Focus sulla danza urbana con i suoi codici e le interazioni con lo spazio con “Interferenze 1.0” di Estemporada, con regia e coreografie di Livia Lepri, in cartellone domani (domenica 10 novembre) alle 19 al Teatro Moderno di Monserrato sotto le insegne del FIND 37 / Festival Internazionale Nuova Danza organizzato da Maya Inc. Uno spettacolo interessante che fonde la danza contemporanea e i codici, la gestualità e le danze delle moderne culture metropolitane: «“Interferenze 1.0” è una performance urbana, nata come primo studio sul movimento generato dalla suggestione dettata dall’ascolto» – scrive Livia Lepri – «da essa nascono quelle improvvisazioni che codificano inventano nuovi linguaggi urbani e che hanno lo scopo di sviluppare la consapevolezza di appartenere ad un luogo o una comunità». Una ricerca “sul campo” per costruire nuove grammatiche di corpi in movimento, attingendo alla realtà, alla gestualità spontanea e alle forme d’espressione diffuse in particolare tra le giovani generazioni, trasfigurate in una partitura rigorosa, a partire dall’istintualità di un’improvvisazione, sviluppata e racchiusa in una forma compiuta e orchestrata in una narrazione corale. “Interferenze 1.0” si ispira alle moderne “tribù urbane” nel tentativo di individuare i segni riconoscibili – e invisibili – di un senso di identità e appartenenza – a un luogo o a una comunità – nella società liquida e nell’era della globalizzazione.

Inedite visionie creazioni d’autore al FIND 37 / Festival Internazionale Nuova Danza organizzato da Maya Inc con la Serata FINDER, dedicata ai nuovi talenti e ai giovani artisti emergenti in programma STASERA (sabato 9 novembre ) alle 21 all’ex Manifattura di Cagliari, una vetrina in cui verranno mostrati i lavori frutto di quattro residenze artistiche sostenute dal FIND e realizzate in collaborazione con importanti e prestigiose istituzioni e compagnie europee – quali l’Accademia Nazionale di Danza, Dancehaus / Accademia Susanna Beltrami e École de Danse Contemporaine de Paris. Il FINDER – spiega la direttrice artistica Cristiana Camba«è nato ufficialmente nel 2013 con il fine di favorire la realizzazione di progetti coreografici innovativi e ispirati all’arte contemporanea. Il progetto rivolto ai giovani artisti italiani o residenti in Italia offre residenze e supporto tecnico ai progetti selezionati, che saranno presentati in anteprima al pubblico del FIND Festival».

Quattro i lavori in cartellone, a partire da “Impulsus”, creazione della danzatrice e coreografa Giorgia Anselmi (École de Danse Contemporaine de Paris) che ha sviluppato un’idea di una giovane studentessa nell’ambito di EduDance – il progetto realizzato in collaborazione con l’École de Danse Contemporaine de Paris che vede protagonisti gli studenti del Liceo Artistico “Giuseppe Brotzu” di Quartu Sant’Elena, impegnati sotto la guida della pittrice Marina Cuccus nella costruzione di uno spettacolo, dal soggetto allo storyboard, dalla definizione dei personaggi alla realizzazione di scene e costumi, prendendo spunto da questioni esistenziali e temi sociali per arrivare a una performance artistica. Oltre a “Impulsus” – in prima nazionale al FIND 37 – EduDance comprende anche una sezione dedicata alle arti visive, culminante nella mostra sul tema “L’uomo e la natura”

S’intitola “Transitus” il progetto coreografico ideato e “danzato” da Maria Elena Curzi, Eleonora Galante, Marco Lattuchelli, Marella Vitucci – tutti allievi dell’Accademia Nazionale di Danza (Corso di Composizione della danza tenuto dalla professoressa Carla Marignetti, con il contributo del Progetto Individuale seguito dalla professoressa Elisabet Sjostrom): “in un tempo in transito – scrivono gli autori nelle note – i corpi in movimento rivelano ed evocano panorami antropici, come una pellicola che scorre, attraversando diversi immaginari”.

Il gioco della seduzione e l’irresistibile tentazione del “frutto proibito” in “Eve e la Mela” (DanceHaus/ Accademia Susanna Beltrami), coreografia di Niyayesh Nahavandy interpretata da Marco Labellarte, su una femminilità sfuggente: una donna in fuga dal “senso di colpa” derivante dall’episodio biblico di Adamo ed Eva, fino a ricercare in un alter ego maschile le sue parti mancanti, in una dimensione onirica.

Spazio anche a “Ophelia” di e con la danzatrice e coreografa Ludovica Di Santo, che firma un’intrigante partitura scenica ispirata all’eroina shakespeariana, abbandonata dal padre e dal fratello, assassinato l’uno e l’altro partito per la guerra, ma colma di un amore immenso e puro che, non ricambiato, la farà precipitare nell’abisso della follia.