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Intervista alla band dei D-Storta

di Francesco Ruiu
5 Febbraio 2017
in Musica
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Una band giovane con un suono curato, elettrico-elettronico che arriva dritto sparato al cuore passando per i meandri della mente, solleticando le sue sinapsi per insinuarsi nel vuoto scavato dentro dalle nostre emozioni quotidiane, riempiendo quello spazio nel quale, francamente, solo in pochi riescono ad accedere al giorno d’oggi, così sospesi come siamo in un mondo ultrasensoriale, dove tutto, nel bene e nel male, si arresta alla superficie.

Chi sono i D-Storta? Questo mese puntiamo i nostri riflettori su un gruppo che, rapidamente, ha scalato le classifiche di gradimento tra critica musicale e pubblico, ritagliandosi un posticino di rilievo nel panorama musicale italiano.

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Come nasce questa band? Da dove viene questo nome? Quali sono i suoi componenti?

I D-Storta nascono nel 2010 da un’idea di Christian Sarritzu e Biagio Di Pinto, inizialmente come duo chitarra-voce e batteria con sussidio di basi in loop programmate da loro stessi. Col passare del tempo prendono posto in pianta stabile nella band Pierlorenzo Zodio e Giacomo Cossu. D-Storta è un nome che ci piace molto perché ricorda le sonorità che spesso utilizziamo. Per renderlo poi più originale e più nostro abbiamo pensato di eliminare la “I” sostituendola con un trattino.

Come definireste il vostro genere musicale?

Ci siamo trovati varie volte davanti a questo quesito, e spesso ci siamo sentiti di sostenere che la nostra musica sia un indie rock italiano, perché d’altronde è anche la musica che più ci piace ascoltare. Poi c’è chi ci definisce indie rock, indie pop, alternative, pop rock, elettrorock. Noi crediamo sia un po’ l’unione di tutti questi generi, e il modo migliore per definirlo è sicuramente D-Storta.

Come vedete il panorama musicale in Sardegna?

Viviamo in una terra piena di musicisti e band valide. In vari anni di attività abbiamo avuto la fortuna e il piacere di condividere il palco con artisti/band che meritano veramente tanto. Purtroppo però, sono sempre meno i posti dove band come la nostra (ovvero che creano musica propria, investono e ci credono) possono avere uno spazio per suonare. E questa situazione peggiora sempre di più con il tempo.

Parliamo della vostra esperienza a Rock Targato Italia come unica band sarda…

Rock Targato Italia è un concorso per band emergenti nato negli anni ‘90 da cui sono emersi artisti come Marlene Kuntz, Litfiba, Timoria e molti altri. Ogni anno è portato avanti con grande passione, e non lo diciamo solo perché ci siamo stati e abbiamo conosciuto l’organizzazione, ma perché si vede, perché lavorare per le band emergenti, in un periodo veramente difficile come questo, fa veramente onore e ci ha fatto capire come ci siano ancora persone che credono fermamente nei progetti indipendenti come il nostro. Siamo stati l’unica band sarda finalista su 22 gruppi da tutta Italia. Siamo risultati tra le otto band migliori della competizione e abbiamo vinto il Premio Compilation, consistente appunto, in una compilation pubblicata a dicembre 2016 e presente su tutti i digital store, dove siamo presenti con il nostro nuovo e ultimo singolo Parlami. Quest’anno, per la prima volta ci saranno le selezioni anche in Sardegna e consigliamo a tutte le band di iscriversi al concorso, noi saremo parte della giuria.

A cosa state lavorando attualmente?

Attualmente siamo in promozione per il nostro ultimo singolo “Parlami”, dobbiamo dire che sta andando piuttosto bene, numerosi webzine ne hanno parlato e fino ad ora il singolo è entrato in rotazione in molte radio di tutta Italia.

Progetti futuri?

In questo periodo siamo cresciuti, e abbiamo maturato un nuovo sound, lo stiamo provando e sperimentando producendo dei nuovi brani nello studio di registrazione di Giacomo, il nostro tastierista. L’obbiettivo è quello di pubblicare un disco nel 2017.

Ringraziamo i D-Storta per la disponibilità. Il consiglio è quello di seguire con attenzione questa band sia sul loro sito d-storta.com (ben fatto) sia sui social per tutte le news e appuntamenti speciali.

