A Sassari, una delle manifestazioni più rappresentative dell’identità culturale isolana trova nuova narrazione attraverso un percorso espositivo che intreccia memoria, immagini e tradizione. La Cavalcata Sarda, celebrata dal 1899 e tra le poche feste laiche della Sardegna, viene riletta nella mostra “L’anima in posa. Volti, abiti tradizionali e memorie della Cavalcata Sarda”, ospitata dal 30 aprile al 29 maggio 2026 negli spazi della Biblioteca Universitaria di Sassari in Piazza Fiume. L’iniziativa propone una riflessione articolata su un evento che nel tempo ha assunto un valore simbolico nella costruzione dell’identità regionale, mettendo in relazione dimensioni visive, sensoriali e documentarie.
L’esposizione si inserisce nel percorso storico della Cavalcata, rilanciata nel secondo dopoguerra grazie all’intervento del Rotary Club Sassari, che nel 1951 contribuì alla sua riorganizzazione in occasione di un congresso internazionale ospitato in città. Il successo dell’evento, promosso insieme al sindaco Oreste Pieroni e all’Ente provinciale per il Turismo, portò alla scelta di renderlo un appuntamento annuale. Nel 2026 la manifestazione raggiunge la sua 75ª edizione, in programma domenica 17 maggio, confermando il suo ruolo nel calendario culturale dell’isola.
Il cuore della mostra è rappresentato da un ampio corpus fotografico firmato da Francesco Merella, autore che da oltre quarant’anni documenta tradizioni e culture attraverso immagini. Il percorso espositivo comprende oltre 120 fotografie, di cui 38 in grande formato stampate su carta certificata e 82 proiettate in digitale con accompagnamento audio. Il lavoro di Merella si distingue per una ricerca che attraversa non solo la Sardegna, ma anche contesti internazionali tra Africa, Asia e Americhe, con l’obiettivo di fissare volti, gesti e luoghi destinati a scomparire.
Accanto alla componente fotografica, la mostra propone un approfondimento sul patrimonio materiale attraverso otto costumi sardi antichi, accompagnati da oggetti e suppellettili provenienti dalla collezione di Giuseppe Pes, studioso e collezionista impegnato nella tutela delle tradizioni isolane. Gli abiti esposti testimoniano la varietà e la ricchezza dell’artigianato tessile sardo, offrendo uno sguardo diretto sulle forme storiche del vestire e sulle tecniche produttive tramandate nel tempo.







Il percorso si arricchisce ulteriormente con elementi legati alla cultura alimentare e decorativa. Sono presenti le creazioni di Mariangela Podda, artista della decorazione dolciaria originaria di Putifigari, affiancate dai pani gioiello realizzati dalle artigiane panificatrici con la Proloco di Olmedo, che rappresentano una delle espressioni più riconoscibili della tradizione cerimoniale sarda.
A completare l’esposizione contribuisce una selezione bibliografica curata dal direttore della Biblioteca Universitaria, Giovanni Fiori, che raccoglie stampe, giornali e pubblicazioni dedicate ai costumi tradizionali tra Ottocento e Novecento. Questo apparato documentario offre un ulteriore livello di lettura, collegando le immagini contemporanee a fonti storiche e iconografiche.
All’interno degli spazi espositivi sono inoltre consultabili alcune copie del volume “La Cavalcata Sarda e dintorni”, primo capitolo di un progetto editoriale più ampio, premiato nel 2025 con il terzo posto al concorso PX3 di Parigi. È prevista per quest’anno l’uscita del secondo volume, “La Cavalcata Sarda. I protagonisti”, dedicato ai costumi e agli ornamenti dei centri partecipanti alla sfilata, con cartografie tematiche e una documentazione fotografica dei gruppi folcloristici attivi tra il 2009 e il 2024.
La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 9:00 alle 19:30, con un’apertura straordinaria domenica 3 maggio in occasione di Monumenti Aperti. Il progetto è frutto della collaborazione tra istituzioni e realtà associative, con il coinvolgimento diretto di Francesco Merella, Giovanni Fiori, l’Associazione Culturale CLIC, il CCN Stelle del Centro e Giuseppe Pes, insieme a un gruppo di professionisti e operatori che hanno contribuito all’allestimento.


































