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Scoperta in Egitto, nuova stele del Decreto di Canopo svela segreti sul regno tolemaico

di Redazione
17 Settembre 2025
in Storia
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(Adnkronos) – Un’antica stele in pietra arenaria, finora sconosciuta, contenente una versione completa del Decreto di Canopo, è stata scoperta dagli archeologi egiziani nel sito di Tell El-Fara’in, nell’odierna El Husseiniya, nel governatorato di Sharqia. Il ritrovamento, annunciato dal Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto, è già stato definito dagli esperti come “uno degli apporti più significativi all’egittologia degli ultimi decenni”. 

La stele, alta 127 cm e larga oltre 80 cm, è completamente incisa in geroglifici egizi, distribuiti su 30 linee, e presenta un livello di conservazione straordinario. In cima, si distingue l’iconografia sacra del disco solare alato, affiancato da due cobra reali che indossano le corone dell’Alto e Basso Egitto, simbolo dell’unificazione del regno. 

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“Questa scoperta ha un valore inestimabile non solo per la sua completezza, ma anche per il contesto in cui è stata rinvenuta, un centro religioso ancora poco esplorato del Delta del Nilo”, ha dichiarato il ministro Sherif Fathy. 

Il Decreto di Canopo, promulgato nel 238 a.C. durante il regno del faraone greco-egizio Tolomeo III Euergete, è un testo chiave per la storia dell’Egitto tolemaico. Redatto da un consiglio di sacerdoti riuniti nella città di Canopo (oggi sommersa presso Abu Qir, vicino ad Alessandria), il decreto celebrava le virtù del sovrano e della sua famiglia, introduceva riforme religiose, e sanciva l’adozione di un giorno intercalare ogni quattro anni, anticipando di oltre due secoli il calendario giuliano romano. 

Finora erano note sei versioni del decreto, alcune trilingui (geroglifico, demotico e greco), fondamentali per la comprensione della scrittura egizia, al pari della celebre Stele di Rosetta. La nuova stele, invece, è monolingue, ma integra e di particolare raffinatezza simbolica. 

Secondo l’egittologo tedesco Stefan Pfeiffer, “la sobrietà della composizione e l’assenza di iscrizioni in demotico o greco potrebbero indicare una versione adattata per un tempio periferico, forse destinata a un pubblico di soli sacerdoti locali”. 

Oltre al suo valore linguistico, il decreto offre una finestra eccezionale sulla società egizia di epoca tolemaica. Vi si elencano politiche fiscali, opere pubbliche, il culto della famiglia reale e persino le modalità con cui il popolo doveva onorarla con un nuovo calendario di festività. Il testo contiene anche riferimenti alle campagne militari del re, agli aiuti distribuiti durante una carestia e alla divinizzazione della principessa Berenice, figlia di Tolomeo III e Berenice II. 

La scoperta a El Husseiniya conferma il ruolo centrale del Delta del Nilo nella diffusione dei culti reali e nella politica religiosa dell’epoca. La città di Imet, anticamente situata dove oggi sorge Tell El-Fara’in, fu infatti un importante centro cerimoniale durante il periodo tolemaico. 

Questa non è la prima scoperta di rilievo nella zona. Negli ultimi anni, numerose missioni archeologiche hanno portato alla luce templi, statue e resti di edifici civili. Tuttavia, il ritrovamento di una stele regale perfettamente conservata, e con un testo di tale rilevanza storica, rappresenta un unicum. Gli studiosi sono già al lavoro per il confronto tra le diverse versioni del decreto, con l’obiettivo di identificare variazioni, omissioni o adattamenti locali che possano offrire nuove chiavi interpretative. “Il Decreto di Canopo continua a essere un archivio vivente dell’antico Egitto”, ha concluso il ministro Fathy. “E questa scoperta ci ricorda quanto ancora il nostro patrimonio possa sorprenderci”. (di Paolo Martini) 

Tags: adnkronosarcheologiacronacaEgittomondoultimora
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