Carte ritagliate, copertine di riviste, ceramiche e arredi dipinti: l’immaginazione di Edina Altara attraversa materiali e tecniche, portando la decorazione nei libri, negli oggetti e negli ambienti della vita quotidiana. A questa ricerca lo Spazio Ilisso di Nuoro, dedica “Edina Altara. Una fantasia moderna”, in programma dal 7 novembre 2026 al 2 maggio 2027. L’inaugurazione si terrà sabato 7 novembre alle 11:00.
Curata da Giuliana Altea, con progetto espositivo di Antonello Cuccu, la mostra propone una lettura complessiva dell’artista sassarese, mettendo in relazione ambiti spesso affrontati separatamente. Il percorso si fonda sugli studi più recenti, fra cui il volume “Edina Altara. Pittrice, illustratrice, decoratrice”, pubblicato da Altea per Ilisso nel 2025, e sul lavoro di ricerca e raccolta condotto per quasi vent’anni dal pronipote Federico Spano.
Dalle carte ritagliate alle riviste di moda
Nata a Sassari nel 1898 e morta a Lanusei nel 1983, Altara si avvicinò all’arte da autodidatta, attraverso il gioco con la carta ritagliata. Negli anni Dieci esordì a Milano con collage e giocattoli in cartone, suscitando l’interesse della critica. Dal 1918 iniziò a pubblicare illustrazioni sulle riviste, costruendo una carriera che avrebbe intrecciato editoria, moda e arti applicate.
Dopo il matrimonio del 1922 con l’illustratore Vittorio Accornero, noto come Max Ninon, nacque anche un sodalizio professionale: tavole e copertine venivano realizzate a quattro mani con la firma “Edina e Ninon”. Dopo la separazione del 1934, Altara sviluppò l’attività nella moda e nella ceramica, tornando poi a collaborare con periodici come Grazia, Per voi signora e Rakam.
La mostra riunisce collage di carte colorate, piatti e mattonelle creati per Lenci e altre ditte, figurini, cartoline, pubblicità, illustrazioni per riviste e libri, dipinti su tavola, lavagna e cristallo. I fragili giocattoli degli esordi, andati perduti, sono invece documentati attraverso fotografie d’epoca.





Il dialogo con Gio Ponti e la porta di casa Lucano
Un nucleo centrale ricostruisce la collaborazione con Gio Ponti fra il 1945 e il 1954, attraverso arredi e pannelli dipinti dietro cristallo. Fra le opere spicca la porta di casa Lucano a Milano del 1951, testimonianza del lavoro negli ambienti progettati dall’architetto. Completano questa sezione alcune lettere “disegnate” inviate da Ponti e due ritratti di Altara da lui eseguiti.
Il percorso arriva agli “Interni vittoriani” e agli “Altarini” degli anni Sessanta, nei quali collage e assemblaggi permettono all’artista di giocare con l’immaginario ottocentesco e religioso. Le fotografie che la ritraggono con abiti da lei stessa ideati mostrano inoltre come la ricerca sullo stile coinvolgesse anche la costruzione della propria immagine.
Attraverso questa produzione, l’esposizione affronta il ruolo delle arti applicate nella cultura visiva del Novecento e il rapporto fra creatività femminile, lavoro e trasformazioni sociali. L’ornamento emerge come parte del progetto e come strumento di invenzione.
Spazio Ilisso si trova in via Brofferio 23 a Nuoro. La mostra è visitabile dalle 10:00 alle 19:00, con chiusura il mercoledì, ed è accompagnata da un catalogo di Ilisso Edizioni.




































