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Giornata Mondiale della Pasta: dai culurgionis ogliastrini ai malloreddus campidanesi, i primi piatti della tradizione sarda

Scopriamo insieme perché è stata istituita una giornata in cui celebrare questo alimento simbolo della dieta mediterranea, apprezzato in tutto il mondo, e la grande varietà di paste tipiche dell'Isola

di Raffaella Piras
25 Ottobre 2023
in Folklore & Tradizioni, Food
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
68 1
Culurgiones. ? Depositphotos

Culurgiones. ? Depositphotos

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Dall’Italia al resto d’Europa fino all’America, esiste soltanto un primo piatto in grado di mettere d’accordo tutti e soddisfare ogni tipo di palato, dal più semplice al più raffinato: la pasta. E alla protagonista indiscussa delle tavole un po’ di tutto il mondo non poteva non essere dedicata una giornata in cui poterla celebrare come merita. Oggi, 25 ottobre, ricorre infatti il “World Past Day”, la Giornata Mondiale della Pasta.

Istituita nel 1995 dall’Unione Italiana Food e dall’International Pasta Organization (IPO), questa ricorrenza ha lo scopo di sensibilizzare le persone all’adozione di uno stile di vita sano, nel quale rientra anche la dieta mediterranea, iscritta dal 2010 nella prestigiosa lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO e di cui la pasta è uno degli alimenti simbolo. La pasta, infatti, non rappresenta solo una delle eccellenze del Made in Italy, ma la sua diffusione è approvata dai nutrizionisti di tutto il mondo, dal momento che dà un apporto fondamentale ad un’alimentazione equilibrata. La Coldiretti la annovera come cibo sostenibile, stimando che nelle tavole di tutto il globo ne vengano ormai serviti 78 milioni di porzioni.

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Anche in Sardegna questo primo piatto rappresenta un’eccellenza culinaria. L’Isola è stata un importante centro di produzione ed esportazione di pasta secca di semola di grano duro già dal periodo giudicale e vanta una grande varietà di paste tradizionali, molte delle quali risalenti a una cucina pastorale e contadina.

Uno dei tipi di pasta più diffusi sono i malloreddus, gli gnocchetti sardi molto apprezzati anche dai turisti e spesso serviti in occasione di feste e ricorrenze. Vengono preparati con farina di semola e acqua. L’impasto viene schiacciato col pollice sul fondo di un cesto di vimini creando così piccole conchiglie rigate. La ricetta più conosciuta è quella dei malloreddus alla campidanese, conditi con sugo di pomodoro arricchito con salsiccia e una spolverata di pecorino.

I culurgionis, tipici soprattutto dell’Ogliastra, rappresentano un altro dei primi piatti caratteristici dell’Isola. Nati come piatto povero, la loro lavorazione è molto minuziosa, avendo una forma che ricorda il raviolo ma più allungata, simile ad una spiga di cereale. Il ripieno varia da paese a paese e, soprattutto in passato, dipendeva dalle disponibilità agroalimentari del territorio. La ricetta ogliastrina include una farcitura di patate, pecorino e menta condita con sugo di pomodoro e basilico. Oggi i culurgionis sono riconosciuti come prodotto IGP.

La fregùla è una pasta di piccole dimensioni presente nella cucina sarda fin dal Medioevo. Si tratta di piccole palline preparate con farina di semola di grano duro e acqua, ottenute lavorando l’impasto con movimenti lenti e circolari e, infine, tostate. Possono essere condite con salsiccia, ragù o agnello, ma anche con pomodoro e pecorino, tuttavia, l’abbinamento più gustoso e conosciuto a livello nazionale è quello con le arselle.

I maccarones de busa, tipici della Sardegna centrale e del Logudoro – dove vengono denominati maccarones a ferrittu, dal ferretto usato per lavorare a maglia -, sono una tipologia di pasta a forma di piccoli bucatini preparata a mano con semola di grano duro, sale e acqua. La cottura e i condimenti sono vari. I maccarones possono infatti essere cotti in brodo di pecora e conditi con un formaggio fresco acidulo, oppure con ragù di cinghiale, maialetto, gallina, agnello, vitello o lepre e pecorino grattugiato.

Gnocchetti sardi. ? Depositphotos
Culurgiones. ? Depositphotos
Malloreddus. ? Depositphotos
Lorighittas. ? Depositphotos
Fregola. ? Depositphotos

Originarie del paese di Morgongiori, in provincia di Oristano, dove nella prima metà di agosto le viene dedicata una sagra, sono invece le lorighittas. Il nome deriva dal sardo lòriga, che significa orecchino, anello, ciambella, e infatti si tratta di una pasta che ha la forma di un anello intrecciato. L’impasto, composto da farina di semola e acqua, viene lavorato a mano ottenendo così dei fili di pasta da attorcigliare a due a due tra le dita in modo da ricavare una treccina con cui creare piccoli anelli. Il condimento tipico delle lorighittas è col sugo di galletto ruspante o di maiale.

Le alisanzas sono una pasta caratteristica di Bosa che ricorda le ben più note tagliatelle. Si tratta di un primo piatto realizzato a mano con un impasto di semola di grano duro, acqua e strutto che viene poi steso con un mattarello e tagliato con l’utilizzo di una rotella dentata, in modo da creare strisce irregolari. Generalmente vengono condite con il ghisadu, un ragù di carne mista.

Le lunas, molto diffuse a Serramanna, sono dei dischetti di pasta molto simili a pizzette tonde come la luna piena, da cui deriva il nome, create con pasta di semola di grano duro, lievito, acqua, sale e un pizzico di zafferano. Vengono prima fritte e poi condite con sugo di pomodoro e pecorino grattugiato. Sono divenute note al di fuori dell’Isola grazie a un libro di ricette scritto da Itala Testa nel 1982, “Cucina di Sardegna”.

I pillus, dal sardo su pillu, che significa strato, sono un formato di pasta formata appunto da uno strato sottile realizzato con farina di semola e uova che viene poi tagliato in lunghe striscioline. È conosciuta in varie zone della Sardegna, in particolare Sarcidano, oristanese, Sulcis e Marmilla. Può essere cotta nel brodo di pecora o in semplice acqua salata e poi condita con un buon ragù di carne e pecorino grattugiato.

Tags: culurgionesfregolainstanewslorighittasmalloredduspastaSardegna
Raffaella Piras

Raffaella Piras

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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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