Un villaggio immaginario sul mare, una vasca abitata da ricordi e presenze, quindici nuove canzoni che diventano teatro. Vinicio Capossela porta in Sardegna “E Morte non avrà dominio”, la sua prima ballad opera, condividendo la scena con Pierpaolo Capovilla. Lo spettacolo sarà al Teatro Massimo di Cagliari domenica 8 e lunedì 9 novembre 2026 alle 21:00, poi al Teatro Comunale di Sassari mercoledì 11 novembre alle 20:30.
Il lavoro nasce attorno a “Under Milk Wood”, il poema per voci del gallese Dylan Thomas, e sviluppa il percorso avviato da Capossela con il radiodramma “Sotto il bosco di latte”, trasmesso da Rai Radio3. Dopo il debutto al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre, l’opera arriva nei teatri sardi all’interno della tournée nazionale.
Le canzoni diventano personaggi e racconto
Le quindici nuove canzoni di Capossela costituiscono la struttura dello spettacolo: prendono forma dentro la scena, si intrecciano alle parole e accompagnano i personaggi. I brani confluiranno in “Milk Wood Bar”, il nuovo disco in uscita il 22 gennaio 2027 per BMG, anticipato dal singolo “Oltre il bosco”.
Al centro della rappresentazione c’è Llareggub, il villaggio inventato da Thomas, con i suoi abitanti, le ossessioni e le fragilità. Capovilla, adagiato in una vasca, viene visitato dalle presenze di una comunità che affiora attraverso voci, musica e ricordi. La sua figura richiama insieme il poeta, Capitan Gatto, il marinaio cieco del poema, e Renato Striglia, l’amico e dj radiofonico alla cui memoria è dedicata l’opera.
Striglia aveva lavorato per anni a una versione italiana di “Under Milk Wood” senza riuscire a completarla. Da quell’idea Capossela ha sviluppato un racconto sull’amicizia, sulla perdita e sulla possibilità di dare seguito a ciò che una persona lascia. Capovilla attraversa la scena come guida e custode di memorie, in un dialogo continuo fra narrazione e canzone.
Voci e musicisti per una comunità in trasformazione
Accanto ai due protagonisti ci sono il controtenore Elvis Zini, la cantante Leandra Bordone e l’attrice e interprete Gaia Barco. La parte musicale coinvolge Alessandro “Asso” Stefana alle chitarre e al banjo, anche autore del paesaggio sonoro; Vincenzo Vasi a theremin, batteria, voci e campionatore; Raffaele Tiseo a violino e organo; Riccardo Loda al contrabbasso.
Le presenze dal vivo si intrecciano alle voci registrate, come segnali radio che danno corpo a una comunità mutevole. L’innocenza, l’infanzia del mondo e la libertà di essere diversi attraversano il lavoro, insieme all’“epica del fallimento” evocata da Capossela per descrivere i suoi personaggi.
Testi, drammaturgia e musiche sono di Vinicio Capossela, la regia del collettivo La Cùpa. La scenografia è firmata da Giuliano Spinelli, i costumi dalla Sartoria Teatro Due e il disegno luci da Loïc Hamelin. Lo spettacolo è prodotto da IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa.




































