Sarà inaugurata giovedì 23 aprile 2026 alle ore 16 al Centro Comunale d’Arte “Il Ghetto” di Cagliari la mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso… Le stragi nazifasciste nella guerra di Liberazione 1943-1945”, alla presenza del curatore, il Procuratore generale militare Marco De Paolis. L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà visitabile dal 24 aprile al 12 luglio, dal martedì alla domenica, nelle fasce orarie 10-13 e 17-20.
Promossa dallo Stato Maggiore della Difesa e dalla Procura Generale Militare presso la Corte Militare di Appello, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra ha visto un ruolo determinante del Comune di Cagliari, che ha contribuito in maniera significativa alla sua organizzazione. Il progetto nasce con l’obiettivo di riportare all’attenzione pubblica una delle pagine più complesse e dolorose della storia italiana, attraverso un percorso costruito con fotografie, documenti, videofilmati e testimonianze.
Curata da De Paolis con il supporto di un comitato scientifico da lui presieduto, che include la storica Isabella Insolvibile e la consulenza di Paolo Pezzino, già presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, l’esposizione propone una narrazione che intreccia storia e giustizia. Al centro vi è il lungo processo che ha condotto alla costruzione della Repubblica, segnato dal sacrificio di migliaia di civili e militari italiani dopo l’8 settembre 1943.
La mostra insiste in particolare sul ruolo della giustizia militare, raccontando i procedimenti penali celebrati dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Il titolo stesso richiama e ribalta l’espressione utilizzata nel 1960 per giustificare l’occultamento di centinaia di fascicoli sulle stragi nazifasciste, sottolineando la necessità di contrastare l’oblio e trasformare la storia in memoria condivisa.
Un passaggio decisivo in questa ricostruzione è rappresentato dal ritrovamento nel 1994 del cosiddetto “armadio della vergogna”, contenente 695 fascicoli giudiziari nascosti. Da quel momento prese avvio, grazie all’azione di De Paolis, una nuova stagione processuale sviluppatasi tra il 2002 e il 2013, che ha portato a giudizio diversi responsabili tedeschi di crimini di guerra, consentendo, seppur a distanza di decenni, di affermare responsabilità e verità su numerosi eccidi.
I numeri restituiscono la dimensione del fenomeno: circa 70 mila militari italiani uccisi in Europa, oltre mille in Italia, 650 mila deportati tra gli internati militari e 24.409 vittime civili in 5872 episodi lungo la penisola. Si tratta di una realtà ancora poco conosciuta nella sua ampiezza e nelle sue implicazioni, che la mostra affronta anche attraverso il punto di vista di chi ha perseguito questi crimini in sede giudiziaria.
Il percorso espositivo si sviluppa in più sezioni tematiche. La prima è dedicata ai crimini di guerra contro i militari italiani, sia in patria sia all’estero, includendo anche le violenze sui civili stranieri, come nel caso della strage di Domenikon in Grecia. La seconda sezione, articolata geograficamente dal Sud al Nord, documenta le stragi contro la popolazione civile in Italia, grazie anche al contributo dell’Atlante delle stragi nazifasciste realizzato dall’Istituto Ferruccio Parri con l’ANPI.
Un ulteriore spazio è riservato al tema delle deportazioni, con materiali dedicati agli internamenti nei лагер del Terzo Reich e al lavoro coatto, arricchiti da mappe interattive e contenuti multimediali. La narrazione si conclude con un approfondimento sui processi celebrati nei tribunali militari italiani tra il 1949 e il 2013, dai procedimenti degli Alleati fino alle più recenti indagini sulle grandi stragi come Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Civitella Val di Chiana e Fucecchio.
A completare l’esperienza, uno spazio dedicato ai docufilm consente di approfondire ulteriormente i temi trattati, tra cui “Lo stato di eccezione”, realizzato dalla Cineteca di Bologna e girato durante il processo per la strage di Marzabotto presso il Tribunale Militare di La Spezia.






































