Sabato 10 ottobre 2026 Cristina Caboni sarà ad Alghero per presentare il suo nuovo romanzo, “La curatrice di libri antichi”, in uscita per Garzanti. L’incontro è in programma alle 19:00 nello spazio all’aperto della libreria Cyrano, nell’ambito della rassegna “Llibres Llibres”. A dialogare con la scrittrice sarà Paola Cadeddu, mentre le lettrici e i lettori del Circolo “Roxane” animeranno l’appuntamento.
Al centro del libro c’è il recupero delle voci di autrici dimenticate, attraverso una storia ambientata a Verona. La protagonista, Manon, è un’esperta di libri chiamata a catalogare e valutare una biblioteca: un incarico che la porterà a interrogarsi non soltanto sul valore della raccolta, ma anche sul proprio passato. La letteratura diventa così uno strumento per custodire la memoria e restituire spazio a scrittrici le cui opere non sono state tramandate perché considerate scomode.
La presentazione si inserisce nel percorso di “Llibres Llibres”, rassegna che è espressione del festival “Dall’altra parte del mare”, organizzato dall’Associazione Itinerandia in collaborazione con la libreria Cyrano.
Cristina Caboni vive in provincia di Cagliari con il marito e i tre figli e si occupa dell’azienda apistica di famiglia. Il suo percorso letterario comprende “Il sentiero dei profumi”, bestseller venduto in tutto il mondo che ha raggiunto la vetta delle classifiche italiane e straniere, raccogliendo il favore dei lettori e della stampa.
È inoltre autrice di “La custode del miele e delle api” e “Il giardino dei fiori segreti”, che ha ottenuto il Premio Selezione Bancarella 2017. Alla sua produzione appartengono anche “La rilegatrice di storie perdute”, “La stanza della tessitrice”, “La casa degli specchi”, “Il profumo sa chi sei”, “La ragazza dei colori”, “La via del miele”, “La collana di cristallo”, “La ragazza senza radici” e “La rotta delle stelle”.
«Un libro è una voce.» È il ricordo delle parole del padre ad accompagnare Manon nel suo lavoro. Nei pochi anni trascorsi insieme, è stato lui a insegnarle tutto ciò che sa sui libri, ed è quella voce che la protagonista cerca nella biblioteca affidata alla sua competenza. Il suo interesse va oltre la catalogazione: nelle pagine vuole riconoscere le storie e il passato impressi nell’inchiostro, ma questa volta non riesce a cogliere l’anima della raccolta.
Quando sta per arrendersi, Manon si accorge che la collezione è interamente al femminile. Vi trova opere di Christine de Pizan, Isotta Nogarola e Rosvita di Gandersheim: scrittrici rare e spesso dimenticate, donne ribelli alle quali il loro mondo non concedeva spazio e che proprio per questo venivano temute.
La lettura modifica il rapporto di Manon con quei volumi. La biblioteca sembra rivolgersi direttamente a lei e suggerire legami con la sua famiglia, per quanto impossibili possano apparire. Seguirne le tracce significa mettere in discussione ciò che le è stato raccontato fino a quel momento.
Al suo fianco c’è Rafael, un giovane libraio antiquario con cui indaga sui segreti della raccolta. Manon cerca di scoprire la verità e di capire chi abbia custodito quei libri, salvandoli dall’oblio, fino a riconoscere che ora spetta a lei proseguire quell’opera di conservazione della memoria.



































