La commissione Ambiente del Comune di Sassari ha approvato il nuovo Regolamento di gestione dei rifiuti urbani, un testo che dovrà ora essere esaminato dall’aula consiliare dopo il passaggio in giunta e l’ok dell’organismo presieduto da Walter Pani. La revisione, curata dai tecnici del settore con delega al vicesindaco Pierluigi Salis, mira a mettere ordine su alcuni aspetti risultati più complessi nell’ultimo anno, segnato dall’estensione del sistema di raccolta porta a porta a diversi quartieri della città.
Le novità per condomini e utenze collettive
Se i primi articoli del regolamento riclassificano i rifiuti urbani e fissano le disposizioni di natura generale, le novità più significative si concentrano nel terzo titolo. Da un lato viene ratificata la scelta di riunire plastica e barattolame anche nel porta a porta, così come avviene nella raccolta stradale. Dall’altro, la norma punta dritto verso il porta a porta integrale per le utenze collettive, vero obiettivo dell’amministrazione Mascia in vista del prossimo appalto.
«Si è cercato di risolvere alcuni problemi dettati dal porta a porta nelle utenze collettive, come i centri commerciali o i condomini con più di 10 utenze», ha spiegato Salis alla commissione. La soluzione passa per l’individuazione di aree private da dedicare al ricovero delle attrezzature e per l’autorizzazione del condominio all’accesso degli operatori incaricati del ritiro e degli agenti della polizia locale, competenti per la verifica della corretta differenziazione e l’applicazione di eventuali penali.
Suolo pubblico per i “gabbiotti” e nuova procedura sanzionatoria
Laddove siano assenti spazi privati idonei, i condomini di grandi dimensioni potranno richiedere l’utilizzo gratuito del suolo pubblico per realizzare dei gabbiotti dove riporre i mastelli, secondo standard di uniformità che garantiscano omogeneità estetica, funzionale e di decoro urbano. Introdotta anche una misura che dilata i tempi e le modalità che portano a una sanzione: d’ora in poi la procedura prevede un preavviso di non conformità e 72 ore di tempo per risolvere il problema rilevato dagli operatori.
Se il problema dovesse persistere, il Comune potrà esercitare il potere sostitutivo, assicurare le migliori condizioni igienico-sanitarie e applicare all’utenza i costi sostenuti. «Costruiamo un sistema di raccolta adeguato alle esigenze rappresentate dalle cittadine e dai cittadini, ma anche da chi è titolare di utenze non domestiche», commenta il sindaco Giuseppe Mascia. L’obiettivo è non fare del porta a porta un dogma, ma un modello che funzioni grazie alle dovute eccezioni e ai correttivi necessari tra quartieri così diversi per abitazioni, urbanistica e mobilità.

































