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Donne che comandano: le grandi regine nella storia della Sardegna

Da Elena di Gallura a Eleonora d’Arborea: la storia delle donne che hanno governato la Sardegna con forza e visione nel Medioevo

di Alba Marini
3 Aprile 2019
in Storia
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
983 20
La statua di Eleonora D'Arborea a Oristano. ©AdobeStock

La statua di Eleonora D'Arborea a Oristano. ©AdobeStock

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C’erano una volta in Sardegna le donne al comando. Ai tempi dei Giudicati, quando l’isola era divisa in quattro entità statali distinte, capaci di stipulare anche contratti internazionali, le donne avevano il diritto di salire al trono. Ogni Giudicato (Cagliari, Arborea, Torres e Gallura) era governato da un re chiamato Giudice. Siamo tra il IX e il XV secolo e la Sardegna aveva necessità di staccarsi da Bisanzio e proteggere se stessa dalle incursioni degli Arabi. Ogni “logu” divenne presto autonomo dal potere centrale e anche le donne poterono governare.

La prima donna sarda a prendere le redini del proprio giudicato fu Elena di Gallura. Si trattò di una delle prime donne al governo di tutta Europa. Questo ci fa capire come la Sardegna sia stata da sempre una terra legata al potere femminile e ci fornisce un’immagine così moderna da mettere in discussione l’idea comune di un’isola per essenza isolata. Non solo i Giudici maschi avevano contatti con l’estero e con i vari sovrani europei, ma anche le Giudicesse avevano questa opportunità ed erano donne molte colte. Di Elena, nata a Civita (l’odierna Olbia) nel 1190, non conserviamo molte informazioni. Ereditò il Regno di Gallura molto presto, a soli 13 anni. Da quel momento in poi iniziò la corsa alla sua mano da parte dei più disparati pretendenti. Elena dimostrò un carattere forte quando, nonostante le pressioni del Papa Innocenzo III che suggeriva come sposo suo nipote Trasamondo, decise di rifiutare la proposta. Ad avere la meglio alla fine fu il fortunato nobile pisano Lamberto Visconti. A soli 28 anni, Elena morì, probabilmente di parto. L’erede dei coniugi fu Ubaldo, sposo di un’altra grande regina di Sardegna: Adelasia di Torres.

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Il marito della prima Giudicessa, Lamberto, non perse certo tempo e si risposò con Benedetta di Cagliari, seconda donna ad ereditare il trono per diritto nell’isola. È evidente che il nobiluomo pisano ci vedesse lungo. Benedetta in verità sposò in prime nozze Barisone II di Arborea. Congiuntamente, gli sposi governarono i rispettivi regni. Il loro coraggio risiedette nel far prevalere gli interessi locali su quelli pisani. E fu qui che entrò in gioco Lamberto Visconti, ormai vedovo della povera Elena di Gallura. Nel 1215, egli, per ripristinare l’influenza di Pisa, radunò un esercito e sbarcò alla volta del Giudicato di Cagliari, occupando la collina di Santa Gilla. La città fu da qui in poi scossa dai tumulti tra sardi e pisani. Morto il primo marito Barisone, Benedetta sposò Lamberto nel tentativo di ripristinare la pace. Ma gli scontri non cessarono e la Giudicessa, risposatasi successivamente altre due volte per cercare di difendersi dall’influenza pisana, fu costretta a rifugiarsi a Massa, dove morì nel 1233. La fine, si sa, fu tragica: Santa Igia – capitale del Giudicato di Cagliari – venne rasa al suolo dai Pisani nel 1258. Di allora ci è rimasto un solo monumento: la Chiesa di San Pietro dei Pescatori, nel quartiere storico di Stampace. Il Giudicato di Cagliari si estinse e la sua ultima e coraggiosa regina rimane ancora oggi l’emblema della forza delle donne di Sardegna.

Terza regnante in Sardegna fu Adelasia di Torres. La sposina appena 12enne fu consegnata nelle mani del coetaneo Ubaldo, figlio dell’onnipresente Lamberto Visconti e di Elena di Gallura. Sicuramente Adelasia fu una delle Giudicesse più sfortunate. Salì al trono di Torres grazie all’appoggio del marito Ubaldo (nonostante la modernità del contesto, le donne non potevano ufficialmente governare da sole) a seguito della morte del fratello durante una sommossa popolare. Alla morte del marito Ubaldo Visconti, Adelasia sposò il principe Enzo, figlio nientepopodimeno che dell’Imperatore Federico II. Enzo era attraente e giovanissimo: soli 18 anni a confronto dell’ormai matura e trentunenne Giudicessa di Torres. L’intento dell’imperatore era quello di dare vita a un regno sardo con a capo suo figlio Enzo e la consorte come re e regina di Sardegna. Dopo l’abbandono del giovane sposo (che preferiva alla Sardegna la vivacità della penisola), Adelasia visse nel Castello di Burgos. Gli ultimi anni di vita della regina sono avvolti nel mistero: con lei morì anche il Giudicato di Torres.

La più popolare regina di Sardegna fu sicuramente Eleonora d’Arborea. Carlo Cattaneo la definì come “la figura più splendida di donna che abbiano le storie italiane”. Donna eccezionale, guerriera in un Medioevo fuor di dubbio dominato dagli uomini. Non solo Eleonora governò il suo logu, ma ebbe l’idea di riunire tutta la Sardegna sotto una dinastia locale in un’epoca (la fine del 1300) in cui l’isola era sotto l’influenza degli Aragonesi. Dal padre Mariano, Eleonora d’Arborea ereditò non solo il regno, ma anche l’intento di combattere il dominio degli spagnoli. Quasi ci riuscì: con saggezza politica Eleonora venne a patti con ceti urbani e contadini e migliorò la Carta de Logu (promulgata da suo padre), codice di leggi unico nel suo tempo. Il testo è ancora oggi di una modernità impressionante: alcuni articoli erano dedicati alla tutela delle donne e affrontavano delicatamente il tema dello stupro. La carta fu estesa dagli aragonesi in tutta l’isola. Eleonora non riuscì nell’intento di riunire sotto di sé la sua Sardegna: la peste si portò via la regina e consegnò l’isola agli stranieri. Tuttavia il suo gioiello, la Carta de Logu, sopravvisse per 400 anni.

Tags: Adelasia di TorresdonneEleonora d’ArboreaGiudicatiSardegnastoria
Alba Marini

Alba Marini

Copywriter e giornalista pubblicista, ama viaggiare con qualunque mezzo: gli aerei, le navi, la penna e la fantasia. Per lei la scrittura è una finestra sul mondo, capace di raccontare ogni cosa, anche ciò che non esiste.

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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