È stata la scrittrice cagliaritana Cristina Caboni ad inaugurare “Torre delle storie”, il festival ideato e diretto da Matteo Porru. Il primo degli otto incontri in programma ha visto l’autrice edita dalla Garzanti parlare del suo ultimo romanzo, pubblicato lo scorso anno, intitolato “La casa degli specchi”. Quella tra Cristina Caboni e Matteo Porru è stata una chiacchierata intensa, spontanea e davvero molto coinvolgente. Il festival, alla sua prima edizione, non sarebbe potuto partire meglio. La scrittrice ha raccontato come nascono i suoi personaggi, come lei li veda “da bambini” ancora prima di iniziare a scrivere, ha spiegato che dietro ognuno dei suoi libri c’è uno studio mirato ad acquisire determinati strumenti necessari alla sua stesura. «In particolare, questo mio ultimo romanzo che è stato definito un “giallo gentile”, ha richiesto un lungo periodo di studio. Come ogni giallo deve soddisfare delle richieste precise; devono essere presenti alcuni elementi chiave: le indagini, il colpo di scena, i carabinieri ect. È la prima volta che mi cimento in questo stile narrativo. Mi piace mettermi in gioco.»

Il libro, ambientato a Positano, racconta la storia di Milena, una ragazza che scopre, attraverso passaggi nascosti – protetti da specchi – segreti legati alla sua famiglia, e alla figura della nonna in particolare. È ambientato in due periodi storici differenti: quello contemporaneo e quello dell’Italia del dopoguerra, momento d’oro del cinema italiano. «Ciò che mi affascina di più di quegli anni è la voglia di vivere che si aveva, la voglia di ricominciare dopo una guerra devastante – afferma l’autrice −. C’era la necessità di portare avanti non solo i sogni ma anche qualcosa che, dal punto di vista artistico, si rifletteva su tutta la produzione umana: nel cinema come nella musica

Se lo scopo di una presentazione di un romanzo è quello di offrire momenti di piacevole intrattenimento letterario e di invogliare il pubblico alla lettura, possiamo sicuramente affermare che è stato pienamente raggiunto grazie alla capacità di Matteo Porru e dell’autrice Garzanti di parlare di letteratura in maniera semplice e intrigante.

«Questo romanzo racchiude il percorso di tutta la mia esperienza di scrittrice fino a questo momento; non è l’unica novità che mi auguro di portarvi in futuro − afferma prima di congedarsi Cristina Caboni −, e aggiunge: i libri ci permettono sempre di provare e sperimentare emozioni che sono lontane da noi. Ci danno delle risposte a domande che non pensavamo di voler porre.»

Torre delle storie è un evento culturale che ha l’intento di dare un segnale di rinascita dopo il difficile periodo contrassegnato dalle settimane di confinamento sociale, e di conseguenza, culturale. Un intento che si accompagna alla scelta di voler offrire un appuntamento di tutto rispetto in una zona, quella di Torre delle Stelle, a cui il suo ideatore è legato da sentimenti d’affetto.

La rassegna continua il 4 agosto, sempre nei locali de “Il Sagittario”, con Anthony Muroni, già direttore dell’Unione Sarda e di Radiolina, una delle voci più autorevoli e note del panorama giornalistico sardo, che presenterà “Venticinque anni”, edito dalla casa editrice La Zattera.