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“Leonardo. L’ombra della congiura”: Il nuovo fumetto in ricordo del genio italiano

di Diego Bono
25 Agosto 2019
in Fumetti
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Cinquecento anni fa moriva uno dei personaggi più importanti, geniali, celebri della storia italiana: scienziato, pittore, anatomista, inventore, ingegnere, padre dell’Italia di oggi e figlio per eccellenza del Rinascimento, uomo di mondo ed eroe dell’intelletto, il suo nome è Leonardo Da Vinci.

Per celebrare la figura dell’eroe toscano il fumettista sassarese Antonio Lucchi, assieme allo sceneggiatore Giuseppe De Nardo, ha prestato le sue abili matite all’illustre casa Sergio Bonelli Editore (“Dylan Dog”, “Tex”, “Zagor”) per dare vita ad un fumetto storico coinvolgente e intrigante, che terrà incollati con il fiato sospeso i lettori di ogni età sino all’ultima pagina. Leonardo – l’ombra della congiura è una storia di intrighi e potere, uno spaccato dell’intricata situazione geopolitica dell’Italia quattrocentesca divisa tra signorie, corti e principati immersi in un costante conflitto che culmina con la famosa “congiura dei Pazzi” e la caduta di Giuliano de’ Medici. Lorenzo de’ Medici è ora intento a vendicare il fratello in ogni modo, scatenando una violenta repressione contro chiunque sia sospettato di aver congiurato contro la famiglia fiorentina. A farne le spese, però, è Jacopo, amico di Leonardo Da Vinci, perseguitato dalla follia del “Magnifico” e costretto ad abbandonare Firenze in favore del ducato di Milano in cerca di un porto sicuro, una serenità che però non arriverà mai, concludendosi, anni dopo, in una sanguinosa tragedia. Solamente il genio di Leonardo potrà far luce su questa intricata vicenda, comprendere i segreti nascosti dietro le mura delle corti rinascimentali e scoprire cosa c’è di vero e di falso nella vita di Jacopo, tra i navigli, le stranezze e le piazze del capoluogo lombardo.

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Per sciogliere i nodi e raccontare al meglio questo brillante thriller ho posto qualche domanda proprio all’illustratore, grafico, e fotografo sassarese Antonio Lucchi.

Ciao Antonio, che effetto ti ha fatto disegnare Leonardo, considerato il più grande genio di sempre e probabilmente il primo a studiare sistematicamente la proporzione dei corpi?
Quando la Bonelli mi chiese se fossi interessato a lavorare su questo progetto ne fui totalmente entusiasta; entusiasmo che durò il tempo di rendermi conto che stavo per mettere le mani su uno dei più grandi geni dell’umanità, lì subentrò l’ansia. Dici bene, Leonardo sezionava i cadaveri, mosso dalla sua incontenibile curiosità, allo scopo di carpire i più piccoli dettagli anatomici che gli permisero poi di regalarci i suoi meravigliosi disegni che tutt’oggi noi disegnatori studiamo.

C’è qualche opera in particolare del maestro che ami e che magari hai dovuto riprodurre per questo libro?
“La vergine delle rocce” è senz’altro la mia preferita. Per rispetto al maestro non ho ridisegnato le opere, ho lasciato che i lettori potessero godere degli originali, fatta eccezione per “L’ultima cena”, che, come tutti sappiamo non si è conservata bene. Ho dovuto restaurarla digitalmente recuperandone i dettagli e i colori da una copia molto fedele eseguita da un suo discepolo.

Cosa ti ha colpito della sceneggiatura di Giuseppe De Nardo? Dalla sinossi si intuisce che non si tratta di una semplice operazione biografica.
È esattamente questo che mi ha affascinato. Per la prima volta ho lavorato senza avere la sceneggiatura completa a disposizione, ho quindi scoperto mano a mano l’evolversi della storia e devo dire che sfruttare i talenti di Leonardo all’interno del genere thriller, quasi come fosse una puntata di CSI, l’ho trovata davvero un’intuizione intelligente

Ti sei occupato anche della colorazione. Che tipo di atmosfera avete voluto trasmettere con i colori? Mi sembra molto “pittorico” come lavoro.
Esattamente, l’idea è proprio quella di un fumetto dipinto ed è per questo particolare stile che sono stato scelto dalla Bonelli. A livello di colori ho cercato di rispettare la palette cromatica dei quadri di Leonardo. Alcune parti della storia invece, i flashback, ho pensato di realizzarli come fossero bozzetti a sanguigna su pergamena.

Antonio Lucchi

Che tipo di attività di ricerca e documentazione hai svolto per prepararti? Quali sono state le maggiori difficoltà?
Ho utilizzato molto il videogioco Assassin’s Creed con protagonista Ezio Auditore, lo sceneggiato Rai con Philippe Leroy e una valanga di altre fonti recuperate su internet, tra cui anche un salvifico documento sulla storia dell’ex refettorio di S. Maria a Milano. Le difficoltà maggiori sono state quelle di dare un viso al Leonardo giovane, in quanto la documentazione a riguardo è scarsa e successivamente ricostruire le città di Firenze e soprattutto Milano come erano all’epoca.

Quanto avete impiegato tra scrittura, disegno e stesura? È stato difficoltoso?
È stata dura perché il tempo era poco e non si tratta solo di disegnare ma anche di fare ricerca e di entrare in confidenza con la storia e i personaggi.

Sei autore anche de “L’inquisitore”, una passione, quindi, per i fumetti storici, ma hai in mente altri progetti di genere (e non)?
A me piace disegnare di tutto, sono partito con l’horror (mia grande passione) per poi affrontare il noir di Rusty Dogs, e lo slice of life di Davvero, prima di approdare allo storico con tinte horror/sovrannaturali di Adam Wild. Forse la mia dimensione preferita è proprio questa, l’avventura storica dove la componente fantastica però è ben presente. Ora, dopo la parentesi leonardesca, son già tornato a lavorare al seguito de L’inquisitore e vi assicuro che ne vedrete delle belle.

Tags: Antonio LucchifumettiGiuseppe De NardoLeonardo Da VinciSergio Bonelli
Diego Bono

Diego Bono

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
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  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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