Si inaugura sabato 7 marzo alle ore 18 la nuova mostra curata da Ivo Serafino Fenu negli spazi di The Social Gallery di Quartu Sant’Elena (via Eligio Porcu 43), diretta da Giovanni Coda: ELECTRIC DOLLS | NO SIGNAL Solo Exhibition di Silvia Argiolas prosegue e sviluppa la proficua collaborazione intrapresa con la Collezione Giuseppe Demara, dopo la collettiva “Fading Faces” e l’approfondimento dedicato a Giuliano Sale.
La Solo Exhibition di Argiolas si innesta proprio nel progetto “Fading Faces”, dedicato al tema del ritratto nella sua dimensione più mutevole, ma ne altera profondamente il ritmo: “Proseguiamo un percorso che interroga il nostro tempo attraverso l’immagine e le sue progressive dissoluzioni” ci ha raccontato Giovanni Coda, “Con le Electric Dolls entriamo in un paesaggio distopico che conduce a una culminazione inevitabile: il declino silenzioso di anime inquiete, figure sospese in cerca di riscatto”.
Protagoniste delle opere di Argiolas sono dunque “donne elettriche”, attraversate da una tensione continua, presenze vitali e insieme trattenute; il riferimento letterario più immediato catapulta chi, con lo sguardo, attraversa i mondi creati dall’artista nella visione avant-pop di Philip K. Dick. In questi paesaggi si consuma la vita delle protagoniste, accompagnate da presenze che, ancora una volta, si affacciano dalla pagina scritta e, in particolare, dai versi di T. S. Eliot: i suoi “Uomini Vuoti” non compaiono nei quadri, ma si percepiscono, testimoni silenziosi di una perdita di senso che attraversa il nostro tempo.
“Il titolo dell’esposizione comporta inevitabilmente un confronto con un totem dell’arte e del teatro del primo Novecento qual è Poupées électriques di Filippo Tommaso Marinetti” ha evidenziato il curatore della mostra Ivo Serafino Fenu, “In una parabola che prende avvio dal sogno futurista del corpo tecnologico e trasmuta in un incubo di obsolescenza, passando per gli androidi di Blade Runner, si arriva ai corpi dipinti da Argiolas, un luogo di resistenza carnale e, insieme, di pausa esistenziale”.
Le Dolls sono percorse da una corrente nervosa e tratteggiate con una pennellata rapida, violenta, brutale; abitano spazi domestici claustrofobici che comprimono i corpi, paesaggi onirici dalle tinte acide, dove la natura appare alterata da una percezione allucinata: il pensiero non può non correre alla perfezione levigata dei filtri digitali, a cui siamo quotidianamente assuefatti. In questo senso, la mostra rappresenta un’interferenza che disturba proprio la fittizia perfezione del mondo virtuale, restituendo una verità urticante, ma autentica.
“Come direttore della galleria, sono convinto che la mostra rappresenti uno spazio di attraversamento in cui l’immagine non offre risposte, ma resta in ascolto del nostro tempo, fragile, digitale, incompiuto” ha concluso Coda, “Sì tratta di un tassello importante nella programmazione di inizio anno, dopo l’omaggio al pittore Antonio Mallus, a cura di Mariolina Cosseddu, e la mostra fotografica di Cristian Castelnuovo, curata da Roberta Vanali”.


Dopo la mostra dedicata a Silvia Argiolas, le attività di The Social Gallery proseguono il 12 marzo con la mostra collettiva “A che punto è”, a cura di Mariolina Cosseddu, ospitata presso l’Ex Convento dei Cappuccini di via Brigata Sassari a Quartu Sant’Elena. L’esposizione vedrà la partecipazione degli artisti Valentina Daga, Ruben Mureddu, Giulia Sini, Mattia Enna, Roberto Chessa e Vincenzo Pattusi.
Seguiranno le personali di Silvia Mei, a cura di Ivo Serafino Fenu, ed Ermanno Leinardi, a cura di Roberta Vanali, entrambe ospitate negli spazi di The Social Gallery.
Nel corso della stagione espositiva si avvicenderanno inoltre Giovanni Coda, con l’anteprima della mostra antologica che celebra i 35 anni di carriera artistica -curata da Giovanni Follesa-, e Igino Panzino, con una mostra a cura di Mariolina Cosseddu.
A conclusione del ciclo dedicato alla Collezione Demara, nel mese di ottobre sarà invece allestita un’esposizione dedicata all’opera di Pastorello.
Per quanto riguarda il cinema, il V-Art – Festival Internazionale Immagine d’Autore, giunto alla trentunesima edizione, proporrà una selezione di opere d’archivio affiancate a nuove produzioni cinematografiche legate al circuito indipendente internazionale; a chiusura del percorso del Festival, la programmazione prevede la seconda edizione del Forum sul Cinema Indipendente, dedicato al critico cinematografico Adriano Aprà.






































