Da edificio dimenticato a laboratorio di rigenerazione urbana. A Sassari, l’ex Hotel Turritania di Porta Sant’Antonio si prepara a riaprire come uno degli interventi simbolo della rinascita del centro storico. Dopo anni di incertezza, la struttura sta per completare un percorso che la trasformerà in un nuovo polo residenziale e sociale, punto di partenza per restituire vita al cuore antico della città.
Il destino del Turritania è stato al centro di dibattiti per decenni, tra ipotesi di demolizione e piani di recupero. L’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Mascia ha scelto di proseguire sulla strada tracciata dalla precedente giunta, rilanciando l’edificio nell’ottica di una continuità amministrativa “ragionata”. «Vogliamo chiudere i conti con partite aperte anche da trent’anni – ha spiegato il sindaco – e permettere a Sassari di fare dei passi in avanti, superando le discussioni che si trascinano da troppo tempo».
Oggi, i lavori di riqualificazione sono in fase di ultimazione. La seconda commissione consiliare di Palazzo Ducale, competente sul patrimonio comunale, ha effettuato un sopralluogo sul cantiere, accompagnata dal sindaco, dall’assessora al Patrimonio e alle Politiche della casa Patrizia Mercuri e dai tecnici del settore.
L’intervento e le nuove funzioni
L’appalto, del valore di circa 6 milioni di euro, è stato affidato all’impresa Mario Ticca srl nell’ambito del programma nazionale Pinqua (Programma Innovativo per la Qualità dell’Abitare). L’intervento, avviato nel dicembre 2022, sarà completato entro il 31 marzo 2026, rispettando i tempi previsti dal Pnrr, nonostante la proroga ministeriale al 30 giugno.
Nel settembre 2024, una variante ha definito nel dettaglio le nuove funzioni dei diversi piani dell’edificio. Gli ambienti al piano seminterrato, caratterizzati da volte a crociera, ospiteranno laboratori per bambini, adolescenti e persone anziane. Al piano terra rialzato, l’ex sala conferenze diventerà uno spazio dedicato ai più piccoli e ai servizi di supporto per le famiglie. Ai piani superiori, invece, sono previsti 18 appartamenti, di cui uno destinato al co-housing per anziani.
Parallelamente, l’amministrazione comunale sta predisponendo i bandi per l’assegnazione dei locali dedicati a servizi di welfare innovativo e per la pubblicazione dei risultati della commissione di collaudo, attesa entro metà aprile.
La “fascia grigia” e l’housing sociale
Un altro tassello del progetto riguarda l’assegnazione di 27 nuovi alloggi comunali destinati alla cosiddetta “fascia grigia”, quel segmento di popolazione con redditi troppo alti per l’edilizia popolare ma insufficienti per accedere al mercato privato. Molti di questi alloggi si trovano proprio all’interno dell’ex Turritania.
«Il lavoro fatto dagli uffici per individuare la fascia grigia, incrociando i parametri nazionali con il contesto locale, ha fatto centro», ha dichiarato l’assessora Mercuri. Le domande ricevute sono state 97, di cui 70 ritenute ammissibili. L’assessora Mercuri ha sottolineato come «le persone inizino a comprendere meglio cosa significhi housing sociale e quale disegno stia dietro questa iniziativa», aggiungendo che «il lavoro di animazione, tra incontri pubblici e attività di sportello, ha fatto sì che questo processo fosse accolto con partecipazione dalla cittadinanza».







La città che si riappropria del suo centro
Anche il presidente della commissione, Antonio Paoni, ha rimarcato il valore simbolico dell’intervento: «Gli sforzi condotti sin qui per rianimare il centro stanno funzionando, e questo ci deve stimolare ad andare avanti con la restituzione della città storica alla comunità».
Il recupero dell’ex Turritania si colloca così all’interno di una strategia più ampia di rigenerazione, che mira a rendere nuovamente abitato e vivibile il centro storico di Sassari. «Perché il centro sia davvero vivo – ha detto Paoni – è necessario che torni ad essere abitato».
Un cambio di passo che segna il passaggio da un edificio in disuso a un luogo aperto, abitato e integrato nel tessuto urbano, simbolo concreto di una città che prova a ripensare sé stessa a partire dalle sue radici.



































