Da oggi in tutti i digital store il nuovo singolo dei Kreky & The Asteroids, “No Apologies”, per Romolo Dischi.

Mani sulla chitarra ed il riff è uscito da solo, così come anche il ritornello. Questo brano è stato scritto in pochissimo tempo, è il più “punk” – anche se non eccezionalmente up tempo – nel senso di schietto e diretto, rispetto al resto delle canzoni che saranno presenti nel disco che uscirà a gennaio 2021. Da quando è stata scritta, la musica ha subito pochissime variazioni, così come il testo. Come tante altre canzoni, è un modo per lasciare testimonianza e di tenere il punto fermo sulla strada che si sta cercando di percorrere.”

Dopo l’uscita del singolo “Spotlights” che ha raccolto molti consensi (inserito ad esempio nelle novità ed in alta rotazione su Radio Rock) e streaming, e il regalo per i loro follower di una versione acustica di “Spotlights” e una reinterpretazione di “Ocean Eyes” di Billie Eilish, tornano con la loro impronta, pronti a graffiare ancora.

Kreky & The Asteroids è un progetto nato a Roma nel 2018. Kreky è un cantautore e la band The Asteroids si chiama così perché l’ha deciso il chitarrista.
È un progetto di matrice anglosassone, ed è proprio questo il motivo per cui è stato scelto il nome composto, visto che ha le sue radici nel roots rock statunitense, tra Ryan Adams, Jeff Buckley, Springsteen e i Counting Crows, ed è forse l’unico progetto di questo tipo in Italia.

Possono vantare d’aver suonato in quasi tutti i locali della capitale, partecipato a molti contest tra i quali Marmo Music Match – come finalisti – e vincitori di una delle serate di It’s 2 U, che li ha portati a condividere il palco del Largo Venue con i Dunk, band dei fratelli Giuradei/Pipitone/Ferrari.

Dopo aver rilasciato il singolo “Dust” e “Sunflower” sulle piattaforme in streaming e con relativi video live in studio su Youtube, pubblicano in premiere su Repubblica Roma il video di “Mistakes”, con coreografia e scenografia scritta dalla Gorillaz Crew di Sonny Olumati.
Entrano in studio a fine 2018 – e ci restano per almeno un anno e mezzo – per registrare il primo disco, coinvolgendo ospiti eccezionali.