Le opere di sedici artisti contemporanei incontrano gli spazi di due antiche chiese e le tracce di un cimitero, per interrogarsi sulla morte, la perdita e ciò che rimane nella memoria. “R.I.P. della morte e di altre derive” arriva al Museo Civico Santeru di San Vero Milis, dopo la precedente esposizione al MURATS di Samugheo. L’inaugurazione è prevista per venerdì 30 ottobre 2026 alle 18:00; la mostra sarà visitabile fino all’8 dicembre 2026.
Curata da Ivo Serafino Fenu e Anna Rita Punzo, la rassegna è stata ripensata per le chiese di San Salvatore e delle Anime, oggi spazi del Museo Civico. I due edifici sorgono in un’area legata alla memoria della comunità, dove si conservano testimonianze dell’antico cimitero e dell’ossario adiacente. Il rapporto con questi luoghi entra nel percorso espositivo e accompagna la riflessione sulla dissoluzione della materia e sulla permanenza del ricordo.
Il progetto nasce dalla collaborazione fra i Comuni di San Vero Milis e Samugheo. Attraverso linguaggi diversi, le opere affrontano il rapporto con la fine della vita e con l’assenza, ma anche il significato delle derive e del mare, inteso come spazio di incontro culturale e luogo di tragedie.
Il percorso comprende lavori di Zuanna Maria Boscani, Giusy Calia, Luca Di Bartolo e Ivonne Bello, Antonello Fresu, Tonino Mattu, Sabrina Oppo e Josephine Sassu, Giulia Sale, Marta Scanu, Pietro Sedda e Francesco Tuccio. Accanto alle loro ricerche trovano spazio le tavole di Daniele Bigliardo, Alessandro Nespolino, Lucilla Stellato e Luigi Siniscalchi, disegnatori della serie a fumetti ispirata ai romanzi di Maurizio de Giovanni sul commissario Ricciardi.
Fra gli elementi introdotti per l’allestimento a San Vero Milis figura anche un barchino utilizzato da migranti per raggiungere le coste della Sardegna, recuperato sul litorale sanverese. Inserita nel percorso, l’imbarcazione porta nella mostra un riferimento alle traversate del Mediterraneo e alle vite legate a quelle rotte.



































