Domenica 27 settembre il Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari aprirà le sue porte al pubblico per l’undicesima edizione di Interzone, una giornata interamente dedicata alla musica dal vivo che trasformerà sale, atrio, cortili e piazzale in spazi d’ascolto. Dalle 10:30 alle 20, a ingresso libero, si succederanno concerti e performance che metteranno in relazione jazz, musica contemporanea, percussioni, improvvisazione ed elettronica, con al centro la memoria di Roberto Pellegrini, percussionista, ricercatore e docente del Conservatorio scomparso nel 2014.
Un programma diffuso tra spazi e linguaggi
Gli appuntamenti si distribuiranno tra piazzale d’ingresso, atrio principale, cortile interno, Sala Oppo, Sala Palestrina e Sala Porrino, in un percorso pensato per accompagnare il pubblico attraverso differenti esperienze sonore. Ad aprire la giornata, alle 10:30 nel piazzale, sarà Wormhole di Marco Pittau, performance di libera improvvisazione per tromba preparata e live electronics: il suono dello strumento verrà catturato, elaborato e restituito in tempo reale, costruendo una forma destinata a nascere e consumarsi nell’istante stesso della sua produzione.
Nell’atrio principale, alle 11, la classe di percussioni affronterà Workers Union di Louis Andriessen, brano del 1975 in cui il ritmo è determinato con precisione mentre le altezze restano relative. La stessa composizione tornerà alle 18:30 nel cortile interno per una seconda esecuzione. Il progetto BIP Erasmus+ “Futurama”, ensemble jazz nato dalla collaborazione tra accademie di Cagliari, Cluj-Napoca, Cuneo, Tallinn, Vilnius-Klaipėda e Wrocław, sarà invece protagonista alle 11:30 e alle 15 in Sala Oppo, inserendosi nei Blended Intensive Programmes che uniscono lavoro a distanza e periodi intensivi in presenza.
Tra acustico, digitale e ricerca timbrica
Il confine tra strumento acustico e manipolazione digitale sarà esplorato alle 12 in Sala Palestrina dai Flying MOSFETs, duo formato da Matteo Floris e Matteo Sedda, che intrecceranno drone, glitch music e improvvisazione con tromba, elettronica e campionamenti. Sedda tornerà sul palco alle 15:30 in Sala Oppo con ROOMS, performance solista per tromba ed elettronica nella quale lo strumento diventerà sorgente per processing, loop e stratificazioni.
La tarda mattinata porterà in Sala Porrino due prospettive sulla ricerca per percussioni: il duo Uccheddu–Castellano eseguirà Nodas 18 di Gabriele Verdinelli, ispirato alle scale-modi delle launeddas, e 2×6 di Aldo Clementi; poco dopo, alle 12.30, R.A.T. – Running Against Time, duo formato da Riccardo Sarais e Luca Pintore, proporrà Nagoya Marimbas di Steve Reich e 24 Loops di Pierre Jodlowski, lavoro in cui il nastro preregistrato riprende in eco l’esecuzione dal vivo accumulando ventiquattro figure ritmiche.
Memoria, jazz e composizioni elettroacustiche
Il pomeriggio proseguirà alle 16 in Sala Oppo con il Matteo Maccioni Quartetto e Songs for Max, progetto costruito intorno a composizioni dedicate a Massimo Ferra, chitarrista e compositore cagliaritano scomparso nel 2024. Alle 16:30 in Sala Porrino, il Sandra Giura Longo Trio eseguirà Vox Balaenae di George Crumb, brano del 1971 ispirato al canto delle megattere, insieme a White Clouds on Purple di D. Terranova.
La tradizione del jazz acustico sarà al centro, dalle 17 in Sala Palestrina, di In the tradition del Marco Morandini Quartetto. Mezz’ora dopo, in Sala Porrino, Marta Loddo presenterà due composizioni elettroacustiche nate dalla propria ricerca al Conservatorio, proseguendo il percorso sviluppato anche attraverso il progetto solista mumucs. Alle 18 in Sala Oppo, l’Ensemble SCISMA diretto da Marco Caredda attraverserà quasi quarant’anni di produzione di Franco Oppo, figura fondamentale della composizione contemporanea in Sardegna e docente al Conservatorio dal 1965 al 2000.
Dopo la seconda esecuzione di Workers Union, la ricerca elettroacustica tornerà protagonista alle 19 in Sala Porrino con Rosario Di Rosa, compositore e pianista che utilizza l’elettronica per campionare e riaccordare il pianoforte in tempo reale. La chiusura sarà affidata alle 19:30 in Sala Palestrina alla Groove Market Big Band, progetto promosso da Massimo Tore e Paolo Carrus che sceglie la dimensione orchestrale del jazz, riportando al centro il lavoro collettivo dell’orchestra in un tempo spesso orientato alla semplificazione.

































