Prosegue ad Alghero il percorso culturale “Scomposte – Storie di donne che non stanno al loro posto”, promosso dalla Società Umanitaria, che fino all’8 marzo propone un itinerario fatto di cinema, incontri e spettacoli dedicati alle molteplici forme di trasformazione che attraversano la vita delle donne. Dopo aver esplorato i temi della discriminazione e della rappresentazione, il mese di febbraio concentra l’attenzione sull’educazione delle ragazze e sul rapporto con il corpo.
Il progetto invita a riflettere su ciò che accade prima delle forme più esplicite di violenza: i modelli educativi, le regole implicite e gli sguardi che determinano come le giovani donne imparano a stare nel mondo e a percepirsi. È in questo spazio simbolico che corpo e identità vengono formati, ma anche dove può nascere la possibilità di liberarsi da immagini imposte per costruirne di nuove, autonome e consapevoli.
Il primo appuntamento è in programma mercoledì 18 febbraio alle 21:00 al Teatro Civico “Gavì Ballero”, con “Orazio Live. Più cose in cielo e in terra”, versione dal vivo del podcast quotidiano de Il Post condotto da Matteo Caccia, con l’accompagnamento musicale di Giulia Bertasi alla fisarmonica (produzione Mismaonda). Lo spettacolo trasforma l’ascolto in un’esperienza condivisa, dove voce, musica e racconto si intrecciano. All’interno di “Scomposte”, “Orazio Live” diventa uno strumento per interrogare il rapporto tra informazione, immaginario collettivo e percezione dei corpi.
Il secondo incontro, sabato 21 febbraio alle 19:00 nella Sala Conferenze de Lo Quarter, propone la proiezione del film “Girl Girl Girl” della regista finlandese Alli Haapasalo. La pellicola segue tre adolescenti alle prese con desideri, aspettative e ricerca di sé, nella complessità dell’età in cui si impara a tracciare i propri confini e a essere viste per ciò che si è.
Con una doppia proposta che unisce narrazione dal vivo e cinema d’autrice, il programma di febbraio fa di “Scomposte” un osservatorio sul modo in cui si forma lo sguardo sulle ragazze e sui loro corpi. L’ingresso è libero e gratuito.






































