Certe attività partono da lontano e hanno radici profonde, che si trasmettono di generazione in generazione. Questa è la storia della famiglia Caratzu e del loro “Agricampeggio Elighes Uttiosos”, che prende il nome dall’omonima sorgente, ed è situato tra le cime del Montiferru, a quasi 900 metri sul livello del mare, in località Bia Josso, a Santu Lussurgiu, in provincia di Oristano.

Fu il nonno Antonangelo a scegliere questo nome e a lasciare in eredità queste terre, e l’amore per esse, al figlio Nanni che decise, a partire dal 2007, di dare vita, insieme al resto della sua famiglia, a questo agriturismo.

Nel 2015 l’agriturismo viene ampliato diventando un agricampeggio. L’attività è a conduzione familiare e ogni membro della famiglia ha un compito preciso. Il padre Nanni e i suoi due figli maschi, Daniele e Salvatore, si occupano dell’allevamento da cui si ottengono i prodotti utilizzati per la cucina, in particolare la pregiata carne del bue rosso, essendo l’azienda agricola socia del relativo consorzio, ma anche maialetti arrosto, salumi e il casizolu, il formaggio di Santu Lussurgiu ricavato dal latte delle mucche. Questi sono i piatti tipici del ristorante dell’agriturismo, gestito dalla figlia Angela con l’aiuto della madre Maria Lucia e dell’altra sorella Marilena, quando torna da Milano, e che funziona tutto l’anno essendo frequentato in prevalenza dai sardi per compleanni e pranzi della domenica.

Separato dell’agriturismo c’è il campeggio, dotato di bagni, lavandini esterni per lavare piatti e indumenti e di un’area picnic con tavoli in pietra e un barbecue, tutto all’ombra dei lecci. Il resto dell’area è libero, gli ospiti possono alloggiare con tende o camper di loro proprietà, e anche accedere al servizio di mezza pensione offerto dall’agriturismo, con colazione e cena. Si tratta soprattutto di amanti della natura, molti stranieri, tedeschi, francesi, belgi, ma anche italiani provenienti dal resto della penisola, che finiscono per instaurare con i proprietari un rapporto di amicizia.

Il relax e il divertimento sono assicurati. I bambini possono giocare liberamente e visitare gli animali. Gli adulti invece possono fare passeggiate e dedicarsi al trekking, da lì si sviluppano infatti tanti percorsi che conducono alla sorgente di Elighes Uttiosos, alle cascate di Bia Josso e di Sos Molinos, a diverse cime e al Belvedere che affaccia sulla costa del Sinis e sulla Marina di Bosa. Con l’auto è anche possibile raggiungere in breve tempo delle spiagge incantevoli come quelle di Santa Caterina di Pittinuri e S’Archittu. Oltre ai paesaggi naturali, non mancano poi i siti di interesse storico e culturale, come il centro storico di Santu Lussurgiu, dove è presente il Museo della tecnologia contadina.

Nemmeno il coronavirus ha scoraggiato i turisti dal recarsi in questo angolo di paradiso. La stagione estiva, pur essendo iniziata con un leggero ritardo, anche quest’anno si sta rivelando un successo, con numeri che fanno registrare quasi il tutto esaurito. Ma il campeggio resterà aperto fino ad ottobre, quindi c’è ancora tempo per le prenotazioni chiamando il numero fisso 0783 550 361, o con messaggi Whatsapp al numero 320 174 1068, oppure dal sito internet, cliccando il bottone “prenota”.

Non è semplicissimo raggiungere il posto ma, anche se lentamente, si può arrivare con qualsiasi mezzo, seguendo le indicazioni dei gestori che suggeriscono la Strada Provinciale n. 6 che collega Santu Lussurgiu a Bonarcado. Viene invece sconsigliato il percorso segnalato da Google Maps che suggerisce la strada che sale da Santa Caterina di Pittinuri, ma che in realtà non è assolutamente percorribile e presenta difficoltà.

In ogni caso ne vale assolutamente la pena, solo dando un’occhiata al sito internet dell’agricampeggio, o alla pagina Facebook, non si può non restare incantati da quei luoghi incontaminati, impreziositi dall’ospitalità della famiglia Caratzu, capace di far sentire i clienti come a casa. È infatti l’idea che le cose belle vadano condivise che ispira i proprietari, ed è questa la filosofia che cercano di trasmettere. Chi capita da quelle parti riscopre i valori della famiglia, l’amore per gli animali, le tradizioni, i sapori e i profumi della vita di campagna, e va via con un bagaglio, soprattutto umano, ancora più ricco.