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Pina Monne: seicento murales per ricordare chi siamo

La pittrice sarda che ha trasformato le pareti dei paesi in opere d'arte che celebrano la storia e le tradizioni dell'isola

di Helel Fiori
25 Febbraio 2020
in Arte, People
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
1.2k 13
Pina Monne

Pina Monne

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La conoscenza di un popolo passa sempre attraverso la scoperta dei tratti che lo contraddistinguono: ascoltarne i canti, cimentarsi nei balli, gustarne la cucina e meravigliarsi davanti all’artigianato. Ma queste ormai sono attività che si vivono nelle feste di paese, nelle sagre, incontri una tantum in cui si viene bombardati di informazioni che sconfinano nel folklore talvolta estremizzato.

Uno dei modi migliori per comprendere un popolo è invece osservare cosa quel popolo decida di ricordare: ciò che una società decide di rivendicare di sé è quello che si sedimenterà nelle generazioni ed è quello che gli estranei conosceranno. E dato che ormai le vite stanno diventando globalmente standardizzate, è normale che per catturare i tratti caratteristici di una società si decida di affidarsi a un accorto occhio esterno: l’occhio di un artista.

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È quello che succede da anni in Sardegna attraverso il muralismo: chi non conosce i murales di Orgosolo? C’è però una realtà composita all’interno di questo movimento (perché di movimento si tratta) che offre parecchi spunti di riflessione: oltre quindi all’Associazione Skizzo di San Gavino Monreale che segnaliamo per le stupefacenti opere di street art di chiave moderna, e alla già citata Orgosolo coi suoi murales allegorici di protesta e rivendicazione politica dell’identità sarda e dell’antifascismo, una delle correnti degna di nota è sicuramente quella in cui figura Pina Monne.

Nata a Irgoli ma residente a Tinnura, si è da sempre distinta per la sua attività pittorica e di ceramista, finché nel Duemila vince il concorso comunale per la realizzazione di cinque murales e riconosce nel muralismo una nuova strada da intraprendere. Da allora è stata ingaggiata da più di 80 comuni e conta all’attivo circa 600 opere realiste che ritraggono attività umane quotidiane tramite una pittura luminosa, morbida, rassicurante.

Molto spesso attinge da materiale fotografico d’epoca tratto dagli archivi storici comunali, altre volte sceglie di rappresentare personaggi che l’hanno colpita durante il periodo dei lavori (per esempio una ragazza di Oniferi, la cui fierezza resta immortalata nel murales della giovane a cavallo nella piazza parrocchiale); ci potrà capitare di ammirare giovani ragazze che indossano l’abito tradizionale o di passeggiare accanto a uomini che pigiano l’uva, osservare donne intente nella nobile arte del fare il pane, fino a perderci nel giallo vivido di un campo di grano o di un’ape gigantesca che sugge il nettare da un fiore.

Tinnura, Suni, Flussio, Thiesi, Siligo, Abbasanta, sono solo alcuni dei tanti paesi dove si può godere della sua opera, notabile non solo per lo stile verista utilizzato ma anche per la capacità di fondersi con l’ambiente circostante (aspetto che la accomuna ad Angelo Pilloni, artista di San Sperate – altro centro da visitare – che come lei da vent’anni investe energie per portare sprazzi di bellezza nel tessuto urbano): “Il nostro muralismo tende a sottolineare le identità dei luoghi cercando di rivalutare e valorizzare pareti dimenticate in angoli degradati; passando al vaglio della sovraintendenza e della tutela al paesaggio si garantisce la non imbrattatura dei muri e il massimo rispetto del luogo: se io mi dovessi trovare in un paese dove predomina il basalto cercherò di incastonare l’opera senza alterare l’architettura del luogo, ecco perché è importante uno studio approfondito, per cercare di rendere perfetta la risoluzione del progetto sulla parete” ci spiega Pina.

E la ricerca dà ottimi risultati: la sua mano infatti è ampiamente apprezzata da enti e associazioni tanto da richiederla anche per la “semplice” manutenzione, aspetto fondamentale per evitare il degrado delle opere, che come nel caso del grande “mietitore” di Semestene alto 12m realizzato nel 2004, se protetti dalle aggressioni metereologiche possono lasciare a bocca aperta anche a distanza di anni. La cura e i fondi destinati sono però ancora insufficienti e si spera che in futuro sempre più amministrazioni agiranno in controtendenza, giacché “il muralismo è un perno importante per il richiamo del turista che arriva in Sardegna, che scopre il murales come fonte di informazioni sulla storia e tradizioni del luogo” sottolinea Pina.

Un murales di Pina Monne
Pina Monne

Ma la sfortunata necessità di salvaguardia si è rivelata una buona occasione per affiancare la sua attività di ceramista a quella dei murales, portandola a comporre grandi mosaici di piastrelle bianche smaltati in sede di applicazione (tecnica molto diffusa in Sicilia) che appunto resistono agli agenti atmosferici e che portano il muralismo a un nuovo livello, con l’inserimento di elementi tridimensionali generalmente legati al mondo femminile. Grande onore allora deve essere stato per Pina Monne ricevere nel dicembre 2019 il premio Fèminas di Coldiretti per la categoria arte, destinato alle donne sarde che hanno contribuito con la loro opera ad aggiungere valore qualitativo e d’immagine alla Sardegna.

L’essere un’esperta muralista inoltre l’ha portata in giro per il mondo, addirittura a Betlemme ad affinare la tecnica degli studenti palestinesi della scuola d’arte. Esperienza che l’ha emozionata e che ha dato il via a una serie di scambi artistici internazionali e della quale parla con orgoglio.

Per avere ulteriori informazioni ed approfondire la conoscenza di questa interessante artista, si rimanda alla pagina ufficiale Facebook @pinamonne dove pubblica spesso foto dei murales completi e delle diverse fasi di lavorazione, ma soprattutto si consiglia un vero e proprio viaggio alla scoperta delle opere e, perché no, delle nostre radici culturali.

Tags: artemuralesmuralismoPina Monne
Helel Fiori

Helel Fiori

Chi nasce tondo non muore quadrato. È così che si dice. La propria natura è la propria natura. Fortuna allora è avere una natura stabilmente instabile che non ci limiti, che ci apra ogni strada.

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