Identità, tradizione e spirito comunitario si incontrano a Gairo sabato 7 febbraio 2026, quando il paese ogliastrino celebrerà Su Marti Perra, la giornata più attesa del suo carnevale. Un appuntamento che unisce mito, ritualità e partecipazione collettiva, dando vita a una festa che ogni anno coinvolge l’intera popolazione.
Secondo la leggenda, chi durante questa giornata si dedicava al lavoro nei campi veniva aggredito da Marti Perra, un enorme gatto simbolo della punizione per chi trascurava il dovere di unirsi ai festeggiamenti. Un racconto popolare che rifletteva una funzione sociale precisa: nessuno doveva restare escluso. Tutti, in modi diversi, erano chiamati a contribuire all’evento, accogliendo o sostenendo is maimulus, figure mascherate che percorrono le vie del paese accompagnate da un carretto con Santu Nanì, raccogliendo i doni offerti dai cittadini.
Un tempo, questa partecipazione collettiva rappresentava anche l’occasione per ricomporre piccoli contrasti e rinsaldare i legami tra gli abitanti, rafforzando lo spirito di appartenenza. Oggi lo stesso principio continua ad animare la manifestazione, organizzata grazie all’impegno congiunto dell’amministrazione comunale, delle associazioni locali, dei volontari e degli stessi paesani, che preparano i propri doni in attesa del passaggio delle maschere.
Il cuore della festa resta la rappresentazione della lotta tra il bene e il male, interpretata da Su Maimulu di Gairo, che insieme a s’Urtzu ballabeni inscena lo scontro simbolico fra uomo e natura, tra la vitalità del carnevale e la rigidità dell’inverno. A partire dalle 16, la sfilata percorrerà le vie del paese accogliendo numerose maschere tradizionali provenienti da diverse località della Sardegna: da sos Urthos e Buttudos di Fonni ai Mamutzones di Samugheo, da su Bundhu di Orani ai Tumbarinos di Gavoi, passando per sos Tintinnatos di Siniscola, Janas e Amaymonaus di Ilbono, s’Urtzu e su Pimpirimponi di Sadali, s’Intibidu di Ardauli, s’Urtzu e sa Mamulada di Seui, sa Vargia di Oniferi e is Scruzzonis di Siurgus Donigala.
La giornata si concluderà in piazza, dove a chiudere la festa saranno le sipulas (frittelle) per tutti, accompagnate dalla musica del gruppo Abacada e dai balli tradizionali del gruppo Dilliriana. Un modo conviviale per rinnovare, ancora una volta, la memoria collettiva di un rito che continua a unire Gairo attorno al suo antico simbolo carnevalesco.







