Tags: alternativeD-Stortaindie popindie rockmusicaSan Sperate
Francesco Ruiu

Francesco Ruiu

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  • 🌙 La bardana: quando la notte portava paura in Sardegna.
Nell’Ottocento, tra Barbagia e Gallura, un fenomeno criminale unico ha segnato i villaggi sardi.  Gruppi di cavalieri armati, coordinati da “su bardaneri”, pianificavano assalti notturni a dimore e stazzi isolati. Niente venerdì: la scaramanzia faceva parte del codice. 🐴⚔️  Tortolì, 13-14 novembre 1894 🗡️
Un gruppo armato assalta la villa del cavaliere Vittorio Depau. Il possidente è a Cagliari, nella dimora restano servitù e famiglia. Un servo oppone resistenza e viene ucciso. Il brigadiere Pietro Giua cade in combattimento, il carabiniere Bulciolu resta ferito. I malviventi fuggono col bottino, lasciando il paese nel terrore.  Esterzili, Venerdì Santo 1840 ⚰️
La nobile famiglia Capece viene assaltata nella sua dimora. Don Salvatore, il capofamiglia, perde la vita. La figlia Francesca testimonia: i cugini Giulio e Salvatore Tolu vengono accusati, arrestati e giustiziati. Anni dopo si scopre la verità: erano innocenti. I veri colpevoli vengono individuati, la refurtiva recuperata. Due vite spezzate ingiustamente.  Due episodi che hanno segnato la storia sarda dell’Ottocento. 🏔️📖  🔗 Articolo completo di Chiara Medinas su shmag.it
#Sardegna #StoriaSarda #Bardana #Barbagia #Gallura
  • 🌿🎥 Una Sardegna autentica, fatta di luoghi, persone e tradizioni che continuano a sorprendere. È il cuore di @quandocigira, il progetto di travel storytelling nato dalla passione di Manuela Fiori e Andrea Sini, content creator sardi che hanno trasformato l’amore per il territorio in un racconto continuo.  Dai borghi meno conosciuti alle tradizioni antiche, passando per artigiani, musicisti e comunità che custodiscono l’identità dell’isola, ogni episodio diventa un tassello di un mosaico più ampio: quello di una Sardegna viva, raccontata con rispetto, curiosità e autenticità. 🏞️🎶  Il progetto si sviluppa su più piattaforme, da YouTube a Instagram, con format che uniscono narrazione, immagini e video per scoprire angoli nascosti e storie inedite. 📱✨  🔗 Su SHmag.it, Chiara Medinas racconta la loro storia, le passioni che li animano e la visione dietro i loro contenuti. Il link per leggere l’articolo completo è anche nel nostro Canale.
  • 📍 Il Bastione di Saint Remy è uno dei simboli più riconoscibili di Cagliari, ma la sua storia va ben oltre l’impatto visivo. Nato su antiche fortificazioni, racconta secoli di strategie difensive, trasformazioni urbane e memoria bellica ancora visibile nella città.  L’approfondimento completo è nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔎
  • 🧙🏻‍♀️ Julia Carta non era una strega. Era una donna che il tempo non ha cancellato.  Julia Casu Masia Porcu nacque intorno al 1561 a Mores, in una famiglia segnata dalla povertà e dall’analfabetismo. A circa 25 anni si sposò e si trasferì nella vicina a Siligo.  🧉 Aveva appreso dalla nonna conoscenze terapeutiche: curava, preparava rimedi, aiutava chi si rivolgeva a lei.
Ma quelle stesse persone finirono per accusarla.  👨🏻‍⚖️ Processata due volte dal Tribunale dell’Inquisizione spagnola di Sassari, condotta nel Castello Aragonese, minacciata di tortura: Julia confessò sotto terrore. La pena fu di tre anni, poi tornò a Siligo.  Ma le accuse ripresero. Un secondo processo.
Dell’esito finale non si hanno certezze. Le sue tracce si fermano nel 1614, nel National Historical Archive di Madrid.  Probabilmente non fu arsa sul rogo. Riuscì a salvarsi.  🌑 La sua storia è rimasta nella memoria di Siligo, che nel 2025 è entrata nella prestigiosa Rete delle Città delle Streghe.  Julia non fu una martire.
Non fu una strega.
Fu una donna fuori dal tempo.  👉 La storia completa di Raffaella Piras ti aspetta su SHmag.it 📰  #JuliaCarta #Siligo #cittàdellestreghe
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