni Pinza “il prospetto del più bel sepolcro di giganti che si conosce in Sardegna”, la Tomba dei giganti di Imbertighe rappresenta un simbolo molto importante per Borore, al punto da campeggiare sullo stemma del paese con l’immagine di una stele decorata unica ad oggi rimasta in piedi assieme a 2 filari laterali di pietre. Prove superstiti a cui in origine si affiancava un prospetto illustrato successivamente per via scritta da Alberto La Marmora e Duncan Mackenzie, studiosi che fecero forse in tempo a vedere il sito quasi intatto e ne descrissero non solo le dimensioni, ma anche la struttura. Per una lunghezza totale di 11 metri e mezzo circa, pare infatti che la costruzione si componesse in passato di un vano funerario della lunghezza di 9 metri e un emiciclo con 3 file di pietre sovrapposte detto “esedra”, di cui attualmente rimane solo la parte più a ridosso della stele centinata.
Ancora adesso ben salda al terreno e sacra rappresentante del passaggio all’aldilà, la stele centinata costituisce l’elemento più caratteristico della Tomba dei giganti di Imbertighe, sia per le notevoli dimensioni calcolabili in circa 3 metri e mezzo di altezza, sia per la meticolosa lavorazione delle sue parti. Di forma quasi ellittica, anteriormente essa presenta infatti una cornice in rilievo in cui si sviluppano partendo dall’alto una lunetta separata con listello da una fascia mediana quadrangolare, che poi si interrompe lasciando spazio a una sezione aperta da un portello con angoli arrotondati. Girandole attorno e spostandosi nella parte posteriore, è invece possibile notare come non solo la superficie sia stata accuratamente spianata, ma anche rilevare la presenza di un certo grado di convessità a circa 2 metri e 80 di altezza.






Un ricco quadro nel quale rientra anche il territorio circostante, custode sia dell’omonimo nuraghe monotorre sito ad est e di cui ad ora rimangono solo alcuni filari, sia di altri caratteristici luoghi funerari come quello di Perda Longa ‘E Figu, a circa 2 chilometri da Borore. Segnalata sempre da La Marmora, la tomba conserva ancora il corridoio funerario rettangolare lungo più di 8 metri e delimitato lateralmente da lastroni, parte dell’esedra, nonché una stele centinata di notevoli dimensioni che a differenza di quella di Imbertighe è contornata fino a terra da una cornice e presenta una sezione trapezoidale sormontata da lunetta.
Ciononostante, le scoperte di La Marmora non si fermarono qui e arrivarono a metà ‘800 a coinvolgere pure la Tomba dei giganti di Santu Bainzu, a poco più di 2 chilometri dal centro abitato. Di forgia anche in questo caso pressoché ellittica, la sua attuale fisionomia consta di una stele centinata alta oltre 3 metri e larga circa 2, con un particolare segno centrale riconducile all’azione distruttiva di un fulmine per cui fu necessario un restauro negli anni ‘60. Se la suddivisione della superficie anteriore in 2 sezioni richiama quella della simile di Perda Longa ‘E Figu, appaiono evidenti anche alcune differenze sia nella forma trapezoidale della parte inferiore, sia soprattutto nella presenza del portello e 3 incavi emisferici detti “coppelle”, uno al di sopra dell’apertura stessa e gli altri invece nella zona superiore della stele. Completano infine il tutto parti superstiti dell’esedra e il corridoio funerario, conservatosi quasi completamente nella sua lunghezza.
La Tomba dei Giganti di Imbertighe si trova nel territorio di Borore, in provincia di Nuoro. Per informazioni su possibilità di visita ci si può rivolgere al Comune di Borore chiamando il numero 0785.790023 o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica [email protected].



































