Un presidio culturale attivo, punto di riferimento nel territorio come laboratorio permanente dedicato all’arte contemporanea, alla ricerca interdisciplinare e alla produzione culturale indipendente: nel primo semestre del 2026 The Social Gallery, in via Eligio Porcu 43 a Quartu Sant’Elena, ha confermato la propria natura di spazio espositivo votato al dialogo tra arti visive, fotografia, cinema, letteratura e pratiche performative e ha proposto ai suoi fruitori un percorso stimolante, articolato tra mostre personali, progetti curatoriali, esposizioni collettive, installazioni partecipative e iniziative ospitate in spazi monumentali cittadini.
Se infatti negli ultimi anni, sotto la direzione artistica di Giovanni Coda, la Social Gallery ha progressivamente definito la propria riconoscibile identità culturale, fondata sulla qualità scientifica dei progetti, sull’apertura verso differenti linguaggi espressivi e sulla volontà di favorire l’incontro tra artisti, curatori, studiosi e pubblico, la programmazione nei mesi da gennaio a giugno 2026 può essere considerata esplicativa, anche per chi ancora non conoscesse questa realtà, della natura multiforme di uno spazio nato per essere uno strumento di riflessione sociale, culturale e civile.
L’attività si è aperta in gennaio con la mostra dedicata ad Antonio Mallus, artista rappresentativo della tradizione isolana, e curata da Mariolina Cosseddu; il percorso espositivo ha sviluppato il rapporto tra memoria, identità e territorio, intessendo un dialogo tra patrimonio culturale e contemporaneità. A febbraio, spazio alla fotografia con “Io sono il tuo specchio”, personale di Cristian Castelnuovo curata da Roberta Vanali: attraverso una ricerca che indaga il tema dell’identità e della relazione con l’altro, il progetto ha affrontato questioni centrali della società contemporanea, quali la percezione del sé, il corpo, la rappresentazione e il riconoscimento reciproco.
Con “Electric Dolls/No Signal” di Silvia Argiolas, inaugurata in marzo, la Social Gallery ha ospitato una delle personalità più autorevoli dell’arte contemporanea italiana, confermando la collaborazione con la collezione internazionale di Giuseppe Demara, già avviata con il progetto “Fading Faces”. Curata da Ivo Serafino Fenu, la mostra ha trasformato lo spazio espositivo in un ambiente fortemente immersivo, nel quale pittura, segno e materia si sono intrecciate dando vita a figure sospese tra autobiografia, denuncia sociale e dimensione simbolica.
Ancora in marzo è stata avviata la collaborazione con l’Ex Convento dei Cappuccini, prestigioso spazio culturale di Quartu Sant’Elena, che ha ospitato la mostra collettiva “A che punto è” curata da Mariolina Cosseddu: l’esposizione è stata una preziosa occasione per riflettere sullo stato dell’arte in Sardegna, attraverso le opere di Roberto Chessa, Valentina Daga, Mattia Enna, Ruben Mureddu, Vincenzo Pattusi e Giulia Sini, tra i protagonisti della scena artistica contemporanea sarda; l’utilizzo dell’Ex Convento ha così sostenuto una precisa strategia culturale, mirata a valorizzare il patrimonio monumentale cittadino attraverso un dialogo virtuoso tra architettura storica e ricerca artistica contemporanea.
In maggio, la Social Gallery ha vissuto, proprio in questo spazio, uno dei momenti più significativi dell’intero semestre, con la grande mostra antologica “As It Is – 35 anni di attività artistica”, dedicata a Giovanni Coda e curata da Giovanni Follesa. L’esposizione ha proposto un articolato percorso attraverso oltre tre decenni di ricerca artistica, restituendo ai fruitori la visione complessiva di un lavoro sviluppato tra fotografia, cinema, installazione, videoarte e documentazione audiovisiva e intrecciato a temi quali la discriminazione, la dignità della persona, la memoria delle persecuzioni, l’identità e l’inclusione sociale. L’antologica ha inoltre evidenziato il profondo legame tra la ricerca dell’autore e il percorso culturale sviluppato negli anni attraverso il V-Art Festival Internazionale Immagine d’Autore, configurandosi come uno degli eventi di maggiore rilevanza dell’intera stagione.






Contestualmente, gli stessi spazi hanno ospitato il progetto “Integrability – La forza della diversità”, realizzato in collaborazione con Farmacisti nel Mondo ODV; nel passaggio tra maggio e giugno, invece, la programmazione ha offerto un nuovo approfondimento dedicato alla produzione artistica contemporanea isolana con “Tra l’oro, la musica e il tempo”, personale di Walter Pinna a cura di Giovanni Coda: in questa esposizione, l’artista ha sviluppato una ricerca fortemente evocativa legata al tempo, alla memoria e alla materia.
Nel mese di giugno, Elisabetta Lai è stata protagonista del progetto artistico partecipativo “Momenti Intrecciati”, ancora a cura di Coda: i fruitori sono stati chiamati a contribuire in prima persona all’installazione, che ha mostrato come la pratica artistica possa diventare occasione di condivisione e partecipazione collettiva. A seguire, la mostra “Lo Stato delle Anime”, dedicata alle illustrazioni di Daniele Coppi; le tavole originali, realizzate per i film di Peter Marcias,hanno sviluppato un intenso dialogo tra arti visive e cinema, reinterpretando il racconto cinematografico e conferendo valore all’illustrazione come linguaggio artistico autonomo.
Il calendario delle esposizioni in programma nel semestre si è concluso all’insegna del proficuo rapporto instaurato con la Collezione Giuseppe Demara: “Becoming Show” di Silvia Mei, a cura di Ivo Serafino Fenu, ha affrontato il tema della performatività dell’opera, in un coinvolgente racconto meta-artistico; attraverso l’analisi del rapporto tra allestimento, narrazione e costruzione dello spazio espositivo, è stata sviluppata una riflessione sul ruolo stesso della mostra come dispositivo culturale.
A completare il percorso culturale promosso dalla galleria nella prima parte dell’anno, si segnalano infine due progetti all’insegna della contaminazione tra linguaggi artistici, entrambi ideati e organizzati dall’Associazione Rosa Matriarcale: il ciclo di incontri coordinati da Duilio Caocci al Quartu Social Café, durante i quali si è offerto uno spazio di dialogo e approfondimento dedicato alla letteratura e al pensiero contemporaneo, e la rassegna cinematografica “Donne Attraverso l’Arte”, curata da Elisabetta Randaccio, che ha proposto un percorso dedicato all’empowerment femminile attraverso il linguaggio del cinema e la valorizzazione dello sguardo delle donne.
“Sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti in questi anni” ci ha raccontato Giovanni Coda, “La continuità dell’attività espositiva, la qualità degli artisti coinvolti e la presenza di curatori di riconosciuto prestigio hanno fatto della Social Gallery un autentico centro di produzione culturale contemporanea, ormai radicato nel tessuto sociale del territorio”; la capacità di attivare collaborazioni con istituzioni pubbliche, associazioni e soggetti del terzo settore rappresenta infatti un tassello fondamentale nel consolidamento di questa realtà.
“In questo semestre abbiamo posto delle solide basi per la programmazione della seconda parte dell’anno” ha concluso Coda, “Avremo una nuova edizione del V-Art Festival Internazionale Immagine d’Autore e, in chiusura del 2026, esporremo la collezione dei pezzi acquisiti dalla Social Gallery dall’inizio della sua attività”.


































