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Paola Cassano: “Le Sognatrici”, i grandi sogni delle donne vivono grazie a un brand di successo

di Nike Gagliardi
5 Aprile 2021
in Arte, People
🕓 6 MINUTI DI LETTURA
66 0
Paola Cassano. ? Domenico Rizzo

Paola Cassano. ? Domenico Rizzo

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Adornano la tazza da cui beviamo il caffè che ci dà la carica la mattina e, quando la loro effigie ammicca dalla copertina di un quaderno, divengono silenziose custodi dei nostri scritti; ci accompagnano durante una passeggiata al mare o quando ci rechiamo a un appuntamento galante, manifestandosi attraverso l’immagine stampata sulla nostra maglietta. Hanno tratti stilizzati, bocca a cuore, e gli occhi chiusi di chi è assorto in un momento di serena e fiduciosa introspezione. Sono Le Sognatrici, le protagoniste del progetto artistico della designer sarda Paola Cassano: una galleria di ritratti dedicata a quelle donne che nella vita hanno lottato strenuamente perché i loro sogni si traducessero in realtà. E non importa che si tratti di personaggi realmente esistiti o delle eroine di capolavori del cinema o della letteratura: le loro fattezze, rivisitate attraverso un minuzioso lavoro grafico, animano un brand di successo che comprende T-shirt, tazze, taccuini e cartoleria.

Con un punto vendita specializzato a Sassari e continue novità ad animare i frequentatissimi profili social della linea, non c’è da stupirsi se per molte donne possedere una Sognatrice costituisca qualcosa di più che un semplice trend: rappresenta un monito silenzioso ad avere fiducia in se stesse, a tirar fuori da polverosi cassetti i propri progetti e presentarli al mondo. “È tempo di indossare i tuoi sogni” è il claim ideato per la linea di articoli e non a caso: “Mai come oggi” ci spiega Paola Cassano “siamo state così consapevoli delle nostre potenzialità. È questo il momento di realizzare i nostri sogni traendo energia dalle reciproche esperienze. Nel farlo, diverremo uno stimolo per le persone che ci circondano, aiuteremo anche i loro sogni a sbocciare.”

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E non si tratta solo di parole se, esclusivamente grazie alle proprie forze, la designer è riuscita, partendo dalla semplice vetrina di una pagina Facebook, a definire sia esteticamente che concettualmente un marchio dalle caratteristiche vincenti.

Abbiamo chiesto a Paola di raccontarci chi sono Le Sognatrici e qual è il loro segreto.

Come sono nate Le Sognatrici?
Sin da quando frequentavo l’Accademia di Belle Arti, avevo ideato una linea di gioielli artigianali, da me realizzati e dipinti a mano, che avevano riscosso un immediato successo. Un progetto a cui lavorai anche durante e dopo gli studi per diventare web designer, affiancando le due attività. Chiamai la collezione Néula, che in sardo gallurese significa “nuvola”, perché le nubi sono entità in viaggio, in continuo mutamento, e anche nella mia vita c’erano stati percorsi creativi differenti tra loro: la fascinazione per la musica, per la pittura, per la tecnica grafica.

Le prime Sognatrici sono nate sotto forma di gioiello mentre lavoravo su una nuova collezione; nel dipingere delle pietre dure, tracciai istintivamente quei pochi segni che ne avrebbero identificato il volto: gli occhi chiusi, le lunghe ciglia abbassate, la bocca a cuore. Anche il nome venne di getto, senza un disegno razionale. Ero sempre stata affascinata tanto dall’universo femminile che dalla capacità tutta umana di dar corpo al proprio immaginario grazie alla creatività e pensai che sarebbe stato bello raccontare i grandi sogni delle donne.

  • Paola Cassano. ? Domenico Rizzo
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Molte Sognatrici indossano l’abito tradizionale sardo: qual è la ragione di questa scelta?
Attraverso il lavoro sui gioielli, avevo cercato di raccontare il rapporto tra le donne e la loro terra, dedicando una linea alle native giapponesi, indiane, americane. A un certo punto mi resi conto di aver raccontato tante native diverse ma non quelle sarde. Così, quasi per gioco, realizzai l’illustrazione dell’abito del mio paese, Sorso. Quando pubblicai le prime prove di stampa su T-shirt piacquero moltissimo e, immediatamente, mi venne chiesto di riprodurre i costumi tipici di molte altre località isolane.

Gli abiti che ho scelto di illustrare sono però soltanto dodici: ho lavorato esclusivamente su costumi non ricostruiti, in passato realmente indossati dalle donne che li hanno tramandati alle generazioni successive e che li custodiscono gelosamente, donne che mi hanno aperto le loro case e i loro cassetti profumati affinché potessi studiarli.

Inoltre, ho sempre desiderato che la mia appartenenza a questa terra si palesasse attraverso ciò che produco. Non ho mai vissuto i confini della Sardegna come privazione: al contrario, li ho sempre considerati una porta verso infiniti mondi da raggiungere. Sarà che, come scrissi in una canzone del 2008, Il sognatore, l’uomo è capace di essere felice anche nella sua piccola parte di mondo perché la sua immaginazione non conosce limiti: così è sempre stato anche per me. Nel parallelo progetto pittorico che porto avanti il soggetto principale sono i cieli, quel blu che sin da bambina ho avuto la fortuna di ammirare: se fossi nata in un altro luogo non avrei potuto utilizzare gli stessi colori. Analogamente, ciò che faccio, che elaboro, che sogno sarebbe profondamente diverso se non fossi cresciuta qui.

La produzione “etica” degli articoli è per voi molto importante. Ci puoi raccontare qualcosa in proposito?
Per la realizzazione delle magliette abbiamo cercato un’azienda che certificasse tanto l’assenza di sfruttamento del lavoro quanto l’utilizzo di cotone biologico. Finalmente l’abbiamo trovata e per noi è un grande orgoglio: la T-Shirt presentata a ottobre e già disponibile nel nostro dream store vanta queste caratteristiche. Seguiamo una filosofia ben precisa e vogliamo che si rifletta sulla qualità dei prodotti che offriamo. Per esempio, abbiamo scelto di non delocalizzare il lavoro: i nostri segnalibri e i nostri quaderni vengono stampati su carta riciclata a Sassari, così come le tazze e le magliette. Arrivare a una produzione etica di tutti i nostri articoli rappresenta per noi un obiettivo essenziale.

Qual è il messaggio affidato a Le Sognatrici?
Il messaggio che vogliamo comunicare, attraverso le illustrazioni e le parole che utilizziamo sui nostri social, e in cui sia io che tutte le persone che lavorano con me credono fermamente, è che le donne possono e devono aver fiducia in se stesse.
Noi amiamo dire che Le Sognatrici realizzano i loro sogni e contemporaneamente quelli delle altre donne: ogni traguardo che raggiungiamo rappresenta infatti un incoraggiamento anche per coloro che ci circondano. Per esempio, alcune persone che hanno seguito il progetto sin dall’origine mi hanno rivelato che l’apertura del nostro dream store è stata una piccola gioia anche per loro, come se assistere al successo di una persona che ha iniziato partendo solo dalle proprie forze significhi che anche il loro sogno può essere realizzato, basta deciderlo.

Tags: designdonneLe SognatriciPaola Cassanosogni
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